Dove si va, quando il passo è pesante,
se la dimora dell’anima è un vuoto che duole.
Si consuma il corpo, linea sottile e fuggente,
sotto gli occhi di chi guarda e tace come vuole.
se la dimora dell’anima è un vuoto che duole.
Si consuma il corpo, linea sottile e fuggente,
sotto gli occhi di chi guarda e tace come vuole.
Bolle nei calderoni un disegno segreto,
un banchetto di trame, un accordo nascosto.
Preferiscono il buio, il silenzio discreto,
perché l’esilio dell’altro non abbia un costo.
Ma non sarebbe più puro, il cammino del vero?
Svelare le carte prima che il sipario cada,
parlare alla luce, sciogliere il mistero
anche per sé, prima di spianare la strada.
C’è una nebbia di cattiveria che confonde la mente,
ma oltre il rumore del mondo e l’umano rigore
Lui resta custode, e un coro invisibile e presente
guiderà i passi di chi ha conservato l’onore.
Facciano i giusti, il lavoro che il cielo comanda,
mentre il fango si stende e la notte si fa profonda.
Opera scritta il 25/05/2026 - 08:09Letta n.113 volte.
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Commenti
Grazie mille, Francesco Scolaro e Maria Luisa. A rileggervi


MARIA ANGELA CAROSIA
25/05/2026 - 15:38 --------------------------------------
Quel che sarà dopo il nostro tempo avuto, non possiamo mai saperlo, il domani è nelle mani di chi ha dato vita a tutto.


Maria Luisa Bandiera
25/05/2026 - 15:10 --------------------------------------
Sappiamo della caducità del corpo, non resta che la speranza divina ed il giudizio universale....complimenti, ciao 

Francesco Scolaro
25/05/2026 - 12:25 --------------------------------------
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