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Testa o croce

Lassù sulle nuvole, che bello riposare.
Guardare in basso e vedere tutti darsi da fare.
Ma è meglio dirla tutta: sono in mezzo alla strada
e me la vedo brutta.


L’alcol fa il suo lavoro, ma non son mica rimbambito:
quello che fa il grand’uomo di tutto punto vestito
e’ proprio lui, l’amico dei tempi andati: Rudi Brambati.
Ehi Rudi, che fai non ti avvicini? Non son mica malato.
Al massimo, ma proprio se va male, puzzo di cibo avariato!


Bella la signora al tuo fianco, nuova conquista d’assalto?
Infallibile anche in questo, l’universo femminile deve farti
un monumento.


Lo, lo so, mi vedi un po’ conciato. Ma che vuoi, non siamo mica
tutti uguali:
tu sempre elegante e preciso e io come dire … un po’ fuori , per inciso.
Tu belle macchine, bella moglie, bravi amici.
Io marciapiede, bottiglie, botte, e piedi sudici.


Ma sai che allegria durante la giornata. Siii, non ci credi?
Arrivi, scegli il posto, ti guardi in giro e poi ti siedi.
Qualcuno passa e come gesto da ricordare mi lascia una virgola
del suo avere. Ma mai un pezzettino di cuore.


Qualcun altro, invece, sembra sia uscito da un film dell’orrore:
strano, perché sono sempre convinto che il sole dia agli altri il suo calore.

Tu sempre altero. Viso pulito , abito firmato e sguardo fiero.
Anche se credo che non tutto si riesca a vedere di te. Nulla di che, eh.
Ma se scaviamo un po’, sotto tutta questa corazza ed eleganza,
ci sta che magari sei un tantino … birichino? Cretino? Si, cretino.


Non avertene a male, mi concederai un po’ d’irritazione nella mia posizione!
Ricordi? Or sono tre anni dal mio ultimo squillo al tuo numero e mai come
allora ho rimpianto l’ultimo zero. La tua voce era … era… di un'altra era.


Ma poi ho compreso. Con un dito e poi con l’altro ti sei tappato il naso.
Hai finto d’essere sparito. Mica dovevi fingere, l’avrei sopportato.
Sono bravo a comprendere, io. Mica come altri che si credono Dio.


Ehi, Rudi, e tu cosa ti credi? Un invincibile, un eletto, un super uomo
o un galantuomo?
Per come la vedo, uno come tanti che ama l’arte dei benpensanti.


Ehi, ehi , non si arrabbi la tua signora.
Oh, ti sta piegando in due con quelle gomitate nei fianchi.


E’ solo un amichevole scambio di parola. Nulla che vi possa mettere in pericolo.
Non ho questo ardire ridicolo. Non ne sarei capace. Ma ho come l’impressione,
anzi la convinzione, che la vostra cerchia non vi scarica perché sorda e cieca.


Ma fuori dal cerchio, non ho dubbi, non son succubi. Hanno già dato il loro parere:
pare che siate … siate vuoto a perdere. Erba grama, aria malsana.
Film già visto e sputato. Urgenza d’apparenza e anime senz’anima.


Hai visto che bravo poeta che sono? Che vuoi, solo con questo posso darmi tono.
Tu, invece, oltre al tono, hai anche il trono.


Ma attento a non diventare rintronato e perdere il tuo eremo, con tanto sudore
conquistato. Devi sapere che la moneta ha due facce.


E … ah scusa, a proposito di facce. La tua, ora che la guardo bene, ha un che di
Misterioso o mistico o criptico . Ah, no, ecco: di sudicio. Mannaggia, perdonami.
Ma sai, è colpa del passato: nessuno si è mai scusato.


Dicevo, la moneta ha due facce. Questo lo sai , si? Io la croce l’ho già pescata.
Non l’ho guadagnata, a dire il vero.
Qualcuno ha tirato in aria ed è come esser finito in un buco stretto e nero e
se stai pensando a quello, si si è proprio così.


Invece per te è uscita sempre testa. E allora sorridi, fai festa. Imbandisci la tua
tavola ed immagina di essere come in una favola. Bevi anche alla mia di salute
(poca in verità), e godi di quello che hai e che avrai: non dura per l’eternità.


Ti immagino sgargarozzare un buon vino. Ma … Cacchio, ora che ti son vicino
mi accorgo che la tua bocca ha la forma di un … un … culetto di bambino.
Se lo sapessero i bambini …


Oh, senza rancore, oggi non so perché ma ho la bocca che parla per tre.
Sarà il fatto di averti rivisto, di aver ricordato un certo tempo portato via dal vento.
Oppure il tuo modo di guardarmi o quello della tua compagna .
Oh. Ma tra me te: è un po’ carogna, eh? Lascia perdere, va.


E non pensate alla croce. Non è poi così atroce. Dopo un po’ ti ci abitui.
Anche se per voi la vedrei un po’ dura. Mi sa che non avete la muscolatura …
quella mentale intendo. Oh, comunque io sono qui che vi attendo.


Ma poi mica detto che vi tocchi per forza. Magari hanno finito le croci e voi vi siete salvati.
In ogni caso io sono un tipo previdente: tenervi due cartoni da parte non mi costa niente.


Un abbraccio forte e … mi raccomando: non pensate alla vostra sorte.




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Racconto scritto il 09/10/2015 - 14:26
Da gabriele marcon
Letta n.334 volte.
Voto:
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Commenti


Un simpatico poemetto basato su un incontro e sulla valutazione, a volte un po' acida, del soggetto narrante. Lo stile e l'impostazione ricordano un po' (ma non se ne vanti l'autore) i poemetti di Guido Gozzano. A volte sgarruppato, a volte intenso.
Mi è piaciuto.

Giuseppe Novellino 10/10/2015 - 12:04

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