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Tutto ciò che accadde quella notte...

Il tenente Watson passeggiava pensieroso intorno alla sua bella scrivania quando ad un tratto l’agente Mc Barry entrò nella stanza. <<”Tenente!,tenente! C’è una signorina che chiede di voi...”>> <<”Falla passare!”>> disse il tenente. La porta si chiuse,per poi riaprirsi un istante dopo:entrò una graziosa fanciulla,sembrava aver passato da poco la trentina. Non era tanto alta ma i tacchi che indossava non lo lasciavano a vedere. <<”Buonasera tenente!”>> sussurrò la ragazza con voce soave . <<” Mi scusi se la disturbo a quest’ora,ma proprio non potevo dormire e...”>> Watson la bloccò dicendo: <<”Signorina stia calma....si segga e mi racconti l’accaduto.”>> La ragazza cominciò il suo racconto.
<<”Alcuni giorni fa mio marito,che lavora presso un magazzino,portò a casa un vecchio orologio a pendolo che il suo capo aveva rimosso da una vecchia proprietà. Posizionammo il pendolo nella sala d’ingresso,proprio davanti la finestra che da sulla via principale della città;deve sapere che abito al numero 24 di King’s Avenue. Purtroppo questa sera a mio marito è toccato il turno notturno ed io mi ritrovai da sola a passare la serata. Decisi di andare al pub sotto casa mia. Ordinai prima una birra,poi un’altra e poi un’altra ancora... Quando l’alcol cominciò a farsi sentire,decisi di rincasare. Entrai nell’androne ,salii le scale e mi ritrovai sul pianerottolo. Vidi subito che la porta di casa mia era socchiusa; mi affrettai a vedere. Entrai nell’appartamento e,tutto sommato,sembrava non mancasse nulla. Chiusi la porta,posai il cappotto e...”>>
<<”E....?”>> sopraggiunse il tenente che si stava appassionando alla vicenda
<<” E non vidi più l’orologio a pendolo! Era sparito....nel nulla; Puf! Pensai che fossero entrati i ladri...decisi allora di perlustrare l’appartamento. Era notte,io ero un po’....ehm...un po’ brilla e non riuscivo a distinguere perfettamente ciò che vedevo. Decisi allora di venire qui.”>> <<”Ha fatto bene signora! Se qualcuno fosse entrato nella sua abitazione....sarà adeguatamente punito! Parola d’onore di Timothy Watson.
Detto ciò Watson,Mc Barry e la signorina salirono su di una volante e raggiunsero velocemente l’abitazione. Ripercossero per filo e per segno il percorso fatto dalla signora:androne,scale,pianerottolo,casa...già...casa.... La signorina estrasse dalla borsetta la chiave,la inserì nella serratura e...e la chiave non entrava! Watson ordinò a Mc Barry di sfondare la porta. La porta cadde. L’appartamento era vuoto. Ad un certo punto si vide una piccola e fioca luce avvicinarsi. Watson ed il suo sottoposto estrassero la pistola dal fodero: <<”Tieniti pronto ad agire Mc Barry...potrebbero essere i ladri!”>> All’improvviso si parò davanti al trio un signore di mezza età,calvo ed in camicia da notte con la cuffietta che pendeva sull’orecchio sinistro.
<<”Desidera?”>> disse il signore,ancora frastornato dal tonfo della porta.
<<”Cosa ci fa qui? Non sa che questa è una proprietà privata? “>> <<”Si signore! Infatti l’ho chiamata proprio per questo....”>> Watson era disorientato:<<”Sta forse dicendo che è stato lei a chiamarci?”>> <<”Signorsì....la chiamai poiché ,verso mezzanotte,io e mia moglie fummo svegliati da alcuni passi provenienti dal salone del nostro appartamento. Credemmo che fossero i ladri e ci nascondemmo...non appena i passi cessarono vi chiamai!”>> <<”Scusi signore...mi potrebbe dire che indirizzo è questo?”>> <<”Certamente! È King Avenue..25!”>> disse il vecchietto.
Watson non sapeva come reagire...scosse la testa,si tolse il cappotto,lo pose sulle spalle della signora e disse: <<”Non si preoccupi...la porto io a casa....”>>



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Racconto scritto il 11/03/2012 - 13:44
Da Federico Giunta
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