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Un tuffo per Lei

Sono arrivato,e sono pronto,oggi farò vedere al mio Amore il tuffo che le avevo promesso,un salto mortale e mezzo rovesciato con tre avvitamenti e mezzo,in posizione libera. Molto difficile,ma mi sono allenato molto per riuscirci,e sono sicuro che la stupirò.
Amiamo molto l'acqua io ed Augusta Un nome importante il suo,e nobile,nel senso più elevato e aristocratico del termine,suo padre è Barone.
Ci siamo conosciuti al mare,tutti e due portati in gita da comuni amici,una giornata fantastica,come può esserlo un giorno di pioggia sulla spiaggia,noioso,uggioso e anche palloso,per tutti,ma non per me e lei.
Per noi due c'era l'altro,e questo ci bastò da subito.
- Marco – mi disse lei verso le due del pomeriggio – perché non scappiamo?
Avevo la testa appoggiata sulla sua coscia,e lei mi accarezzava i capelli. Mi alzai per guardare gli altri,e mi accorsi che non m'interessavano più,e così fuggimmo.
Seguirono settimane di un'intensità sconvolgente,era come se ci fossimo conosciuti e frequentati da sempre,la presentai ai miei,e poi conobbi la sua di famiglia. Casa mia gliela mostrai in due minuti,la sua devo ancora vederla per intero,anche dopo tutti questi mesi,la villa e la tenuta,ovviamente. Con un bosco,ed una piscina,meravigliosa,grande e profonda,con un trampolino di tre metri,voluto da suo nonno. Al padre non interessava,molto probabilmente l'interesse per l'acqua salta una generazione. Ci appassionammo a quel trampolino,e così nacque l'idea di quel tuffo.
Augusta,oltre ad essere nobile è anche molto bella,e sa anche valorizzare quel dono di natura,non le manca nulla per farlo.
- Abbracciami – mi chiese un pomeriggio – ma non per baciarmi,per tenermi stretta a te.
- Certo Amore
E lo feci,proprio davanti alla cassa del supermercato dove eravamo in fila,e la gente ci scansava per poter arrivare a pagare,e gli uomini mi invidiavano.
- Perché ti sei iscritto a Medicina? - mi domandò poco dopo che ci eravamo conosciuti
- Voglio diventare Medico Sportivo,è un ambizione che ho fin da piccolo
- Io invece voglio laurearmi in lingue,desidero viaggiare in tutto il mondo.
In pratica io studiavo per lavorare,lei per godersi la vita.
A dirla tutta mi ero preoccupato molto in previsione di conoscere i suoi,mi ricordo la prima volta che fui invitato a cena,con tutti quei bicchieri e quelle posate,e lei che mi anticipava per indicare l'arnese giusto che dovevo usare. E suo padre e sua madre,temevo che mi accettassero con difficoltà,ed invece...Invece fu proprio così. Fui accolto di buon grado solo perché scambiato per un passatempo della figlia,un giochino di breve durata che non avrebbe lasciato memoria,ne rimpianti. Ma quando si accorsero che le cose non stavano così,cominciarono a cambiare. Non atteggiamenti plateali,piccole cose,però fastidiose. Gli inviti si diradarono,e le poche volte che capitavano,c'era sempre qualche giovanotto nuovo,buoni partiti per la figlia,ovviamente Nobili come loro,e tutto era finalizzato a farmi sfigurare. Glielo feci notare
- Ma ti pare – ribatteva lei – i miei vogliono la mia felicità,e sanno che quella porta a te.
- Sarà,spero tu abbia ragione
Ma non l'aveva,e quello che mi aspettavo accadde un pomeriggio,lei era in piscina a provare dei tuffi,io arrivai e prima di raggiungerla,fui fermato dal padre
- Quando finisce questa storia?
Neanche un saluto,diretto,anche troppo
- Quale? - finsi di non capire
Indicò la figlia mentre saltava sul trampolino
- Prima finisce e meno soffri
- Vuol dire che è per il mio interesse?
- Me ne frego di te,è solo per farti capire,prima o poi le passa,come tutte le altre volte,pensi di essere il primo che ci porta?
A questo non so rispondere,vero o falso mi fa star male
- E non pensare di guadagnarci qualcosa,saresti un illuso,oltre che ingenuo
- Come crede che la prenderà Augusta?
Ci è abituata,come ti ho detto sei solo uno tra tanti,solo un po' più resistente,ma è solo questione di tempo.
Non le dissi nulla,non ce n'era bisogno. A casa mia erano tutti pazzi di lei,sapeva farsi amare,era diventata indispensabile,necessaria come me.
Nessuno di noi ricordava come era la vita prima che arrivasse Augusta,non avevamo più noia.
Intanto continuavo ad allenarmi per il mio tuffo,avrebbe dovuto essere pronto per il nostro anniversario,ma io decisi di farlo per il suo compleanno.Per quello che questa mattina sono qui,davanti alla scala del trampolino. Mi spoglio,adagio per bene i vestiti per terra,rimango in costume,prendo il cellulare e comincio a salire. Quando sono sopra faccio partire la chiamata,suona libero,pochi squilli e risponde,le dico della sorpresa e riattacco.
Guardo verso la casa,la vedo affacciarsi alla finestra,si sbraccia
- Aspetta – urla – arrivo,aspettami,non farlo
Un po' aspetto,le do' il modo di arrivare. Appena la vedo sbucare dal vialetto,da dove mi può vedere bene,appoggio il cellulare,mi concentro e parto.
Carico il trampolino per salire il più in alto possibile,la vedo mentre salto,forse mi chiama,ma non sento la sua voce,è da un po' che succede,e non voglio più sentirla.
L'ultima volta che è successo ho pianto,e non ho ancora smesso.
Quella sera a cena i suoi mi invitarono ancora,dopo tanto tempo,in modo che anche io potessi vedere con i miei occhi come faceva presto la loro figlia a cambiare. E vidi come il suo amore passò da me all'uomo che le sedeva accanto,un Principe scoprii dopo.
- Vedi - mi disse – è stato meraviglioso,unico,e così deve rimanere,un amore vivo e giovane,non voglio farlo invecchiare
Mi stava lasciando,volevo difenderlo quel nostro amore,ma non me lo permise,girò le spalle,si fece abbracciare da quello là e lo baciò.
E adesso si sbraccia mentre io volteggio in aria,facendo quei salti mortali sui quali tanto mi sono allenato per perfezionarli e farli bene al nostro anniversario,roteo pensando che non ci sarà nessuna ricorrenza festosa,e allora va bene per il suo compleanno,il dieci dicembre,fa freddo quassù,l'aria è gelida,ma il tuffo sta andando benissimo,la parte aerea è stata perfetta,e ora mi avvicino alla fine vera del nostro amore,senza di lei non voglio vivere,sarebbe soffrire per sempre,ed è con questa tranquillità che mi avvicino a terminare i tuffo,e vedo avvicinarsi inesorabilmente il fondo vuoto della piscina,e prima di finire urlo il suo nome ed il mio eterno amore per lei.



