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Sei parte di me

Ci siamo incontrati la prima volta un giorno d'estate. Stesso sangue,vissuti in due mondi opposti. Io, consapevole della mia storia sbagliata, senza sapere della sua esistenza e lui, catapultato in una realtà diversa fatta di dubbi e vuoti d'animo.
Come il sole e la luna, figli dello stesso cielo, ma che non si incontrano mai. Fino a quella torrida mattina.
Un giorno come un altro, un pomeriggio d'estate identico agli altri, o perlomeno fino a quel messaggio che mi avrebbe scosso l'intera esistenza. Annoiata dalla monotonia dei telefilm che parlano sempre della tipica famiglia americana, ho preso il cellulare per connettermi a Facebook. Oltre le notifiche mi ha sorpreso l'icona dei messaggi che ne segnava uno da leggere. Era davvero strano, era raro che ricevessi messaggi visto che scrivevo con le mie amiche tramite la chat, anzi da un bel pò di tempo comunichevamo unicamente su Whatsapp. Il mittente del messaggio non rientrava nelle mie amicizie ma notai subito che portava il mio stesso cognome. Un parente alla lontana che non avevo ancora conosciuto? Forse. Uno sconosciuto che aveva casualmente il mio stesso cognome? Poteva essere, secondo una ricerca fatta su internet anni prima, sempre per noia più che per curiosità, esistevano centinaia di persone col mio stesso cognome. Ma cosa voleva da me? Apro il messaggio. "Ciao, perdonami la domanda ma per me è davvero importante. I tuoi genitori si chiamano Christian Maggi e Annamaria Longo? Se così non fosse perdona il disturbo." I dati erano effettivamente esatti. I miei genitori si chiamano davvero così. Ma cosa c'era sotto? Cosa voleva questo dai miei? Incuriosita, rispondo di si e chiedo il motivo di quella domanda. Lo sconosciuto legge e ci mette un bel pò per rispondere. Passano almeno cinque minuti buoni prima di una sua risposta. Nel leggere quella frase quasi svengo. Un'unica frase che scuote di botto tutto quello a cui avevo creduto fino a quel momento, tutto quello che mi era stato raccontato si rivela solo una menzogna. "Credo che tu sia mia sorella, e ne ho le prove".



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Racconto scritto il 29/01/2016 - 21:00
Da Bamby Gioco Torelli
Letta n.266 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Eh, i casi della vita!
Qui, l'insolita rivelazione, che in sé è vecchia quanto l'umanità, si arricchisce dell'aspetto tecnologico che la rende straniante e inquietante. Mi è piaciuto.

Giuseppe Novellino 30/01/2016 - 18:50

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Sì, concordo con entrambi i commenti degli amici Glauco e seby, due scrittori con i fiocchi dai quali c'è solo da imparare... io mi chiedo anche: visto che l'indole della narrativa c'è, perché scrivi così poco...vedo che da ottobre non hai più pubblicato. Credo faresti bene a scrivere racconti...noi vogliamo fare un bel gruppo. Olè...a rileggerci.

Gennarino Ammore 30/01/2016 - 09:08

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Un racconto senza particolari pretese ma che si lascia leggere. C'è da correggere "comunichevamo" con comunicavamo. A presto!

Seby Flavio Gulisano 30/01/2016 - 08:45

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Racconto breve ed essenziale. Lascerei un rigo vuoto per sottolineare anche visivamente il passaggio al flash back, ma è solo per gusto personale.

Glauco Ballantini 30/01/2016 - 08:44

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