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Le more

"Hai smagliato le calze?", nella radura
chiedevi ansioso, fra le betulle e i rovi.
Mano nella tua, a seguirti intenta
sino in capo al mondo,
non rispondevo. Era amore,
turbamenti nuovi,
protezione, amicizia, cura,
gusto del rimorso, dell’avventura,
della tormenta,
superamento di ogni limite verecondo?
Era amore?


Non saprei ancora
né lo saprò mai,
da quella estate.


Non rispondevo
se non con un sorriso
il passo più deciso,
le calze ormai smagliate.


Poi,
era tripudio di more
sulla mia bocca il tuo viso.



(L'immagine allegata è opera dell'autrice, "More", pittura su ceramica).




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Poesia scritta il 25/08/2020 - 17:05
Da Carla Vercelli
Letta n.1144 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


In questi versi genuini c'è tutta la frizzantezza degli anni verdi...

Francesco Scolaro 27/08/2020 - 15:04

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Sì, era amore: forse il primo amore, in un contesto naturale che temo oggi non si frequenti più.Poesia molto bella di antico sapore.

Anna Maria Foglia 25/08/2020 - 21:22

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