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C'era una volta un signore

C'era una volta un signore. Di lui avremmo potuto dire ben poco come molto in effetti... Di fattezze ricordava chiunque come nessuno e di intelletto come di personalità lo stesso. Abitava da sempre, per quanto lui ricordasse, in una piccola casupola, tranquilla e modesta, simile al signore stesso.
Era una mattina come le altre per il nostro signore, quando appressandosi al bagno per radersi , come sua usanza ogni mattina, si guarda allo specchio con aria nuova... Ed ecco che vede all'improvviso uscire dallo specchio un'altro uomo! Simile per sino al nostro signore! Altezza la stessa, corporatura uguale, viso somigliante! ma sguardo diverso....
Il signore impaurito dice dunque all'uomo uscito dallo specchio - ma chi è lei e come può apparire n questo modo! Si presenti e mi dica cosa è venuto a fare, intruso nella mia dimora!
E il signore rispose -debbo costruirmi- .
L'uomo dunque sorpreso da questa risposta rimane a dir poco stupito!
"Costui esce dal mio specchio senza alcun avviso e osa rispondermi con questa frase!? " pensò il signore...
L'uomo sino a quel momento immobile inizia a muoversi, scende le scale che portano al salone ripetendo la stessa frase - debbo costruirmi - .
Il signore scende assieme all'intruso in preda alla furia e allo spavento, incredulo a ciò che accadeva!
Si accinge ad urlare "se ne vada via! se ne vada via dalla mia dimora ! " quando l'uomo apre la porta ed esce dalla casa.
Ancora impaurito inizia ad andare avanti e indietro per il corridoio. Mosso da una ansia che rende il suo viso agghiacciato, il suo cuore indomato e le sue gambe tremanti, continua ad avere sempre la stessa domanda che rimbalza di lato in lato nel suo cervello... "Ma chi sarà mai questo signore!?"
Non ha il tempo nemmeno di rispondersi che il signore rientra in casa. Tra le mani un accetta e in bocca la stessa frase ...- debbo costruirmi- .
Il signore ormai terrorizzato alla vista del' estraneo urla e strepita mentre fugge per la casa! Ma l'uomo non fa cenno di averlo visto ed inizia con l'accetta a rompere la casa del signore : credenze, armadi, nulla risparmia! E colpo dopo colpo porta via con se stanza dopo stanza.
Il signore non sa più che fare... Si appresta dunque ad uscire dalla casa per chiedere aiuto. "Che qualcuno lo salvi da quel signore che si porta via la sua dimora, che qualcuno lo salvi prima che porti via anche lui assieme ad essa! " . Apre la porta della casa e corre a più non posso, disperato urla - aiuto! aiuto! C'è un signore nella mia dimora! Ha un accetta con se! Venite ad aiutarmi che da solo non riesco a liberarmene! - . Ma chiunque incontri per il suo cammino si rifiuta di aiutarlo! C'è chi non può, c'è chi non vuole , c'è persino chi fa finta di non vederlo!
Ritorna dunque sulla strada di casa. Intento a cavarsela da solo contro l'intruso , in viso l'espressione è cambiata, sostituita dalla voglia di agire contro l'uomo con l'accetta! Gira l'angolo che conduce alla sua dimora e viene preso da sgomento... Della casa più nulla! Il signore adirato dunque sbatte i piedi indignato! Digrigna i denti infuriato! Inarca il petto a mo' di rivincita! Quando qualcosa in lui cambia... Prova ad urlare ma dalla bocca non esce alcun verso, prova a muoversi ma il corpo non reagisce.
Solo gli occhi restano a guardare increduli il signore costruire, mattone per mattone un' altra casa, sopra i resti della sua dimora ormai distrutta.


C'era una volta un signore. Abitava da sempre, per quanto lui ricordasse, in una piccola casa, simile al signore stesso. Si appresta a radersi come ogni mattino quando guardandosi allo specchio...




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Opera scritta il 21/03/2014 - 21:33
Da Giacomo Rossi
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