L’autrice del vuoto (plot twist)
La donna di Straße der Blitze 19 era rientrata dalla solita routine lanciando le scarpe con due calcetti all’ingresso per poi andarle ad accomodare, come a voler lasciare sull’uscio qualcosa. Per poi riprenderlo.
La lampada della scrivania rimasta accesa l’aveva attirata alla finestra addossata, la nebbia contro il vetro dava l’impressione di voler entrare.
“Hai compreso forse tardi cosa fosse davvero il vuoto”
Quella voce forse nella sua testa le aveva messo i brividi fin sul collo, che cercava di allontanare con la mano tra i capelli sulla schiena.
Di nuovo, ora più gentile “Ha cercato di spiegarti, e che solo tu ne sei l’autrice”
Adesso era spaventata, quasi impietrita e gelida nelle dita appoggiate appena alla sedia come qualche ora prima nel sentire il silenzio dal cordless .
“Avvicinati, non temere. Non posso far altro che parlare, in fondo mi hai creato tu. Guarda, tra i tuoi fogli così disordinati che sono più le volte che torno al principio della storia piuttosto di trovare la strada per il prossimo capitolo”
Non riusciva a credere a quello che sentiva, spostandosi nervosamente la matita dalle labbra allo chignon. Era un personaggio del suo nuovo racconto iniziato in novembre a parlarle.
“Il tuo protagonista aveva cercato di mostrarti il vuoto, pregandoti di aiutarlo a non tornarci”
<Gli avevo solo chiesto di agire di istinto, di non usare sempre quella sua testa per ragionare su ogni cosa. Pensare e pensare…>
“Se non lo avesse fatto, usar pensier e raziocinio intendo, non sarebbe stato forse il tuo protagonista ma un qualunque personaggio la cui narrazione si snoda in poche sequenze.
Pian piano ha iniziato a soffocare le emozioni per proteggere il suo cuore e non sentire la sofferenza.
Ma i colori hanno smesso di essere diversi dal grigio e nelle ultime righe che hai scritto sentiva oramai di non riuscire a distinguere le emozioni. È nella confusione del tuo cancellare e riscrivere che lui ha creduto di non avere più sentimenti. Per poter sopravvivere.
Senza sapere che a spegnere le emozioni dolorose si finisce per perdere anche quelle ammalianti”
La lampada della scrivania rimasta accesa l’aveva attirata alla finestra addossata, la nebbia contro il vetro dava l’impressione di voler entrare.
“Hai compreso forse tardi cosa fosse davvero il vuoto”
Quella voce forse nella sua testa le aveva messo i brividi fin sul collo, che cercava di allontanare con la mano tra i capelli sulla schiena.
Di nuovo, ora più gentile “Ha cercato di spiegarti, e che solo tu ne sei l’autrice”
Adesso era spaventata, quasi impietrita e gelida nelle dita appoggiate appena alla sedia come qualche ora prima nel sentire il silenzio dal cordless .
“Avvicinati, non temere. Non posso far altro che parlare, in fondo mi hai creato tu. Guarda, tra i tuoi fogli così disordinati che sono più le volte che torno al principio della storia piuttosto di trovare la strada per il prossimo capitolo”
Non riusciva a credere a quello che sentiva, spostandosi nervosamente la matita dalle labbra allo chignon. Era un personaggio del suo nuovo racconto iniziato in novembre a parlarle.
“Il tuo protagonista aveva cercato di mostrarti il vuoto, pregandoti di aiutarlo a non tornarci”
<Gli avevo solo chiesto di agire di istinto, di non usare sempre quella sua testa per ragionare su ogni cosa. Pensare e pensare…>
“Se non lo avesse fatto, usar pensier e raziocinio intendo, non sarebbe stato forse il tuo protagonista ma un qualunque personaggio la cui narrazione si snoda in poche sequenze.
Pian piano ha iniziato a soffocare le emozioni per proteggere il suo cuore e non sentire la sofferenza.
Ma i colori hanno smesso di essere diversi dal grigio e nelle ultime righe che hai scritto sentiva oramai di non riuscire a distinguere le emozioni. È nella confusione del tuo cancellare e riscrivere che lui ha creduto di non avere più sentimenti. Per poter sopravvivere.
Senza sapere che a spegnere le emozioni dolorose si finisce per perdere anche quelle ammalianti”
IL PROTAGONISTA DI QUALCOSA
<E ora !? E ciò che provo per lui?> la donna, spegnendo dalla cordicella il lume mentre socchiudeva quasi inconsciamente la finestra. La nebbia, fino a quel momento un tutt’uno con la stanza, cominciava a diradarsi.
“Ora, dici? Osserva tra i tuoi fogli”
Il protagonista era tornato sui suoi passi.
(da L'anima dell'archetto, M.D.Mastro)
Racconto scritto il 19/05/2026 - 07:13Letta n.24 volte.
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