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Tra Le Rive

Ho avuto modo di pensare
nella landa sconfinata dove
per diletto mi ero recato, tra
le folti erbe ho riposato senza
più l’assillo del domani.


Ho sentito il gusto del segreto
il camminare a tentoni poi
strisciare sulla tua pelle come
fossi un serpente appena nato.


Con te ho composto l’ultimo
poema, il cavillo era un assillo
del scomposto come un ciocco,
nel tuo angolo hai ballato, a piedi
nudi hai strisciato.


Il tempo era pulito neanche una
rondine volava, ero stanco di aspettare,
poi mi sono calato, nel tuo mondo
ho riposato, tra le rive ho dimorato.


Ora son di nuovo solo senza un’anima
da amare.



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Poesia scritta il 14/03/2017 - 18:11
Da Giuseppe Buro
Letta n.230 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Una malinconia velata per tutta la poesia e poi questa toccante tristezza finale.Bella.

Sabry L. 15/03/2017 - 09:48

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Bella e malinconica

FEDERICA NASCIMBEN 14/03/2017 - 20:14

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...la malinconia di una solitudine "ritrovata"

laisa azzurra 14/03/2017 - 20:12

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Grazie mille

Giuseppe Buro 14/03/2017 - 20:09

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molto bella e con un finale triste 5*

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 14/03/2017 - 19:24

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