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FUORI DALL'OMBRA- PRIMA PARTE

PREMESSA:È la prima spy-story che ho scritto. Spero vi piaccia!


FUORI DALL'OMBRA- PRIMA PARTE


Nell'ombra, una sigaretta fumava.
Il suo proprietario, seminascosto dall'oscurità, valutava le possibili vie di fuga. Fumava con calma, aspirando ogni boccata come se avesse tutto il tempo del mondo, ma non aveva tutto il tempo, anzi, il suo era appena scaduto. Un rumore di passi alle spalle lo riscosse.
Gettò via ciò che restava della sua sigaretta, e vagliò le sue alternative: un salto di tre metri, o sperare nella fortuna, ma la fortuna era un amante volubile, e questo Nick lo sapeva bene. Estrasse la pistola e sparò nella direzione dalla quale era venuto il rumore. Un colpo secco, l'attimo prima di afferrare le balaustra e saltare giù.
Il tutto si svolse in non più di due minuti, l'uomo al quale Nick aveva sparato, si affacciò alla balaustra, ma di Nick, non c'era traccia. Dannazione! Gli era sfuggito!


Rimise la pistola nella fondina, ed imboccò una strada secondaria, un uomo armato e con le ossa ammaccate non passava inosservato, e l'ultima cosa di cui aveva bisogno in quel momento era la pubblicità. Sapeva con certezza di aver mancato il bersaglio, ma di contro sapeva di avere un certo vantaggio. Guardò l'orologio, aveva poco tempo, ma se lo sarebbe fatto bastare. Cambiò di nuovo strada, rischiava di perdersi, ma nel suo mestiere era un bene, a volte, perché se non sapeva dove si trovava era poco provabile che lo sapesse il suo inseguitore, ma un avversario non andava mai sottovalutato. Il suo orologio gracchiò. Gracchiava sempre, quando lo cercavano dal suo quartier generale. Tagliò ancora ancora per una via traversa, non era quello il momento di rispondere, sebbene sembrava che nessuno lo seguisse, non poteva escludere tale eventualità. Il suo orologio gracchiò ancora. Maledizione! Due persone che gli passarono accanto, si fermarono ad osservarlo. No, non era quello il momento di farsi notare.
Cambiò strada, da qualche parte doveva pur arrivare! La stanchezza cominciava a farsi sentire e anche i postumi della caduta. Scosse la testa per schiarirsi le idee. L'orologio gracchiò. I suoi superiori non avevano nulla da fare quella sera? Si tolse l'orologio e lo scagliò lontano. Il dispositivo si ruppe. Era un rischio, perché il supporto conteneva un rivelatore di posizione, e senza di esso sarebbe potuto sparire nel nulla, vinificando l'intera operazione, ma in quel momento era più importante passare inosservato. In fondo era un rischio calcolato, più o meno.
Finalmente una strada che si poteva definire tale con luci e negozi. Doveva trovare un albergo, ma non aveva bagaglio con sé né altro e ciò avrebbe potuto destare sospetti, ragionò.
Si muoveva velocemente,con passo sicuro, come se avesse una meta da raggiungere. Non ce l'aveva, ma aveva una missione da compiere e per come la vedeva lui, era la stessa cosa. Entrò in un negozio e poi in un altro, seguendo il piano che gli si stava delineando in mente. Notò un bar, in una posizione ad angolo, piuttosto difficile da scorgere dalla strada.
Vi entrò e chiese della toilette. Quando vi uscì, pochi minuti dopo, indossava una giacca diversa , una camicia pulita ed un cappello calato sugli occhi. In mano aveva una 24 ore, nera.
La cassiera alla quale aveva sorriso, l'attimo prima di sparire, restò affascinata a guardarlo o meglio a guardare la porta dalla quale era uscito.
Non era bello con le sopracciglia folte, gli occhi piccoli e vispi e il naso, dal profilo greco, leggermente storto, ma aveva una bella bocca virile ed un fisico atletico. Non passava inosservato, per via del suo carisma e del portamento sicuro, non ad una donna almeno.


