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VISIONI

M’ibernerò per lunghi anni, e troverò spiagge asfaltate,
mari prosciugati adibiti a immensi centri commerciali.
Che cosa devono vedere i miei occhi chiusi per millenni, gelo, desolazione..
Il sole non brilla più come una volta.
Vagherò tra il cemento,
con la speranza di trovare me stesso;
ma più vado avanti e mi accorgo che sono tutto, tranne me.
Terre contaminate, giardini di plastica,
potranno più echeggiare le mie urla
tra lo spazio di queste aree; o saranno anche loro prese e cementificate?
Sono visioni che diventano palloni,
si innalzano nel cielo, per trovare un po’ di felicità,
ma, il cielo, non esiste.


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Poesia scritta il 01/03/2014 - 11:23
Da Johnny Cianf
Letta n.517 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Condivido l'urlo di dolore che forse possiamo superare rifugiandoci in quello che ancora rimane di una natura calpestata e violentata. Siamo in un mondo assurdo che vive per condursi verso l'autodistruzione.

Giuseppe Vecchi 03/03/2014 - 18:34

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