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UNA FAVOLA MODERNA con incipit e finale imposti

Le istruzioni sono:

scrivi una storia che abbia questo incipit e finale. INCIPIT: C’era una volta una prostituta di nome Veronika. Come tutte le prostitute era nata vergine e innocente e nell’adolescenza aveva sognato di incontrare l’uomo della sua vita, di sposarsi e di avere dei figli e una bella casa…… FINALE: Walter era lì ad aspettarla, alla stazione, con un mazzo di rose rosse e gli occhi inondati di luce. Veronika trasalì perché non se l’aspettava, lo abbracciò e gli diede un bacio sulla guancia. Poi s’incamminarono verso l’uscita. Pensò che quell’uomo l’aveva conosciuto tutto sommato da poco, che aveva fatto l’amore con lui solo il giorno prima, che era stato sposato due volte e che non tutte le credenziali erano impeccabili. Ma non si chiese ciò che accade dopo che la scritta “fine” e' apparsa sullo schermo. Se un giorno qualcuno le avesse chiesto di raccontare la sua storia gli avrebbe soltanto chiesto di iniziarla come una favola, con le parole…c’era una volta …(Incipit e finale liberamente tratti dal romanzo "Undici minuti" di Paolo Coelho)


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Lancillotto abita qui

C’era una volta una prostituta di nome Veronika. Come tutte le prostitute era nata vergine e innocente e nell’adolescenza aveva sognato di incontrare l’uomo della sua vita, di sposarsi e di avere dei figli e una bella casa.
Amava scrivere belle storie ai confini della realtà. Nel suo diario, che ho letto per caso, descrive la sua “giornata particolare”:
“Era una fredda serata di un giorno qualunque. Ero seduta su un piccolo sgabello, un piccolo fuoco vicino, lo sguardo perso nel vuoto, i gomiti appoggiati sulle ginocchia per reggere il viso. L’espressione, credo, era tra l’annoiata e l’imbronciata.
Fra tante possibilità visive la mia attenzione fu rapita, chissà come e chissà perché, da una figura di uomo, alto, magro, vestito di scuro, la faccia un po’ da pirata e un po’ da artista.
Stava attraversando la strada con passo agile e solenne come solo potevano all’epoca i Cavalieri della Regina ed oggi le guardie del Papa.
Con la mano destra reggeva, come se fosse un bouquet di fiori, un cartoccio di caldarroste evidentemente comprate da Elisa, la mia dirimpettaia di strada.
Quando si avvicinò, restando a circa tre passi da me, ci scambiammo un rapido sguardo di curioso interesse subito condito da un largo sorriso.
Chinandosi come per fare un riverente baciamano, l’uomo alto, magro, vestito di scuro e sorridente mi offrì con garbo il bouquet di caldarroste.
Allungai la mano, estrassi una caldarrosta. Mentre la sbucciavo gli chiesi:
Chi sei? Come di chiami?.
Fu subito dialogo serrato e voglia di conoscere e farsi conoscere.
“Mi chiamo Walter , tu chiamami Willy come fanno i miei amici. Sono uno scrittore non molto affermato. Sono stato sposato due volte e vivo da solo.
Io mi chiamo Veronika, ho sempre sognato di incontrare l’uomo della mia vita, di sposarmi e di avere dei figli e di avere una bella casa. Ora per gli amici sono Nuvola, mi faccio trasportare dal vento. Decide lui per me cosa fare. Ho un piccolo pied a terre a poca distanza da qui. Dove ricevo gli amici affettuosi. Cerco di guadagnare con le mie buone qualità di locandiera. Tu come mai sei da queste parti?
Ieri sera ho cenato in un grande palazzo tipo castello. Era una cena a tema sullo stile dei Cavalieri della tavola rotonda. Cibi e vestiario richiamavano i fasti dell’epoca. Al posto d’onore di ogni tavola c’era un Re, ogni commensale aveva la sua Ginevra. Anche io avevo a fianco una Ginevra che però non avevo avuto occasione di conoscere prima dell’incontro in maschera. La sala era buia e non avevo avuto possibilità di fermare il suo volto e la sua figura nella mia mente. Lo spazio, per il numero dei presenti al tavolo, era stretto, ci eravamo anche simpaticamente sfiorati. All’improvviso, senza un segno di preavviso, è andata via. Ha lasciato, per distrazione, il suo guanto destro sul tavolo. Sono uscito per rintracciarla. Non ci sono ancora riuscito. Ho il guanto qui con me.
Che combinazione Willy, anche io sono stata a quella festa, anche io ero senza un Lancillotto,anche io sono andata via all’improvviso. Solo ora mi sto rendendo conto di aver smarrito il guanto destro.
E se lo provassi?, e se fosse mio? ……………………….
Che fai non mi rispondi?
Se tu sei quella Ginevra, io sarò il tuo Lancillotto.
Willy, credo proprio che sia il mio guanto destro.
Nuvola, ti prego, portami nel tuo pied a terre, abbandoniamo tutti i piccoli re padroni che sfruttano ragazze in fiore. Entriamo nella nostra favola bella. In questa notte d’amore sarai la mia Ginevra . Da questa sera Lancillotto abita qui.”
La storia ha avuto questo finale:
La mattina VeroniKa-Nuvola trova un biglietto sul cuscino: Ti aspetto alla stazione, poi passiamo a salutare Elisa, le caldarroste sono buone. Walter-Willy
Walter era lì ad aspettarla, alla stazione, con un mazzo di rose rosse e gli occhi inondati di luce. Veronika trasalì perché non se l’aspettava, lo abbracciò e gli diede un bacio sulla guancia. Poi si incamminarono verso l’uscita. Pensò all’uomo che aveva tutto sommato conosciuto da poco, che aveva fatto l’amore con lei solo il giorno prima, che era stato sposato due volte e che non tutte le credenziali erano impeccabili. Ma non si chiese ciò che accade dopo che la scritta ”fine” è apparsa sullo schermo. Se un giorno qualcuno le avesse chiesto di raccontare la sua storia gli avrebbe soltanto chiesto di iniziarla come una favola, con le parole……c’era una volta…..



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Scrittura creativa scritta il 16/11/2018 - 15:17
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.219 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ringrazio Antonio, Grazia e gr poeta lupo dell'amiata. I vostri commenti, amichevoli ed affettuosi, sono la cornice più bella per il mio scritto

GIOVANNI PIGNALOSA 19/11/2018 - 14:50

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Stupenda questa favola.

Antonio Girardi 17/11/2018 - 20:26

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Bravo Giovanni!
Davvero tanti complimenti,dal cilindro hai fatto uscire una bella favola...
Magia

Grazia Giuliani 16/11/2018 - 19:30

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AFFASCINANTE STORIA UNA BELLA FAVOLA

gcr poeta lupo dell'amiata 16/11/2018 - 18:45

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