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Chi sono ?

Non riuscivo a risalire quella impenetrabile coltre nera che mi avvolgeva, quella mattina. Gli occhi rifiutavano di aprirsi…o erano già aperti ? Improvvisamente il buio fu squarciato e i miei occhi si trovarono a fissare il soffitto. Che strano risveglio. Credetti di dover fare in fretta per andare al lavoro, si, ma io che lavoro faccio ? E non ultimo, chi sono io ? Già perché non ricordo nulla, né il mio nome né i particolari della mia vita ! Passerà, penso, appena messo i piedi fuori dal letto. Sul comodino, un paio di occhiali, che siano miei ? Li inforco e tutto comincia ad essere più chiaro. Sobbalzo vedendo la mia immagine riflessa allo specchio, quello sarei io ? Mi alzo e faccio un po’ di passerella e mi dico che, tutto sommato, non sono malaccio ! Ho solo la sindrome del Milite ignoto. Apro il cassetto del comodino per scoprire qualcosa che possa parlare di me. Trovo solo oggetti di uso comune..ehm..certo che devo avere un’attività notturna intensa ! Non sarò mica sposato ? No, no, altrimenti mia moglie dove sarebbe ? Allora direste voi, che ti serve un letto a due piazze? Credo, per starci comodo.
Ormai giro per casa in cerca di qualche indizio che mi faccia ricordare. Finalmente, nello studiolo, il PC ! Da sempre fonte di informazioni, rivelerà anche i miei segreti. Invece, l’unico PC che non contiene informazioni è il mio. Tranne che una sfilza di poesie e racconti di tal Bronson non contiene nulla. Almeno ho scoperto di essere un fan di tale personaggio ! Leggo qualche poesia, scrive in romanesco, chissà se qualche volta sono stato a Roma ? Ma se non ricordo nemmeno dove mi trovo ora ! E poi, sto poeta, non mi piace, sempre ad ironizzare e mai una cosa seria ! Non potrò mai essere suo fan. Mentre dibattevo le mie scelte culturali, squillò il telefono. Ecco, ora saprò !
• Pronto ?
• Micione, ancora a casa ?
La voce femminile era calda ed eccitante e faceva preludere a dolci sogni, musica per le mie orecchie. Stereo! Ero così sensibile al fascino femminile ? Non riuscivo a vedermi come un farfallone, ma nemmeno come un bacchettone serioso.
• Sicura di voler parlare proprio con me ? Magari cercava altro.
• Ti sei bevuto il cervello (oltre al tuo solito cognac) ? Certo che volevo te, dopo quello che hai fatto, che abbiamo fatto…
Ossignur ! A dire il vero l’unica cosa che non dimenticherò mai è…cosa fare con una signora, ma in questo caso mi sembrava di essermi spinto ben oltre.
• Stia tranquilla che mi assumerò le mie responsabilità.
• Te credo ! Io avrò sfasciato la macchina ma sei stato tu a portarmi da quel meccanico fannullone che se la tira lunga. E smettila con la farsa di darmi del Lei, i nostri rapporti vanno al di la di una semplice conoscenza, da parecchio tempo.
• Quindi io e te, cioè, tu ed io…si, insomma..
• Siamo amici e, qualche volta, qualcosa di più.
• A te piace quel qualcosa di più ? Sai, so di essere un grande in certe cose.
• Ciccino, io alludevo al fatto che qualche volta mi accompagni e mi consigli nelle mie scelte, niente di più.
• Appunto, avevo capito, avevo capito…Angela
• Da quando capisci, tesò, e soprattutto chi è questa Angela ?
• Volevo dire il tuo nome e mi sono confuso.
• Quante volte mi hai preso in giro perché porto il nome di una nobile patrizia romana.
• …e che non lo so, Aurelia.
• Quando fai l’ironico come il tuo amato poetastro Bronson, mi fai rabbia ! Ok, vieni a prendermi a casa per accompagnarmi dal meccanico e non ti crogiolare.
• Certo, subito…via dei glicini ?
• La, ci avrai accompagnato la tua ultima vittima. Dai fai in fretta, io sono già pronta.
• Pronta a tutto ? Perché, sai, nelle more che il meccanico appronti l’auto potremmo…
• Ma che hai stamattina ? Sei andato a sbattere contro un Tir in tangenziale ? A proposito, come va la ferita che ti sei fatta ieri sera sbattendo la testa contro il palo della luce, per guardare quella culona che ci stava davanti ?
E fu la luce ! Tutte le nebbie svanirono e ricordai tutto ! Della mia vita, della mia cara amica Ottavia e della “culona” afro-americana della sera prima.
Allora io sono proprio così ! Un abbozzo di sciupafemmine, un galletto rampante e un poco di buono ! No, non posso accettarlo, accettarmi. Dentro me c’è dell’altro, forse lo devo solo mostrare senza stravolgere la mia immagine. Se non lo sono, questo è il momento per cambiare, per essere nuovo, diverso. Prometto che ci riuscirò, a costo di sbattere la testa, ogni sera, contro i pali della luce, anche in assenza di provocazioni…afro-americane |



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Opera scritta il 09/07/2019 - 09:43
Da Nino Curatola
Letta n.1379 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Molto, molto bello e divertente.
Sai che anch'io sono un fan di Bronson... il poeta?

Mirko (MastroPoeta) 10/07/2019 - 12:19

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Divertente, mi è piaciuto molto...non esagerare però a sbattere la testa!

Grazia Giuliani 09/07/2019 - 18:20

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