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abissi di memoria

Il pensier vaga
invaso d'illusa speme
là ove il calmo mar
s'evolve in tempesta.


Orizzonti vitrei
ove mortal il tempo
par fuggir
ma esso
nulla può
or che raggiunto
il confine
l'infuocato mar
d'antiche fiamme
si è reso eterea luce.


Desto
per un sol attimo
quei rammendi
di trascorsi
che tedio
portaron
al mio cuor
stanco e affranto
ogni ricordo,
che..ora ..
urla vendetta
dall'alto
di un baratro
senza fine
ove l'abisso
della memoria
rende fuoco
l'austero uomo
che intra
il corpo mio vive ..




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Opera scritta il 11/01/2019 - 00:36
Da Davide Giacomello
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