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L’orto

Dove tu m’aspettavi
il ruscello ancor disseta l’orto
e il fringuello disegna le sue zolle
lesto raspando in fra i solchi irrigui.
fiducioso aspetta, come tu facevi,
e non sospende la sua lunga attesa.
e tu m’aspettavi,
ma io, a torto, ero altrove.
È sempre lì la cinta di colline
di quando mi baciavi all’alba,
e, sia pur difesa dalla messe,
temevi che qualcuno ti vedesse
e col far del giorno dileguavi;
ma nessuno passava,
né certo guardava
quel solivago schivo col bastone bianco
che fischiava ai merli.
Tuttor rivivo il peso dell’addio
di quando, allor che l’elce liberava l’ombra,
solo mi lasciavi,
segno che il sole risaliva a Dio.
È rimasto com’era il paesaggio,
ma nessuno di te ricorda nulla,
sol io e la mia mente scialba
che non volle comprendere il messaggio
di quella tenera e magica fanciulla
che germogliava e appassiva all’alba.


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Poesia scritta il 07/01/2015 - 08:48
Da Ugo Mastrogiovanni
Letta n.494 volte.
Voto:
su 12 votanti


Commenti


Ode prettamente bucolica che merita un plauso particolare.

alarico bernardi 16/01/2015 - 16:59

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Una delizia di poesia,meravigliosa Ugo,complimenti vivissimi,eccellentissimoooooooo

genoveffa 2 frau 08/01/2015 - 01:22

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Splendida Ugo, semplicemente splendida.
Grande poeta! Un ringraziamento per la
bellezza che comunichi a chi viaggia su questi versi. Complimenti! Francesco.

Francesco Mereu 07/01/2015 - 22:52

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E' difficile scrivere così. Bellissima, in tutti i sensi.

Valerio Poggi 07/01/2015 - 22:04

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Unica nel suo romanticismo!! Buona serata,

Chiara B. 07/01/2015 - 21:06

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Come non ritornare indietro nel tempo,
con questa tua! ho vissuto la
dolcezza,la delicatezza e il
romanticismo di una volta; quello che
respiravo dai racconti del mio papà e
dalla mia mamma. GRAZIE, Ugo mi hai
ridato anche un pò di loro!...
Bravo! Ciao...

Gio Vigi 07/01/2015 - 20:20

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Complimenti... adoro il romanticismo!!

Lory C. 07/01/2015 - 20:11

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Come non sognare nel leggere questa splendida tua poesia? Mi trasporti in un romanticissimo sogno d'amore...
Straordinario poeta

Teresa Pisano 07/01/2015 - 19:49

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I dolci ricordi di un amore giovanile perduto hanno fatto nascere dalla tua penna una grande poesia.
Bravo Ugo.

Paola Collura 07/01/2015 - 19:33

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Mi ci hai portato in quell'orto...Ughè.

Auro Lezzi 07/01/2015 - 18:48

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Riesci, Ugo, a trarre dai ricordi la magia di momenti unici. Vorremmo fermare il tempo a date già stabilite dal nostro cuore, ma purtroppo questo non è possibile. Bravissimo!

I. Aedo 07/01/2015 - 18:43

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proprio bella Ugo!Un caro saluto!

Anna Rossi 07/01/2015 - 18:39

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Una nostalgia che non può non catturare... Mi son ricordato quando la Zia Angelina mi portava ad innaffiare le piantine...

Rocco Michele LETTINI 07/01/2015 - 18:29

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Caro Ugo, ognuno ha il proprio orto da ricordare. In questo caso, non sono olivi o verdure, ma sentimenti forti e romantici che scaturiscono dalla propria sensibilità, trasmessi a noi con stile emozionante e coinvolgente.
Un'opera degna di ogni apprezzamento!

Salvatore Linguanti 07/01/2015 - 17:29

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OHHHHHHHHHHH!
E' stupenda, meravigliosa, mi hai fatto venire i brividi!
Spero ti premieranno per il mese di gennaio!
ciao Elisa

elisa longhi 07/01/2015 - 15:43

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Romantica e nostalgica. Belle le immagini. Ciao

Romualdo Guida 07/01/2015 - 15:34

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