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Vecchio

Col passare degli anni, non ti volti più a guardare indietro per capire quanta strada hai percorso, ma preferisci guardare avanti per capire quanto strada ti rimane ancora da percorrere. Spesso inciampi, fai fatica a rialzarti: con lo scorrere del tempo, rialzarsi diventa sempre più faticoso! Le ferite bruciano di più, gli occhi bruciano di più: tutto è più cocente. Il passo è malfermo; simile a quello di un bambino che si accinge a muovere i suoi primi passetti: l'unica differenza è che il bimbo col tempo acquisisce sempre maggiore forza, mentre tu invece con gli anni che passano, ti sempre più debole. Così lasci che gli altri ti passino avanti: preferisci rimanere indietro: correre non ti interessa più. Se prima ambivi a gloriosi trofei, ora vuoi solo carezze. Se prima desideravi medaglie da appuntare sul tuo petto tronfio, ora vuoi solo abbracci. Col passare degli anni ti accorgi che non hai più tempo per rincorrere tanti sogni e così sempre più spesso, ti abbandoni ai ricordi. Perdoni in fretta: il tempo è troppo prezioso per sprecarlo in inezie. Un buon boccone masticato troppo in fretta finisce subito: assaporare la vita a piccoli morsi da maggiore soddisfazione. Oggi c'è la tendenza a cercare sempre cose nuove: quelle vecchie vengono messe in un angolo a giacere. Vecchie tradizioni, vecchi valori, pupazzi inanimati, scarpe rotte, bambole di pezza...appartengono ad un passato che viene accantonato: non serve più. La fretta ci impone di cercare cose nuove. Perfino la bambola che piaceva tanto alle bambine; quella che diceva "mamma", è ormai superata. E il fucile col quale si giocava a guardie e ladri, per assaltare la diligenza? Anche quello è superato. E tu ti senti come un vecchio baule con dentro vecchie cose. Il nuovo ha un profumo di nuovo, ma poi quando anch'esso diventa vecchio...giù nel baule. Quando invecchi riprendi le tue vecchie cose e ti ricordi delle domeniche trascorse in sala da pranzo: quella con il divano buono ricoperto con una coperta fatta a mano. Quel soffice e comodo divano, dove quando riposavi, sentivi l'odore della mamma e il calore della nonna. E poi...l'odore acre della pipa del nonno che si spandeva nell'ambiente; (già saturo del buon cibo della domenica), che faceva pendant col suo gilet marrone. Quante cose infilate in un vecchio e scricchiolante baule. Ed ora? Mentre gli altri corrono, ti fermi in riva al mare ad ascoltare il chiacchiericcio delle onde e con quei suoni componi piccole sinfonie. Ora lasci che il sole ti scaldi e se un raggio ti abbaglia gli occhi, tu non lo scacci via infastidito; ma chiudi appena appena gli occhi e lasci che ti baci le ciglia. Un fiore, una pietra colorata, una conchiglia; rispetto a prima, tutto ti pare più bello: col tempo tutto acquisisce maggiore pregio e valore. Col passare degli anni; l'erba ti pare più verde, il sole più giallo, il dolore più forte, l'amore più grande e tu...tu ti senti piu saggio e... più vecchio...



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Racconto scritto il 27/01/2020 - 21:37
Da Giovanna Balsamo
Letta n.79 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Racconto molto piaciuto, accurato.
ancora.. complimenti

Salvatore Rastelli 28/01/2020 - 09:01

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Un'analisi spietata e amorevole dell'invecchiare, dove tutto, avvicinandosi al momento che tutto verrà perso, acquista valori prima ignorati.

Leo Pardiss 28/01/2020 - 08:46

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