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Cento e cento di questi giorni

Le betulle si abbeveravano nell’acqua calda del torrente,
mentre strisce di fuoco segnavano la strada come catarifrangenti,
e noi ci dirigevamo al lago su questa strada di montagna.
Eravamo pesanti e stanchi, sotto il peso delle nostre colpe.


Il cielo si era sgravato delle nubi nerastre come una vecchia da un fagotto,
e i tuoi occhi giravano ancora nelle loro orbite speranzose,
mentre la nostra fuga continuava imperterrita.
Ancora un tornante e saremo a casa così dicevo.


Piantagrane appiedati dalla strada sassosa vendevano la propria ignominia come uno strillone,
mentre cumuli di ombra stellate vagavano carponi,
grosse spighe saracene crescevano nei campi.
E lì che ti ho vista con il tuo sguardo vitreo fissare il nulla.


Eppure eravamo distanti nonostante il fatto che fossimo seduti vicini,
tra noi scorrevano rocce e montagne e fiumi,
una cordigliera ci separava dividendo in due lo spazio,
e ancora un tornante di questa maledetta strada.


Nessuno si sarebbe accorto della nostra fuga per giorni.
E certo nessuno di noi due si sarebbe preso la briga di informarli.
Cento e cento di questi giorni e di questo malsano vivere.
Cento e più cento giorni di questo vivere negletto.


Una fosca serata ci condusse nell’oscurità;
fu come entrare in un altro mondo, dove i cani non latravano più
e la flora e la fauna avevano espulso il loro candore,
seppellito per sempre sotto un metro di terra.


Pigiavo il pedale ma più per una farsa del destino che non per un vero desiderio,
ormai recitavamo una pantomima in un teatro di terz’ordine,
le maschere calate sul volto, una bottiglia di gin nella mano,
due cravatte di ricambio e del capretto arroventato e arrostito.



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Poesia scritta il 21/07/2017 - 19:06
Da Giulio Soro
Letta n.247 volte.
Voto:
su 9 votanti


Commenti


nn so se è drammatica
oppure semplicemente folle

lasci spazio a tutte le interpretazioni plausibii e non...
la tua mano è semplicemente, unica


laisa azzurra 22/07/2017 - 21:43

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Scusa gli errori di battitura ma ho il cellulare piccolo

Nicol Marcier 22/07/2017 - 16:55

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Molto apprezzata
Ciao Micol
5 stellette per te

Nicol Marcier 22/07/2017 - 16:54

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Piacevolmente seguitata che sembra vera.
Lieto meriggio.
*****

Rocco Michele LETTINI 22/07/2017 - 16:49

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bella con sensazioni sembra di viverle

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 22/07/2017 - 12:01

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mi è parso di essere lì in prima persona,molto bella,ciao

andrea sergi 22/07/2017 - 11:21

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Intensamente bella!
Piena di suggestive sensazioni ed emozioni!

margherita pisano 22/07/2017 - 08:53

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Un opera da incorniciare

francesco la mantia 22/07/2017 - 08:32

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Un racconto di emozioni con immagini davvero suggestive!

Giulia Bellucci 22/07/2017 - 07:37

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Poesia pregevole e dai multiformi significati. Lodi e complimenti infiniti e felice serata!

Paolo Ciraolo 21/07/2017 - 20:16

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Una bella opera. Arrivano forti sensazioni. Una narrazione efficace e suggestiva. Non mi dilungo nel merito dei significati, che si prestano a molte considerazioni. Penso, ad esempio, anche alla necessità di vivere un sogno - magari con un pizzico di follia - ma non solo, sperimentandolo sul reale terreno della vita (con tutte le conseguenze del caso).. Complimenti

Francesco Gentile 21/07/2017 - 20:07

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