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L\'anatra ed il germano reale

C’era una volta un’anatra che viveva con la sua piccola comunità, stretta in una pozzanghera fangosa lontana dalla palude, quasi impaurita da quel tratto che s’apriva verso il mare in tanti canali dove i canneti suonavano al ritmo del vento una musica che faceva da sottofondo al cinguettio e al canto delle tante famiglie di uccelli.


L’anatra non sapeva volare ma lavorava tanto e tutti la cercavano perché era affidabile ed instancabile con i pulcini con i quali passava le giornate.


Era molto timida e capitava spesso che allungasse il collo per guardare oltre il canneto vicino, da cui provenivano voci misteriose e l’aria arrivava fresca e profumata.


“Cosa guardi laggiù?” disse un giorno quello che sembrava il capo stormo.


“Non lo so…” rispose timidamente l’anatra.
“Forse c’è qualcosa di bello là dietro. Vorrei tanto poter volare per vedere…”


“Credimi, io volo e qua fuori non c’è niente di interessante. Non angustiarti, noi ti amiamo tanto per come sei, per tutti noi sei un’anatra speciale”


Rassegnata l’anatra continuava alacremente il suo lavoro e guardava le altre anatre che riuscivano con disinvoltura ad alzarsi in volo.


La notte sognava, ahh….quanto sognava!
Vedeva le immagini di un mondo sconfinato sotto di sé, le acque cristalline che lasciavano penetrare la sua ombra sul fondo e tante creature che sinuose si muovevano nell’acqua e le sue ali carezzate dall’aria che compivano il miracolo del volo.


Di giorno invece non faceva che tendere i sensi e saziarsi delle immagini che la sua fantasia suggeriva, quel mondo a lei sconosciuto dietro agli alti giunchi e ai canneti.


Un giorno si fermò lì per riposare durante il suo migrare un germano reale, che lesse tutta la malinconia nello sguardo della timida anatra e si avvicinò.


“Che fai qui? Perché non voli?”


“Perché non posso…io non so volare.”


“Ma non esiste un’anatra che non sappia volare! Hai mai provato?”


La poverina abbassato lo sguardo mosse la sua piccola testa in segno di diniego mentre le lacrime scendevano come cristalli di sale nell’acqua torbida della pozzanghera.


“Vieni con me, ti mostro io come si fa” disse il germano.


L’anatra osservò attentamente il nuovo arrivato, poi lo imitò e riuscì a spiccare un primo goffo volo staccando le zampette dall’acqua a cui seguì un secondo ed un terzo tentativo, molto più certi ed aggraziati.


Riuscì finalmente a vedere le immagini che aveva sempre sognato, ma era felicissima….questo non era un sogno! Era la vita!


Ogni giorno il germano veniva ad incontrare l’anatra per guidarla nel cielo, mentre i loro sguardi sempre meno timidi e più rilassati trasmettevano nuove sensazioni ed una nuova complicità li rendeva inseparabili.


Le altre anatre si accorsero dei loro incontri e del cambiamento avvenuto nell’umore e nell’aspetto della loro amica: appariva così felice e non era raro trovarla starnazzare nuove armoniose melodie.
Diede loro così fastidio che iniziarono ad insultarla ed umiliarla continuamente, a ricordarle che lei non era nata per volare.
“Devo riprendere il mio volo” disse un giorno il germano.
“Ma tornerò, tu non smettere mai di volare.”


La poverina, in lacrime lo salutò e tenne nel cuore, stretta come l’ intreccio di un nido la sua nuova amicizia, sperando nella sincerità della promessa e non illudendosi del suo sicuro ritorno per non soffrire troppo: non allontanò la possibilità che quello fosse davvero l’ultimo saluto.


Era rimasta sola, senza più un amico con cui volare e con cui confidarsi e sperare, ma non smise di spiccare il volo in solitudine e librarsi nell’aria pulita sopra l’azzurro del mare e ritagliarsi una fetta di vita tutta sua.


La sua piccola autonomia le diede pian piano la forza per contrastare gli atteggiamenti delle altre anatre che indispettite la cacciarono da quella pozzanghera, quel piccolo mondo chiuso alla vita.


Soffrì molto e pianse in completa solitudine, alternando momenti di lucidità a momenti tanto tristi che pensava di essere impazzita e di aver ormai toccato il fondo e che non valesse più la pena di lottare: sola, abbandonata senza un’ala amica su cui sfogarsi e il mondo, divenuto grande e sconosciuto, da affrontare.


