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Nobiltà e dintorni

NOBILTA' E DINTORNI


Tutto cominciò il giorno in cui… Teodora cominciò a navigare in Internet.
Certa di avere un filo di sangue blu nelle vene (non per nulla era conosciuta come la marchesina, checché ne dicesse Eugenio), si interessò molto ai siti in cui si parlava di principi, conti, marchesi e duchi. Nel frattempo si chiedeva anche, dopo tanti anni, se Gianni si fosse rivelato veramente il suo principe azzurro.
Purtroppo doveva ammettere che suo marito, al di là della buona educazione, cortesia e cultura, di nobile aveva soltanto lo spirito. Le sue origini plebee si riflettevano nel preferire un grezzo umorismo, la risata grassa, la battuta sconcia, piuttosto che quella lieve ironia, quell’humour inglese che Teodora amava tanto. Persino il popolano marito della sua amica Clara, quell’ Eugenio della malora che la criticava continuamente, aveva un miglior gusto per la battuta sottile, sfuggente, allusiva, ma sempre di classe… Ma pazienza! Lei e Gianni avevano comunque fatto e cresciuto tre baldi giovani affettuosissimi.
Tuttavia i buoni propositi sono come quelle barchette che poi s’infrangono al primo scoglietto a pelo d’acqua.
Per Teodora, appellata Dora dagli amici, lo scoglietto si concretizzò in un certo Paulo, cinquantaseienne di Siviglia discendente da nobile lignaggio, conosciuto in un sito per gli appassionati di araldica e simili.
Paulo amava la lirica, l’arte in tutte le sue manifestazioni, la poesia e la storia. Conosceva perfettamente il galateo ed era un appassionato di cucina mediterranea, ma anche di belle donne: Teodora l’aveva intuito, al di là delle convinte affermazioni di correttezza da parte di Paulo. D’altra parte, che cosa c’è di più stuzzicante di un cinquantenne esperto e ancora voglioso?
Per sperimentare le numerose ricette ricevute, Teodora aveva scelto come cavia Gianni, ci aveva messo impegno e aveva curato i due particolari accorgimenti che Paulo le aveva raccomandato: gli aromi naturali da aggiungere alle pietanze e i sofisticati vini da abbinare.
Ben presto Gianni si era dichiarato entusiasta della “nouvelle cuisine” della sua Dora, e anche i loro amici Clara ed Eugenio avevano apprezzato, non solo a parole, i suoi aristocratici piatti. Cavallerescamente, Eugenio si era sobbarcato l’onere di portare ogni volta il dolce e i costosi vini da lei suggeriti, dichiarando alla scandalizzata Clara la metà del loro costo effettivo.
Paulo aveva anche avuto la gentilezza di inviare “ai suoi amici italiani” alcune sue tele: si trattava di paesaggi molto nitidi, forse copiati da ottime fotografie scattate in giorni e momenti particolari. In ogni paesaggio era anche raffigurata una minutissima figura femminile, seduta su un muretto o a passeggio per i campi, magari sotto un ombrellino da sole.
Tutti avevano dichiarato bellissimi quei quadri. Però Teodora, che aveva un’indole indagatrice, tendente a curiosare nelle cose altrui, aveva esaminato quelle figure con una lente d’ingrandimento e poteva giurare che le figure erano completamente nude!
E così, quando Paulo aveva espresso il desiderio di averla per modella, magari in Italia, lei aveva gentilmente rifiutato, accennando alla propria vetusta età e alla propria incapacità caratteriale di star ferma per oltre mezzo minuto. Paulo aveva ribadito che “la bellezza non ha età”.
Insomma, senza entrare in dettagli, quando Paulo fece sapere che sarebbe venuto in Italia per visitare Firenze e poi avrebbe fatto un salto nel graziosissimo paese in cui viveva Teodora con tutti i congiunti e gli amici, lei fu felice di comunicarlo a Gianni e poi a Clara. Quindi iniziò in città un corso intensivo di lingua spagnola.
Gianni cominciò a ingelosirsi e a preoccuparsi e lo disse chiaramente alla moglie, che replicò:
- Quando mai tu sei stato geloso di me? Paulo è soltanto un amico, e poi starà poco.
Quel poco risultò essere dieci giorni, in contrasto con i tre giorni trascorsi a Firenze.
Intanto Teodora iniziò la dieta rapida di Clara, con notevole disappunto, ma determinata:
- Ho capito, Clara: quattro o cinque foglie di lattuga in insalata, condite con olio d’oliva e sale, cinque volte al giorno. - diceva al telefono. E poi:
- No?! DUE foglie senza olio e senza sale!? TRE volte al giorno!? E sei sopravvissuta? Ah, caffè quanto ne voglio, però col dolcificante. Acqua oligominerale, ok. Palestra, chilometri di passeggiata… Farò anche i massaggi drenanti. Perché? Lo so che l’estate è lontana, ma non si può mai sapere… Sai, è un pittore. Io?!? No, non ho perso la testa: è solo un buon amico. Gianni? Lo attende con piacere.