Il receptionist guardò entrare il nuovo cliente, sembrava uno dei tanti uomini d'affari che passavano la notte lì, perché l'albergo era relativamente vicino all'aeroporto.
<<Vorrei una camera per questa notte.>> disse Nick, distaccato era abituato a ben altri alberghi, dove lo conoscevano, o meglio conoscevano la sua copertura, prima ancora che parlasse.
<<Il suo nome?>> Domandò il receptionist.
<<Nick.>> rispose meccanicamente. Poi notando lo smarrimento dell'omuncolo, vestito da pinguino, che aveva innanzi, aggiunse <<Nick Wender>> Allungò una delle sue carte di credito.
Generalmente non usava il suo nome, e comunque mai per intero. Troppo rischioso, a volte, troppo lungo nella maggior parte dei casi. 'Nick' era decisamente meglio, più sbrigativo, facile da ricordare e deciso, con un suono secco, letale, proprio come lui e questo gli piaceva.
Salì nella sua stanza. Nessuno sapeva che era lì, o per lo meno nessuno avrebbe dovuto saperlo, ma nel suo mestiere, e lui lo sapeva bene, non bisognava lasciare nulla al caso.
Controllò gli specchi, le lampade ed ogni altro particolare che gli venne in mente. Non poteva permettersi di correre altri rischi, senza contare che aveva dovuto lasciare l'orologio.
Gettò i vestiti da una parte, e si concesse una doccia veloce, per ritemprare il corpo e lo spirito, con la pistola sempre a portata di mano. Dopo essersi asciugato si infilò sotto le coperte.
Si addormentò quasi subito, ma anche nel sonno i suoi sensi rimanevano in allerta, non si lasciava andare mai completamente, in nessuna occasione, una volta l'aveva fatto ed aveva fallito.
Nel buio della stanza, il suo corpo era una sagoma scura, distesa su di un fianco, un braccio proteso verso il comodino, dove la sua pistola scintillava, sotto le pallide luci intermittenti che filtravano dalla finestra socchiusa.


