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Alle sette della sera

Dopo violento impeto,
ancora evanescente,
in lontananza scorse
tanti padri germani
se venir correndo
e inerpicar
lottar
soccombere.


Atterrito e pien di sdegno
si abbandonò a quel volere,
esitò ma gli fu imposto
di assumer sembianze.


Divenne un bimbo moro
col vezzo di sognare,
chiese di lento andare,
gli venne incussa fretta.


Ancora adesso
gli piange il cuore
per lo stupro e pel dolore
e si raccoglie in preghiera
alle sette della sera.




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Opera scritta il 08/01/2026 - 11:54
Da Francesco Scolaro
Letta n.286 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Intensa e profonda

Mary L 08/01/2026 - 18:15

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Fa capire che certi gesti possano lasciare un grande peso in chi li compie. Alcuni lo capiscono subito, altri solo col tempo. Una poesia molto intensa e profonda.

MARIA ANGELA CAROSIA 08/01/2026 - 17:52

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