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Delirio a kilometri zero

Ormai è una necessità per salvare il pianeta.
Nel nostro quartiere abbiamo tutti sposato
la filosofia di produrre e consumare in loco;
idea pazzerella per uno spagnolo ?- Dipende.
Per esempio ho mollato la Susy ( Delirio della
routine ) che abita a tre chilometri da me
e mi son messo con la mia dirimpettaia.
Non è un granché, anzi è proprio un cesso
ma molto comodo; ogni tanto si chiude nel
cesso a piangere per ore di quanto sia cesso
ed io, nel momento del bisogno ( il mio e non
il suo ) in pochi metri raggiungo il
mio cesso libero e canto.
Tutti nel quartiere abbiamo svuotato le nostre
inutili cantine, venduto le auto e sgomberato
le autorimesse.
Con i soldi ricavati abbiamo comprato decine
di sacchi di terra per la coltivazione di ortaggi
sui tetti delle case, attrezzi e semenze,
i fertilizzanti no, capirete presto perché.
Nel mio condominio siamo sei famiglie con
sei cantine, in una abbiamo messo 45 ovaiole
e 3 galletti, nella seconda una trentina di stie
di conigli, nella terza 3 vacche borelle.
Nella quarta una decina di suini.
La quinta invece è adibita al macello.
La sesta è adibita alla coltivazione di ganja.
Quattro cicli all' anno da 50 piantine per ciclo.
Nel condominio fumano tutti come pazzi
e non siamo ancora all' autosufficienza.
Una volta poi, una mucca scappò e si infilò
nella cantina verde e si mangiò tutto.
Panico !
Ma per tre giorni produsse 25 litri di
latte psicoattivo che in parte sopperì alla
grave perdita.
Non vi dico poi la fatica di riportare la vacca
sballata nella propria cantina.
La fatica maggiore di questa impresa
a kilometri zero è raccogliere qualche
quintale di merda al giorno e
portarla sui tetti per gli orti.
Nel quartiere le case con il tetto a spiovente
son tutte provviste di pannelli fotovoltaici
che il quartiere ha comprato con i soldi
della rivendita di masserizie provenienti
dalle cantine;si trova sempre qualche
piccolo tesoro in un mondo di oggetti
apparentemente inutili.
Ogni abitazione è adibita ad un servizio
diverso e funzionale al quartiere.
C'è la parrucchiera che lavora in casa
ed in nero, la bambinaia che accudisce
tutti i pargoli ed ultimamente è un po'
stanca dal momento che molti bimbi sono
figli di immigrati ed il suo lavoro è triplicato
in pochi anni, vorrebbe un formaggio in più
ogni settimana ed un prete che
la facesse sentire unica,
inconfessabile desiderio nel codesto delirio.
Poi c'è la prostituta unica di quartiere che
lavora in casa ed in nero; ed in cambio riceve
solo salami, ma è contenta così...
-
Pubblicità...
Care mignotte vi sto dando la caccia,
spero dal vero che a voi non dispiaccia,
sapete pur bene, mi gioco la faccia,
vi amo davvero. Il vostro magnaccia.
-
La parrocchia è gestita da quel pettegolo di
Don Naiòlo, detto Padre Ralph,
è un bellissimo prete nonché amante
delle donne del quartiere, lui confessa
e spettegola a proposito delle sue conquiste
anche con i mariti ripetutamente cornuti,
ma qui gli vogliamo tutti bene,
almeno non è il solito prete gay o pedofilo.
Abbiamo anche lo scrittore di quartiere
che oggi vi spiega il Delirio a kilometri zero.
Il ladro di quartiere è un onesto personaggio
in confronto ai ladri abituali, entra in casa,
svuota il frigo di toasts e birra e ti frega
venti euro dal portafogli e poi se ne va;
non ci fa più caso nessuno.
Il barbone del quartiere è un poeta, in cambio
di pochi centesimi ti lascia un delirio da lui
scritto ogni giorno; praticamente un' edicola
creativa in cui il cliente stabilisce il prezzo
del tenore di vita del barbone.
-
Pubblicità...
Non aveva un bell' aspetto,
una vita senza tetto,
tribolò per un annetto,
morì solo nel suo letto.
Fu la strada il suo sonetto.
-
Poi c'è l' usuraio buono del quartiere che
regala parte dei profitti alle forze dell' ordine
purché non rompano tanto, la donna delle
pulizie che lava tutte le scale del quartiere viene
ricompensata con salumi e formaggi, uova
e quan't altro...per l' erba però no ancora.
Davvero non basta mai.
I supermercati della zona han chiuso
ed i lavoratori licenziati son stati ricollocati
nei loro quartieri di provenienza che stanno
allestendo a loro volta il sistema
dell' autoproduzione a kilometri zero.
La Susy mi ha telefonato da una cabina
a kilometri zero per tornare con me.
Allora mi ha capito la Susy !
Si è anche spogliata a pochi metri da me,
non basta Susy, vieni più vicina,
facciamo sessone a centimetri zero Susy...
La mia ragazza cesso nel cesso una volta
intuìto questo piange ed è ancora
inaccessibile anche per la propria
inguardabilità mentre io e la
Susy ci facciamo il bagnetto a casa mia.
Io " Susy ti amo "
Lei " Hai da fumare o no ? "
Io " Ti va un bicchiere di latte ? "
E Lei una volta degustato...
" Ma è quello della Lola ! "
Io " Susy, un piccolo contegno, siamo
su internet ".
Che bello il rapporto fisico,
scriverlo su internet,
sapere che la Susy mi ama
e dirlo a tutti quando tutti ormai
hanno amato la Susy.
Il sogno è finito.
Torno dal mio cesso occupato
di lacrime ed intanto faccio sù
per consolarla.
Ma lei uscirà a spinello finito.
Tutti piangono, kilometri zero o no.
Ma nella propria casa è più facile.
Lacrime egoistiche riparate
dallo sguardo del quartiere.
Nessuna comunità piccola,
straconosciuta e fidata può
toglierci l' intimità del pianto
o dello sfogo.
Magari internet a kilometri
tanti, non lo so davvero.
L' erba è finita.
Andate in pace.
Me la farò a piedi per andarla
a trovare,
ma io amo la Susy.
Lei vuole bene a tutti.
-
Dedicato a tutte le
Bocca Di Rosa
che lavorano
a centimetri zero.



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Racconto scritto il 17/08/2011 - 20:48
Da Andrea Castellini
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