Come fu, come non fu, Paulo arrivò. Non volle essere preso in aeroporto, ma giunse in taxi all’hotel Zabara, il migliore del paese.
Portò regali a Teodora e a Gianni e gradì l’invito a cena, che poi ricambiò più volte nei migliori ristoranti della zona. Accettò volentieri l’unico invito di Clara ed Eugenio e si presentò con un mazzo di rose rosa e una bottiglia di champagne di marca.
Nei giorni successivi gradì fare turismo con Teodora e con Gianni, il quale fu adibito ad autista, portaborse, garzone e telefonista di ognuno dei due colombi. Questi spesso parlavano in spagnolo, in modo così stretto e tanto a bassa voce, che Gianni non capiva più di qualche sillaba.
Quando il poveretto non ne poté più, si confidò con Eugenio, chiedendo il suo consiglio e aiuto in estrema riservatezza.
Con la medesima riservatezza Eugenio lo confidò a Clara, che scuoteva la testa. Eugenio pensò a Sandra e chiese alla moglie di chiamarla per telefono.
Sandra era una nubile poco più giovane di Clara. Eugenio era convinto che Gianni fosse stato il suo amore giovanile, mai dimenticato; anzi, forse di recente c’era stato un ritorno di fiamma, una brevissima rimpatriata, poi rientrata per senso di responsabilità.
Dopo alcuni minuti di amichevole conversazione, Clara passò il telefono a Eugenio, che disse:
- Ciao, Sandra, stai bene? Ascolta, Gianni ha un problema…
La sera successiva uscirono in sei: il “triangolo” Teodora, Paulo e Gianni, i coniugi E. e Sandra, la quale palesemente rivolgeva le proprie attenzioni a Gianni, piuttosto che al nuovo venuto.
Quest’atteggiamento cominciò a distrarre l’attenzione di Teodora per Paulo, ma soprattutto carpì l’attenzione di Paulo in favore di Sandra. Era logico: Teodora da sola faceva la propria bella figura, usava parecchie moine, sorrideva e fraternizzava con l’amico spagnolo… ma Sandra era più giovane, più magra, più alta, più fresca. Preannunciando la primavera, si era anche messa in gonna corta e con un’ampia scollatura che faceva risaltare il suo decolté marmoreo.
Come se non bastasse, Eugenio alla prima occasione bisbigliò a Paulo che Sandra era mooolto ricca, colta e amante dei viaggi. Il nobile decaduto iniziò a riflettere intensamente.
Nei giorni successivi I coniugi E. rimasero a casa e il triangolo divenne, per la presenza di Sandra, un bel quadrilatero, che rapidamente si scompose per la gelosia di Teodora nei confronti di Sandra!
Eugenio suggerì a Gianni che, se veramente amava Teodora, quello era il suo momento, la sua occasione d’oro.
Il poveretto dormiva in una camera diversa da quella della consorte, esiliato lì perché lui russava. Quella sera provò ad aprire la camera della moglie, ma la trovò chiusa a chiave, come sempre.
Non si perse d’animo: il giorno dopo la portò a pranzo da Tiffany, senza Paulo, il quale era andato a fare una gita con Sandra!
Teodora a casa si coricò per il solito sonnellino. Gianni attese pazientemente le cinque del pomeriggio, poi provò la maniglia della camera e la porta si aprì: Teodora dormiva ancora, forse per dimenticare, e… russava della grossa! Imbrogliona! Questo non glielo aveva detto!
Mezzora dopo Gianni preparò un ottimo caffè e lo portò alla consorte, che si svegliò al magnifico profumo, bevve e poi accettò le effusioni di Gianni. Costui superò se stesso, forse per quell’astinenza lunga parecchi anni, e curò di lasciare la moglie più che soddisfatta.
“La fortuna aiuta coloro che osano”. Il mattino seguente Paulo annunciò per telefono la sua partenza anticipata: a Siviglia gli era stata commissionata una serie di quadri a soggetto, ben pagati, e aveva anche trovato la modella adatta. Ringraziò e invitò la coppia nel suo castello per l’estate.
La cosa strana fu che Sandra sparì senza dir niente a nessuno. In seguito fece sapere che stava facendo “un giretto per l’ Europa”. Infatti arrivarono cartoline da Montecarlo, Barcellona e Siviglia…
Dopo un mese il postino portò a casa E. un biglietto d’invito a nozze. Mentre Clara lo apriva, si chiese ad alta voce:
- Di chi sarà mai?
- Io credo di saperlo… - rispose Eugenio.


f i n e


Febbraio 2012




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Racconto scritto il 15/05/2015 - 09:17
Da Michele Fiorenza
Letta n.291 volte.
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