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Fiaba il cane e la zanzara

Questa è la storia di Dick, meticcio raso color madreperla e di Susy,
zanzara comune lontana parente della razza tigrata.
Dick viveva nella casa dei Morgan, famiglia borghese aspirante ricca,
la casa era stata costruita sul fiume con terrazzi spaziosi per potersi
godere le stagioni soleggiate, il panorama da cartolina ed uno spazio
interamente donato alla bella cuccia di Dick che poteva scorrazzare
per decine di metri senza correre il minimo pericolo.
Susy ai bordi di quel fiume vi era nata e cresciuta, ed era prossima
la stagione calda, momento topico per una zanzara femmina che
da semplice giovine diverrà adulta portando dentro di sè ovuli
teneri da riscaldare.
Un giorno Dick gironzolando nel suo territorio vide Susy compiere
voli acrobatici accanto a se, e mettendo a fuoco la situazione,
provò a rivolgerle parole dolci per provare a difendersi.
Dick :" Ciao zanzarina, ma che belli che sono i tuoi numeri volanti,
mi piacerebbe esserti amico, abbi bontà non mi beccare!"
Susy :" Ah sì, ed io cosa ricaverei in cambio della tua amicizia,
bene saprai che non si fa nulla per nulla, non te l'hanno
insegnato i tuoi bravi padroncini, o anche tu hai già assimilato
il comportamento degli uomini, che amano predicare positivamente
per poi avere attenuanti generiche in caso disattendano i buoni
propositi"
Alla furbizia di Susy il meticcio ebbe un vuoto di pensiero,
come a tramutare in ricordi le poche parole di Susy, una volta
ripresosi così le rispose,
Dick :".... dai uffa non so che darti, ora non mi sovviene
alcuna risposta adeguata, ma per una volta non potresti
andare sulla fiducia, ti prometto che appena sarò in grado
di darti qualcosa in cambio, non mancherò"
Susy :"....Tze tutti uguali questi animali domestici, sempre
impreparati all'imprevisto proprio come i loro padroni umani,
.... guarda faccio un eccezione alla regola solo per te e
per la tua imbranataggine, non voglio scaldare le mie uova
col sangue di un mentecato, io voglio sempre il meglio,
ma domani tornerò e se ...... hai già capito vero?"
Dick :" Sì sì .... st.. sta... stai tranquilla domani
tutto si sistemerà, ciao e grazie, eh guarda che ti aspetto,
non fare scherzi, quando do la parola, io ..... beh sì insomma
..... a domani"
Susy :" Contaci babbeo, see you tomorrow"
Dal quel momento Dick non smise un istante di pensare a come
contraccambiare la generosità di Susy, e l'unica cosa sensata
che gli venne alla mente è di mettere da parte un pezzo di
costata al sangue che giornalmente divorava, cosicchè Susy
potesse succhiare quel poco di sangue e lasciarlo in pace,
tutto felice per aver trovato la soluzione, se andò beatamente
a dormire nella sua cuccia borghese.
L'indomani Susy arrivò puntualissima e si precipitò sul meticcio,
certa che Dick calasse le braghe mettendosi al suo servizio.
Non appena i due s'incontrarono Dick con un entusiasmo, che non
provava da anni, espose la sua strategia alla zanzara, che per
una volta rimase ad ascoltare smettendo quella faccia superba
che fino a quel momento gli aveva riservato.
Susy, non dico sorrise, ma mosse quel tanto la bocca, gesto
inequivocabile del suo stupore nell'aver sentenziato con troppo
anticipo la mente di Dick.
Così si fece ora di cena, i Morgan quella sera decisero per una
bella grigliata all'aria aperta, il caldo quel giorno era stato
tremendo, non appena il carbone prese consistenza Bill, il padrone
di casa, fece scivolare sulla graticola quattro costate appena
comprate, e dalla cucina dove Marie ed i piccoli stavano prendendo
l'occorrente per l'apperecchiatura, uscì un urlo :" mi raccomando
Bill, lasciale al sangue, sai che non sopporto la carne ben cotta".
A queste parole Dick si sciolse avendo intuito che il cuoco improvvisato
avrebbe potuto mandare all'aria tutti i suoi piani, ma quel richiamo
fu manna dal cielo per lui.
Susy, come i suoi simili, al profumo speziato non seppe resistere e
così decise di fare una ricognizione diretta sul luogo della cottura,
e per meglio osservare lo spettacolo che si stava facendo sotto i suoi
occhi, si pose leggera sulla spalla di Bill, senza alcun intenzione
di procurargli il minimo fastidio, solo per aver una visuale migliore.
Bill, all'oscuro di tutto, da subito sentì il ronzio e un attimo dopo
si schiaffeggiò la spalla convinto delle cattive intenzioni del piccolo
insetto, Bill continuò tranquillamente a girare la carne, per lui
quel gesto automatico non era previsto fra i sensi di colpa, Susy
a terra senza agonia con le sue uova ancora fredde, Dick vide la scena
e rimase così tra l'immobile e il sospiro, ma Dick sapeva cosa
significava per lui quella perdita, una parola mancata, una promessa
inseguita, un gesto d'amore nei confronti di chi per natura e per
dovere è costretto a rischiare la vita per riscaldare le proprie
future creature.
Nulla successe, nessuno parlò, i Morgan si misero a tavola e ci
diedero dentro, mangiarono, bevvero, ad intervalli si schiaffeggiavano
le parti del corpo prese di mira dagli amici di Susy, che non per
vendetta ma per dovere quella sera sembrarono più arrabbiate del
solito, ma era solo apparenza.
Ed il povero Dick ?
Niente da fare quella sera presi dalla fame e dalla voglia di stare
a tavola a cantare stornelli country, i Morgan dimenticarono di
lasciare la razione di Dick, quando si dice piove sul baganto ....
Dick resto muto, rannicchiato nella sua cuccia, anche se affamato
ed affranto per l'accaduto, si dice che ad alcuni cani manca
solo la parola, Dick aveva anche quella ma non era bastato.
Ora se vi capita un giorno di passare in quel luogo solitario,
dalle parti di quella casa in riva al fiume, se chiedete di Dick,
non insistete a chiedere dei Morgan, andate direttamente nelle
giornate umide ed afose in riva a quel fiume, e circondato da
centinaia di Susy, lo troverete là ad osservarle a succhiare
quella goccia di sangue che esce dalla costata, che tutti
i giorni Dick porta loro in ricordo di una parola data.



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Racconto scritto il 02/06/2015 - 16:34
Da Marco zanini
Letta n.325 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Lezione di vita da un cane. Purtroppo succede troppo spesso. Quando si dice....sono meglio degli uomini....

Roberto Colombo 03/06/2015 - 17:06

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