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Prospetti esautorati

La ragione dimentica di sé
guarda sfilare il mondo
il grazioso andirivieni dei giorni
increspati da onde senza sale
lenti nel divenire
sapidi invece nell’approssimarsi
al compiuto destino.


Ricopre a mo’ di coltre
gli illusi amori e il resto
obliterando solo le certezze
del fiume che mai sarà lo stesso
se non confinato nel ricordo.


Avevamo vent’anni quella sera
ce ne scoprimmo cento il giorno dopo.




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Opera scritta il 01/07/2023 - 11:29
Da Andrea Guidi
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