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Il Tuo Nome

E poi tu,
Venere di Milo
dagli occhi
fatali
in un tumulto
di cose
pensate e volute,
mi scoppi dentro
che ancora
ho da abbracciarti.
Se si potesse
misurare con le stelle
la luminosità
dell'amore,
l'universo
splenderebbe
su te
per secoli
di memorie future,
a spargere
la scintillante grazia
del tuo nome
che così
ti ha fiorita
spensierata
qui sulla Terra.
Ed io
spaesato
forse perso
da una raffica
di vento
che mi ha baciato
le labbra
con il sorriso
nato dalla tua bocca,
sento
le corde
dell'anima
pizzicate
da incalcolabili
frequenze
che come eco di te,
propagandosi
libere,
irradiano
di sole
il sangue
del mio mondo.



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Opera scritta il 28/10/2023 - 22:56
Da Antonio Tanelli
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