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Vecchio pazzo

Grida atroci raccontavan la storia
del vecchio pazzo
che acclamava la gloria ,
con un passato distratto
viveva la memoria
come un semplice gatto.


Contava l'albe che avrebbe aspettato ,
disteso su un prato
di metÓ gennaio ,aspettando
aspettando il canto
delle sirene azzurre e rosse ,
che lo avrebbero portato
oltre mura nascoste ,
che lo avrebbero mangiato ,
divorato le sue ossa rotte
frantumate dal futuro
da sempre sperato
e mai avuto.


Contava le mogli che avrebbe sposato ,
della ragazza che ha sempre amato
nella stessa classe del liceo ,
un amore all'apogeo
forse falso e mal vissuto ,
non ricambiato
dal suo viso chiuso.
Col cuore spezzato,
cantava e contava
i giorni che sulla strada
passano lentamente
sotto i ponti , indifferente
restava alla malavita
che gli Ŕ toccato patire.


"Alla fine ho scelto di non essere
E qui io piango
Il suicidio Ŕ una realtÓ non opinabile
Per uno del mio rango "



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Poesia scritta il 18/01/2015 - 20:46
Da chiara nardi
Letta n.436 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Cosa triste la solitudine, la strada, la depressione, i dolori dell'anima. E alla fine una vita che si lascia andare alla morte, al tacere del patire. Purtroppo tristezza sempre pi¨ presente nella nostra realtÓ. Chi potrebbe mai capire una mente soggiogata
da tanti dolori.Non potremmo mai giudicare e condannare.
Molto brava! Ciao...

Gio Vigi 20/01/2015 - 18:43

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Voglio essere assolutamente onesta: <non so proprio> come si facesse in un passato molto lontano se ti trovavi davanti qualcuno che urlava "Non ce la faccio assolutamente pi¨"...Ma oggi che la scienza medica tanti aiuti offre per lenire il dolore, tutti vanno offerti, sia pure in un crescendo cautamente progressivo, fino anche a liberare chi soffra da un peso che sia divenuto superiore a qualsiasi reale capacitÓ soggettiva di sopportazione.
Altrimenti, a mio avviso, si sarebbe crudeli e...pu˛ mai essere una virt¨ la crudeltÓ?...Ma Ŕ certamente tema spinosissimo che fa spesso soffrire chi voglia aiutare anche pi¨ di chi chieda di essere aiutato...

Vera Lezzi 20/01/2015 - 18:17

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Tema dolente, scelte difficili, pensieri accumulati con lunghe e faticose valutazioni, ma con risultati lontani dalla realtÓ. Letta con doveroso rispetto.

Ugo Mastrogiovanni 20/01/2015 - 16:58

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Cara Chiara, con questo doloroso componimento, elegantemente sviluppato, tocchi un argomento tab¨. L'autodeterminazione non Ŕ concessa, capita, ammessa, spesso neanche compatita. E' ancora troppo forte l'imprinting ideale che delega ad altra entitÓ l'ultima decisione. Ognuno, ovviamente, pensa e decide con la sua testa, altro Ŕ dover pensare e decidere con la testa altrui, quando si Ŕ il soggetto e l'unico oggetto di tale determinazione.

Valerio Poggi 19/01/2015 - 15:00

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Suicidio,argomento forte e delicato con intorno l'indifferenza,brava,sogni e vite spezzate,molto triste

genoveffa 2 frau 19/01/2015 - 12:57

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