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Storia di una badante 3a parte

E sono certa che Gioele sia un Angelo, che mi accompagnerà per tutta la vita.
Non ebbi conforto da mio marito, che ormai era diventato per me un estraneo. La mia sofferenza la chiusi nel cuore e non riuscii a capire la cattiveria di un uomo che mi odiava , perché suo figlio era nato malformato.
Quale colpa era la mia? La colpa era dei grandi potenti del mondo, che adoperano sostanze pericolose per l'umanità, ma con le quali comprano il potere su tutte le nazioni. E per una potenza mondiale, quale è l'URSS, molte generazioni piangeranno e gli effetti micidiali non si spegneranno in poco tempo.
Mio marito morì in breve tempo per un'embolia. Non piansi e non mi dispiacque.
Anche mio padre morì e mia madre rimase sola.
Decisi allora di ritornare nella mia casa di fanciulla a tenere compagnia a quella madre che mi era stata sempre ostile, ma che era pur sempre mia madre.!
Ella continuava a cucire i suoi abiti bellissimi (nel suo lavoro era molto brava) e non mi diede alcun segno di affetto.
Che vita triste!
Avevo solo 30 anni, una vita sprecata ed un avvenire incerto. Avessi almeno avuto il mio bambino... Avrei avuto uno scopo nella vita!
Due amiche mi proposero di partire, di andare in Spagna per lavorare come colf. Accettai con entusiasmo e partii con esse verso l'avventura.
La Spagna era bella, ma il mio cuore era triste. Inspiegabilmente mi mancava la mia casa di fanciulla, mi mancava il profumo delle rose e mi mancava la presenza di mia madre.
Fu una sorpresa anche per me, dover ammettere che mi mancasse la presenza severa e scontrosa di mia madre.
Forse non aveva mai potuto modificare il suo carattere, eppure era stata amata da mio padre.
Doveva avere delle doti nascoste, se mio padre la proteggeva sempre paternamente, se soprassedeva al fatto che non cucinasse mai e che vivessimo tutti solo di pane e marmellata, in assenza della cucina di mio padre.
Anche io ero come lei, non sapevo cucinare e non mi importava affatto imparare.
Il pensiero di mia madre sola e senza alcuna protezione, comincio'ad ossessionarmi, sino a che decisi di ritornare a Costanza.
Arrivai senza che nessuno mi attendesse e trovai mia madre che sedeva su uno sgabello, a ridosso della porta... Piangeva silenziosamente e mi invocava.
Il cuore ebbe un sobbalzo pauroso:mia madre mi amava... mia madre mi amava!.
La strinsi forte a me e la baciai sugli occhi,sulle guance, le accarezzai i capelli e mi sembrò che avrei potuto darle tutte le carezze che da bambina non le avevo dato.
Sul mio letto, attaccati all'armadio, tanti abiti della mia taglia... Rimasi sbalordita. Mia madre, che pensavo non mi amasse e fosse indifferente, mi pensava tanto da confezionare per me tanti abiti, nel chiuso della sua casa, misurandoli ad un manichino, che aveva le mie misure e, parlando con me, attraverso le sue considerazioni.
Mia madre mi voleva bene!
Vivemmo così per un po' di tempo , cercando di recuperare il tempo perduto in vane gelosie e stupidi risentimenti.
Mi proposero di lavorare in Germania, in un hotel e ci andai per pochi mesi , raggranellando un buon gruzzolo.
Ero però infelice e non avevo un uomo a cui raccontare le mie pene, stringendomi a lui, durante la notte. Infondo non avevo avuto mai una buona vita sessuale ed ero estremamente scontenta. Decisi così di andare in Italia. Conoscevo abbastanza la lingua, avendo avuto un marito italiano ed ero curiosa di conoscere questa bella nazione.Avrei fatto la badante.
Scesi dal pulman insieme ad altre ragazze della mia terra e trovai lavoro presso una famiglia, che viveva in una casa sul mare Adriatico. Era bellissimo :il clima caldo, il cielo azzurro e la gente cordiale.
Dovevo rifarmi una vita. Pensai di essere innamorata di un uomo vedovo, con due figli.
Il mio cuore era pronto ad aprirsi ed avrei dato affetto e calore a quei figli non miei , che avrei voluto amare.
Invece non fu così. I figli del mio compagno non mi accettarono mai ed io decisi di porre fine a quella relazione, basata sul risentimento.
Mia madre mi mancava molto . Presi la decisione di ritornare in Romania.
Una piccola folla era assiepata vicino casa di mia madre. Ebbi paura che non stesse bene ed affrettai il passo. Mi fecero ala, per farmi passare ed io mi sentii molto a disagio. Un vago presentimento di inquietudine e l'angoscia, mi strinsero il petto. Mia madre era stesa sul letto, una striscia viola sul collo ed il viso cereo, dormiva il sonno della morte. Si era impiccata!
Non la dimenticherò mai.
Ormai più nulla mi tratteneva in Romania. Raccolte le mie poche cose, ripresi il viaggio di ritorno in Italia. Non sarei più ripartita.!
Adesso lavoro presso persone che hanno bisogno di me,. Ho incontrato un uomo gentile, a cui mi sono votata. Durante i miei giorni liberi, lo vado a trovare ed insieme facciamo progetti di vita futura.
Ammiro il tramonto sul mare e seguo con lo sguardo le navi che salpano verso l'oriente. .. verso quel mare che tanto mi fu caro e che forse non rivedrò mai più.



