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Cianuro al mattino

Non l'ho salutata
e l'inconscio me lo rinfaccia
tramite il suo viso
nelle fasi oniriche.
Non l'ho salutata
forse perché speravo lo facesse lei
grande errore
che va a fare compagnia a gli altri
nel centro d'una galassia cupa
nella costellazione più lontana
quella dei ricordi.
Non l'ho salutata
ed ero tenuto a farlo
così avrei evitato
questo inutile malessere
che mi è tanto familiare
da salutarmi quando arriva.
Giaccio tra le lenzuola
con un erosione cranica
che sconcerta il sonno ed il risveglio.
Sono tristemente desto
ed il mio mattino ha il cianuro in bocca.
Non ho il fegato per salutarla
così ci bevo sopra
guastandomi le giornate
dove l'altrui euforia mi deprime
chiuso tra le mura dell'inerzia.
Non l'ho salutata
per non dirle addio
sperando d'essere pensato pensandola
ma mi rendo conto
di non averla conosciuta
di non essermi presentato
non sono all'altezza
e mi batto ogni giorno con l'inconscio
tentando di saldare i piedi al suolo
cercando di dimenticare certi sogni
ma vengo sodomizzato dal demone mio
nel modo più doloroso
nella mente
dove mi è concesso sbirciare
senza capire cosa ci sia
senza risposte ai miei perché
fatto sta che
non l'ho salutata.
Ciao.


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Poesia scritta il 02/05/2017 - 10:04
Da Patrick Zanto
Letta n.178 volte.
Voto:
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Commenti


c'è un modo "volgare" per definire il tutto...
credo che tutto vada per come debba andare, anche se, a volte, forzare la mano può essere liberatorio

laisa azzurra 02/05/2017 - 14:54

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