Riuscì ad essere forte nella solitudine, a trovare nel silenzio e nella vita solitaria la ricchezza del suo cuore, a credere e confidare nella propria forza e capire che era riuscita ad andare oltre quel canneto e quella era solo una piccola tappa della sua vita: doveva andare ancora oltre!


Fu durante queste sue solitarie considerazioni che sentì un battito d’ali nell’aria ed un profumo ormai noto, il cui ricordo l’aveva cullata e avvolta per tanto tempo.
Il suo piccolo cuore fece improvvise capriole tanto che venne scossa sul pelo dell’acqua…..Il germano era lì, proprio davanti a lei!


“Sei tornato!” gli disse.


“Cero che sono tornato, te l’avevo promesso!” rispose lui.


“Son tornato per stare con te. Qui si sta bene, mi piace questa bella palude e vorrei costruire un nido insieme a te. Non voglio più migrare.“


L’anatra rimase senza parole e con il cuore che ancora le martellava gli si accostò e con le ali regalò un timido abbraccio al germano.

Spiccarono il volo insieme e volarono sopra il mare azzurro e poi ancora sopra la bella palude per trovare un posto adatto al loro nido.


Felice, dall’alto l’anatra vide tutte le sue vecchie amiche che la guardavano con occhi pieni di disprezzo e cattiveria ma con le zampe ancora affondate nel fango.
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Dopo tanti anni l’anatra ed il germano vivono ancora insieme nello stesso nido, deludendo le aspettative delle vecchie amicizie che aspettavano l’annuncio della loro separazione.




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Racconto scritto il 15/05/2015 - 14:37
Da Millina Spina
Letta n.588 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Un racconto, diverso dal solito, su due protagonisti che, metaforicamente, evidenziano aspetti umani assai differenti, ma con messaggi interessanti. Una storia ben riuscita; complimenti anche per l'impostazione scrittoria.

Arcangelo Galante 16/05/2015 - 14:30

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Grazie Milly e Claretta!
Dobbiamo essere più forti dell'altrui invidia e cattiveria: persone che gioiscono dei tuoi insuccessi o addirittura vi partecipano. Ma bisogna andare avanti a testa alta comunque.

Millina Spina 16/05/2015 - 12:36

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Davvero un gran bel racconto Millina,si presta per la simpatia dei personaggi e la sua scorrevolezza ad essere letto da grandi e piccini, il tema affrontato ne fa uno scrigno di preziosi insegnamenti. Piaciuto tanto.

Claretta Frau 16/05/2015 - 11:10

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Un raccontò bellissimo Millina una metafora della vita.
Ogni giorno dobbiamo lottare contro la cattiveria e l'invidia delle persone.
Ma a testa alta dobbiamo andare avanti con le nostre forze!
Complimenti!

Milly Rosy 16/05/2015 - 10:23

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Grazie Luciano, sei sempre molto attento e gentile!
Grazie Loretta, son contenta che ti sia piaciuto!
....ora spicco il volo e vado incontro alle stelle!
Buona notte!!

Millina Spina 15/05/2015 - 23:49

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piacevole racconto brava

loretta margherita citarei 15/05/2015 - 20:19

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Millina carissima ci hai abituato a racconti bellissimi. Ti caratterizza infatti la fluidità del tuo narrare scorrevole . Narri storie,come questa, bellissime e ricche di splendide metafore.Molto ma molto gradito Anche per me 5 stelline. Ciao.

luciano rosario capaldo 15/05/2015 - 20:07

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E' vero Rocco Michele, chi gufa rimane nel fango!
Focus, immagina che non conosco tanto le specie di uccelli ed all'inizio l'avevo intitolato "L'anatra ed il fenicottero" anche per un gioco di parole che richiama il cognome di mio marito. Poi cercando su google un'immagine ho capito che l'accoppiata oltre che ridicola era veramente improbabile! Ma la storia è rimasta la stessa e si collega alle vecchie amicizie di cui parlo in "Pietre e lacrime". Il Principe è stato di grande aiuto!
Ciao!

Millina Spina 15/05/2015 - 18:30

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Grande maestria narrativa in questo racconto pseudo fantastico nel quale le metafore dell'anatra triste e del germano principe azzurro sono evidenti...piaciuta molto l'umanizzazione che sei riuscita a dare all'anatra...e poi, ripeto, ben scritto, con la punteggiatura essenziale che rende il brano scorrevole ed incisivo. un saluto e 5 stelle.

. Focus 15/05/2015 - 17:24

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Un racconto piacevolmente scorso... Un messaggio_slogan dalla nota: "ABBASSO IL GUFARE"... Il mio plauso Millina.

Rocco Michele LETTINI 15/05/2015 - 17:07

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