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DENTRO

dentro al paesaggio immaginavi d'essere


dal di dentro di contorni evanescenti


tremante alimento colava dal cuore


incandescente, fortemente tentato.


incalzante e incalzato ti slanciavi


tra giardini estatici reclini


educati a portare pietre pure


pezzi d'oro il tuo scrigno bramava


trattenendo gesti, respiri.


moltiplicavi parole irrefrenate


cose indorate si sdoravano


accennando al rosso odorò la rosa


al vago influsso di remote stelle.


dalla vetta dell'ultima parola


il mondo fu sospeso dai riflessi;


irruppe questa scena per quel varco


quando amore ci colse


per l'incompreso, per l'incomprensibile.




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Opera scritta il 10/01/2019 - 19:17
Da GiuliaRebecca Parma
Letta n.1360 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Sempre soffermandomi sulla parte finale della poetica che fa "rima" con sequela l’amore viene espresso non legato dalla durata ma legato esclusivamente all’ampiezza del sentire e ciò innalza ancora di più il componimento.
BRAVA a cinque lettere cubitali + cinque stelline di feedback.

Giuseppe Scilipoti 27/01/2020 - 22:36

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Nel mio caso, leggendo con attenzione la poetica manifesta un’energia che fa sentire di essere sul confine tumultuoso dove verbale e materico si confinano e sconfinano per non parlare degli squarci di quella intensa prospettiva che portano ad una chiusa ovverosia la concezione di un amore inteso in ritmica congiuntiva, esistenziale, spirituale e diciamolo persino sensualità.

Giuseppe Scilipoti 27/01/2020 - 22:35

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"Dentro" titolo perfetto per una poesia che dispone di quelle parole che sanno come penetrare ed essere penetranti sebbene ha un contenuto che possiamo definire quasi ermetico. Ma non lo reputo un difetto, anzi. Il tutto con un registro di scrittura notevole, "Dentro" una di quelle poesie su cui possono essere ricamate mille interpretazioni. (segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 27/01/2020 - 22:34

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difficile di primo acchitto comprenderne il senso.sei ammirevole per l'uso sapiente delle parole, creano frasi che rimangono impresse. bravissima, come al solito.

Paolo Sermonti 10/01/2019 - 23:30

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Poesia da leggere e rileggere per entrare dentro a queste soavi parole e provare ogni volta sensazioni nuove che inducono a riflessioni per capire la comprensibilità ed al contempo incomprensibilità dell'animo umano destreggiarsi nei meandri dell'oggettività dove questo genere di poesie s'imbattono.Stupenda Rebecca come tutte le tue.

Antonio Girardi 10/01/2019 - 22:57

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