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Racconto scritto il 28/12/2015 - 17:18
Da Ivano Migliorucci
Letta n.239 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ciao Giuseppe,grazie per i complimenti e per le critiche,potrei provare a rileggere,ma non sono sicuro di essere in grado di correggere con successo. Non sono preparato,mi piace scrivere,e credo di avere un po' di fantasia,ma per il resto,poco o nulla,se vuoi prova a leggere gli altri che ho messo sul sito,e vedi se gli errori che dici si ripetono con costanza.. Ti faccio tanti Auguri diBuon Anno

Ivano Migliorucci 01/01/2016 - 20:49

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Ciao Giuseppe,grazie per i complimenti e per le critiche,potrei provare a rileggere,ma non sono sicuro di essere in grado di correggere con successo. Non sono preparato,mi piace scrivere,e credo di avere un po' di fantasia,ma per il resto,poco o nulla,se vuoi prova a leggere gli altri che ho messo sul sito,e vedi se gli errori che dici si ripetono con costanza.. Ti faccio tanti Auguri diBuon Anno

Ivano Migliorucci 01/01/2016 - 20:49

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La storia è interessante, anche bella. Mi ha preso fin dall'inizio e si è lasciata leggere con viva attesa del finale, per niente prevedibile.
Un certo difetto sta nella forma che dovrebbe essere un po' aggiustata, cominciando dalla posizione della punteggiatura e dalle spaziature (fra le parole) che generano qualche fastidio. Se rileggi bene, troverai anche alcuni refusi.

Giuseppe Novellino 01/01/2016 - 18:24

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