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STANCO

Stanco di vivere nell'equilibrio
di una grammatica scomposita,
priva di regole.
Con un eloquio che termina
immancabilmente
con i punti di sospensione.
Immancabilmente...
Ci masturbiamo di fronte
al piacere osceno
del significato latente,
che attende di essere svelato
ma ci tortura con l'affanno
della ricerca.
Stanco di vedere un dio
che lascia dietro di sé carogne,
creando gli avvoltoi
e facendo della loro natura il loro
stesso intimo peccato.
Stanco: e voglio dire a dio,
mentecatto e sterminatore,
di continuare a celarsi negli
anfratti remoti di qualche
inattingibile galassia.
Di lui, della sua disarticolata
grammatica, delle sue carogne,
del peccato dei suoi avvoltoi:
io posso anche farne a meno.
Mi bastano le mie parole;
l'eterna sazietà che mi deriva
dal mio peccato.


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Poesia scritta il 19/10/2016 - 12:55
Da Giuseppe Centamore
Letta n.301 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Non sto adulando Francesco Gentile nel dire che sia quello che più si sia avvicinato al messaggio che volevo trasmettere con il componimento. A coloro che insorgono come indignados, posso solo dire che nessuna frase o espressione presente nella mia poesia autorizza a credere che io stia offendendo la divinità (qualunque nome le si dia), né che abbia bestemmiato. Trovo quanto meno umoristico che incliti avvezzi alla poesia, quali i nostri lettori, non abbiano pensato ad una metafora...

Giuseppe Centamore 22/10/2016 - 09:51

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Apprezzo l'opera in sé...
Non condivido, però, la bestemmia.
Di qualunque tipo e caratura sia.
Non mi sento offeso ma non approvo.
Lo sfogo-opera è bello, comunque.
Buona giornata, Giuseppe.

Loris Marcato 20/10/2016 - 12:17

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Io credo che le proprie delusioni non diano a nessuno il diritto di bestemmiare. Non essendo un intercalare, da credente-non praticante, mi sento offeso. Se non fossi credente lo percepirei come un gridare " ... al drago ... al drago", il giorno successivo i devastanti effetti dell'azione di un piromane.

Wilobi . 20/10/2016 - 11:55

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LA VITA DELUDE BASTA SAPERLA APPREZZARE SPREMENDO IL MEGLIO

POETA DELL'AMORE LUPO DELL'AMI 19/10/2016 - 21:54

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Ciao Giuseppe so che la vita ormai è una totale delusione e amarezza.


Ma non è certo Dio la causa di tutto ciò che succede.


Perdonami rispetto il tuo punto di vista ma non lo condivido.

Ciao buona serata.


Maria Cimino 19/10/2016 - 20:22

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Un cinismo poetico considerevole, ma non lo definirei dissacrante. E' innegabile l'esistenza di una culura del peccato e della proibizione, del tutto umana. Nel componimento diventa un concetto ribaltato sull'ipotetico creatore. Ma anche in questo senso... nell'espressione della chiusa, l'autore ritrova l'autostima proprio nella rivalutazione del proprio essere.. umano. Diciamo che mi è piaciuta.

Francesco Gentile 19/10/2016 - 18:48

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Sempre un dio ci sia....io rispetto chi crede e chi non crede....

Sabry L. 19/10/2016 - 17:48

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amara condivisione...

SILVIA OVIS 19/10/2016 - 14:45

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