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Le nostre dita
sono come petali
di un fiore di Loto.
Perché staccarli?
Vanno lasciati nel prato,
a riposare sopra i fili d'erba.
I nostri occhi,
con le palpebre,
sono come lucciole del cielo,
vaganti nella notte,
alla ricerca dell'infinito.
Le nostre orecchie
sono germogli
che il sole fa crescere
a vista d'occhio.



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Opera scritta il 17/02/2019 - 16:03
Da Gianfranco Cassia
Letta n.1325 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bella!!!

Maria Isabel Mendez 17/02/2019 - 22:50

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Mi complimento con te, collega, per il riuscito e poetico raffronto con la natura.

Ernesto D'Onise 17/02/2019 - 18:01

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Saggio testo. molto beello
complimenti gianfranco

Salvatore Rastelli 17/02/2019 - 17:06

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