<<È qui!>> disse la voce femminile dall'altro lato dell'interfono.
<< Lo lasci passare>> Disse, ma non fece in tempo a finire la frase che la porta si spalancò lasciando passare Nick.
Sembrava non avesse la minima fretta, mentre si avvicinava alla grande scrivania, posava la sua pistola sul ripiano di vetro e si accendeva una sigaretta.
<<Pessima abitudine>>
<<Non più di altre, signore.>>
<<L'ha recuperato?>> Nick si concesse qualche secondo per osservare l'uomo che aveva di fronte. Mallhoy o almeno questo era il suo nome ufficiale, nessuno ne conosceva il vero, era un uomo alto e magro, dall'aspetto gradevole, che molte donne trovavano bello o attraente.
<<Aveva forse dei dubbi?>> rispose alla fine del suo breve esame.
<<Gli ho avuti, quando la sezione ET627 ha perso i contatti.>>
<<Bene, se è per quello, eccolo qui, sano e salvo>> Nick sorrise freddamente, porgendogli l'involucro di un rullino.
<<Che fine ha fatto il suo orologio?>> Chiese sincerandosi della bontà del microfilm.
<<Era sacrificabile.>> Rispose asciutto.
<<Più di quel ferro vecchio?>> Indicò col dito la pistola di Nick.
<<Dice la vecchia Penny? E' decisamente più utile di un orologio e ben più discreta.>>
<<Ha dato un nome alla sua pistola?>> Il bel volto di Mallhoy si contrasse in una maschera di stupore.
<<É una compagna affidabile e più fedele di una donna.>> E un sorriso beffardo incurvò le labbra di Nick.
<<Certe volte, mi chiedo perché non l'abbia già sbattuta fuori a calci!>> Rispose in tono freddo, ma pacato, Mallhoy non alzava mai la voce.
<<Perché sono il migliore. Se è tutto, io andrei.>> Nick raccolse la sua pistola, spense ciò che restava della sua sigaretta e fece per andarsene.
<<Non così in fretta, D420.>>
<<Ha ancora bisogno di me, signore?>>
<<Sì.>> Gli passò un voluminoso dossier.
<<Cos'è?>> Chiese Nick, senza nemmeno tentare di prenderlo. Il suo superiore lo fece cadere sulla scrivania, con un tonfo.
<<La sua nuova missione.>>
<<Bene. Di cosa si tratta?>>
<<Sono stati rubati alcuni brevetti, dalla Swan Industries e, disgraziatamente anche in file di nostra proprietà.>>
<< Mi metto subito all'opera!>>
<<Non così in fretta, D420, dovrà prima passare dalla sezione ET627.>>
<<Lo sa, che certe diavolerie non fanno per me, preferisco l'azione.>>
<<Spiacente, D420, dovrà passare a ritirare il suo nuovo orologio, e poi in questa missione sarà affiancato dall'agente J75.>>
<<Lavoro meglio da solo.>>
<<Non se ne parla! Questa volta, da solo non lascerà neanche l'edificio.>>
<<Al diavolo!>> Nick contrariato, girò sui tacchi, ma sapeva che non avrebbe disobbedito gli ordini, nonostante la tentazione fosse forte.
<<D420?>>
<<Che c'è ancora?>> Abbaiò frustrato.
<<Non dimentica qualcosa?>> Il capo gli indicò il dossier.
Nick sorrise forzatamente, afferrò il fascicolo con rabbia e uscì sbattendosi la porta alle spalle.
Burocrati! Cosa ne sapevano loro del suo lavoro? Niente! Ma pretendevano d'insegnarlo.
Quella era decisamente una giornataccia, si disse mentre prendeva l'ascensore, per scendere alla sezione ET627, ossia il reparto super tecnologico di quella, che a tutti era nota come l'Agenzia.


fine prima parte.


Ogni riferimento a fatti o cose reali è puramente casuale, in quanto l'opera è frutto della fantasia dell'autrice.




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Racconto scritto il 07/11/2015 - 11:45
Da Marirosa Tomaselli
Letta n.316 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Scusa se nel primo commento ho tagliato bruscamente..per sbaglio ho fatto 'invia commento' con sto tablet. Non ho mai letto i libri di Fleming ma ho visionato vita quasi tutti i film di James Bond. Ti consiglio caldamente un libro di spionaggio troppo bello, si intitola 'Dossier Odessa' dello scrittore britannico Frederick Forsyth e di cui è stato tratto il film omonimo che ti consiglio anche di visionare. Fidati: ne vale assolutamente la pena.

Giuseppe Scilipoti 16/02/2017 - 15:00

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...Una tua spy- Story che preserva alcuni personaggi tra cui ovviamente il protagonista. Si tratta di un prequel a quanto mi pare di notare. Mi ha agganciato e appena ho un attimo libero vedo di leggere la seconda parte. Guarda, essere sincero (lungometraggi a parte) ho letto pochissimi racconti o romanzi sul genere spionaggio e siccome mi sembra di notare che ne hai scritto una manciata...con te recupero alla grande.

Giuseppe Scilipoti 16/02/2017 - 14:54

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Direi ottima prima parte e ottimo banco di prova cara Marirosa. Avvincente è dir poco. Ho già comunque letto in precedenza una tua spy-sto

Giuseppe Scilipoti 16/02/2017 - 14:46

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Molto intrigante e ben scritto. Anche i dialoghi sono ben costruiti e non vedo l'ora di leggere il seguito. Certamente stupirà i lettori. Per essere la tua prima spy-story, ti devo fare i miei complimenti. Brava!

Arcangelo Galante 07/11/2015 - 19:42

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