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AL REPARTO COVID.

Provo angoscia nel vedere
le stanze addobbate
da esili corpi inconsapevoli,
che attaccati all'alito della vita
s'allontanano. Alle bianche pareti
i riflessi delle agonie passate,
testimoniano le infinite sofferenze;
che perdute nel tempo lasciano
nell'aria un alone di profonda tristezza;
dove un via vai di camici bianchi spezza
come per incanto i sordi lamenti, che
alternati da un flusso d'infiniti ricordi
attraversano loro ignari, e in tutta fretta
i sentieri della memoria lasciandoli soli
al loro destino. Il loro corpo,
la macchina perfetta li abbandona,
s'inceppa si rompe, e infine
l'immane sofferenza si placa
si estingue, svanisce.



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Opera scritta il 02/11/2020 - 10:38
Da CIRILLO CARMINE
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