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Racconto scritto il 24/01/2020 - 13:04
Da Teresa Peluso
Letta n.242 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Infatti, non busogna fermarsi solo all'apparenza. Ti ringrazio Anna Maria.

Teresa Peluso 26/01/2020 - 19:15

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Ho letto tutta la storia che ho trovato interessante e commovente.La storia irrompe sempre nella vita delle persone, sia nel bene che nel male....
Conoscere queste storie aiuta a vedere, per esempio le badanti , come persone che vivono spesso una realtà difficile o che vengono appunto da un triste passato.

Anna Maria Foglia 26/01/2020 - 17:56

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Grazie, Grazia, per la tua partecipazione sempre collaborativa.

Teresa Peluso 25/01/2020 - 13:29

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Questo terzo capitolo, al contrario, racconta come gli eventi storici segnano la vita delle persone, direi per sempre.
Coinvolgente e scritto molto bene Teresa

Grazia Giuliani 25/01/2020 - 13:09

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Grazie Mirko. È una storia sofferta. E come la mia badante, tante altre hanno lasciato il loro mondo in un periodo di disordini e di morte, rifugiandosi presso altre terre, inventando forse questo lavoro, che le vede impegnate 24 ore su 24. Molte hanno lasciato figli piccoli ed affetti cari. Ho cercato di immedesimarmi in una di loro.

Teresa Peluso 24/01/2020 - 19:21

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Grazie Leo, per il tuo commento. Si , è l'uomo che fa la storia. Anche la mia protagonista è passata attraverso di essa.

Teresa Peluso 24/01/2020 - 19:08

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Leo mi ha anticipato...non avrai parlato di rivoluzione e di fatti storici, ma nel tuo bel racconto c'è tutta la sofferenza, i sacrifici e la rinascita di quelle persone che la storia l'hanno vissuta

Mirko D. Mastro(Poeta) 24/01/2020 - 19:01

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Leo Pardiss ha letto con attenta partecipazione la terza parte del tuo racconto. Questa anche è storia perché la storia è fatta da persone.

Leo Pardiss 24/01/2020 - 18:56

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Mi spiace se Leo Pardiss pensava che avrei parlato anche della rivoluzione rumena e della morte di Ceaucesku...

Teresa Peluso 24/01/2020 - 13:53

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