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La verità

La verità è che io ho paura. Paura di morire, paura che le cose possano finire, paura che non ci sia tempo, o almeno non abbastanza. Non sono un codardo ed è proprio per questo che mi sono messo a riflettere, una paura del genere è inconcepibile, una paura che ti attanaglia con il silenzio della notte e che ti fa sperare che quelle ombre e quella quiete passino presto malgrado anche presto ti sembri già troppo tardi. Credo che questa sia la paura di chi non ha mai vissuto, credo che sia così, è la paura di chi non ha ancora mai avuto, di chi si ferma davanti ad un muro e lo fissa con gli occhi così spenti da sembrare solo disegnati per pietà sulla faccia.
La verità è che io odio la notte, la odio quando prima la amavo, quella pace, quella calma, quella solitudine che mi rapiscono la mente e la trascinano in posti che il chiasso del giorno non mi permette di raggiungere. Semplicemente la odio. Credo sia per questo che molta gente alla fine della giornata faccia di tutto per stordirsi, in qualsiasi modo e con qualsiasi sbaglio possibile, credo che lo facciano per non sentire, per riuscire a zittire anche per poco quell’orrendo silenzio di sottofondo che la vita può avere. Non vorrei fosse così, banalmente vorrei fosse più facile, vorrei essere meno stanco o forse esserlo di più, quel “di più” che basterebbe a farmi convincere che la notte passerà da sola.
La verità è che molte vite, molte situazioni, molte storie non ci concedono il lusso di essere stanchi e noi stessi non ci permettiamo di esserlo, erigiamo mura spesse e proviamo ad essere quella persona che tutti sanno riesce a cavarsela da sola, quella che, qualsiasi cosa accada, è sempre forte abbastanza. Eppure quando arriva la notte e tu giri la chiave dietro la porta di casa lo senti, riesci a sentirlo chiaramente, il rumore di tutte le tue mura che crollano a terra formando le macerie del presente che diventa passato. Ti fermi e le guardi cadere chiedendoti se almeno ne sia valsa la pena, se ci sarà ancora del tempo.
La verità è che non è sempre facile, che non lo è sempre per tutti e non c’è nulla che tu possa fare se non continuare a giare la chiave della porta sperando che basti, che, malgrado tu sia uno forte abbastanza, anche questa notte passerà…da sola.



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Racconto scritto il 20/02/2015 - 02:10
Da Simone Coriandoli
Letta n.440 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


Un grazie sincero a tutti per le belle parole spese nei commenti e per il tempo che mi avete dedicato.

Simone Coriandoli 20/02/2015 - 21:03

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Sono pensieri e riflessioni intime, sul mal di vivere che oggi ci legano fortemente l'uno all'altro.
Hai una bella penna e sei così giovane, osa in questo strano mondo, scrivi e avrai meno paure!
Ciao Elisa

elisa longhi 20/02/2015 - 18:44

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Molto ben scritto e scorrevole. Credo che questa paura ce l'abbiamo un po' tutti...buona serata e a rileggerti!

Chiara B. 20/02/2015 - 15:48

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Molto fluido, vero e soprattutto notturno. Quando le immagini dei nostri pensieri amplificano le nostre paure e allora assisti inerte al crollo di quelle mura.Bella immagine

luciano rosario capaldo 20/02/2015 - 10:37

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di me, ne sarebbe più attratto... se pubblichi racconti io ci sono, mi piace come scrivi. Il mio voto, per quel che vale, è eccellente. ciaociao.

. Focus 20/02/2015 - 09:47

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Molto bello Simone, sia l'argomento trattato che il modo delicato e comunque deciso con il quale l'hai esposto. Non voglio entrare nel contesto dei problemi che la notte porta( anche per gli anziani è così... un aiuto lo si ha se c'è qualcuno che la condivide); voglio solo dirti che coltiverei questa tua predisposizione alla narrazione, bella, fluida, precisa anche nella punteggiatura( una rarità nei portali letterari)...magari con storie articolate di vita vissuta...forse il lettore, non parlo

. Focus 20/02/2015 - 09:46

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