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Le ragioni di Adamo

Con il passare del tempo ho sviluppato una certa avversione per le cose preordinate, a vantaggio di un senso per l’estetica che differisce molto dal sentimento comune.
Esempio ne è il mio giardino.
Penso che l’erba vada rasata al massimo un paio di volte l’anno, senza portar via quella tagliata… perché questo impoverisce il terreno costringendo poi a elaborate contromisure per reintegrare le sostanze con concimi vari… dei quali non si conosce la provenienza.
Cosicché il mio giardino presenta un aspetto, che la maggior parte delle persone definirebbe trascurato.


Non Ho spazzato nemmeno le foglie… giacché per milioni di anni le piante le hanno posate per terra come una coperta…
per tenere in caldo le radici.
E ho visto spuntare persino i funghi, lo scorso autunno, come se ogni cosa fosse tornata al posto stabilito dalla natura.


E mi chiedo ancora:
Perché coprire certe rughe profonde, come quelle che vedo sui volti di certi anziani, scavate dall’aratro del tempo e della fatica, ma che danno la testimonianza della loro dignità?
Non me ne voglia chi le copre con la paraffina… forse nel tentativo d’imbalsamarle per un ipotetico ed effimero sapore d’eternità.


E penso a quegli alberi di mele… che da bambino raggiungevo di nascosto, per certe vie anguste, che regalavano enormi pomi succosi, e un vero senso d’ immortalità… e di paradiso.
Non è forse questa una buona spiegazione sul tanto discusso comportamento di Adamo?
Fatemi sapere qualcosa…




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Racconto scritto il 09/03/2016 - 13:51
Da Francesco Gentile
Letta n.449 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Un delicato pensiero a Rosa Chiarini. Bello e articolato il tuo commento. Ho accolto con piacere l'invito a rileggere Cesare Pavese.. Non conoscevo "Si parva licet..." che sto leggendo ora. Scrivere è una passione che richiede anche del tempo e, per ora, mi devo accontare dei ritagli.. Grazie ancora Rosa

Francesco Gentile 11/03/2016 - 11:38

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Giorni difficili, a rincorrere il tempo che fugge... Grazie Maria carissima amica, e grazie Adriano Martini per il bel commento.. e poi Margherita Pisano Rosa Chiarini e Donato Mineccia... per ognuno un abbraccio di sincera amicizia e affetto. Non mi dilungo oltre sul significato di questo piccolo pensiero in libertà. Apprezzo molto le spledide riflessioni che mi avete regalato. Spero di poter continuare a scrivere e a crescere insieme a voi... ciaoo

Francesco Gentile 11/03/2016 - 08:46

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Il punto non è la scarsa esperienza che aveva Adamo, ma il fatto che deliberatamente ha scelto di seguire Eva. Lui era un uomo perfetto, con una lunga esperienza. Dio gli diede il compito di dare i nomi sia agli animali che a tutta la vegetazione. Disubbidendo a Dio, ogni cosa che avrebbe fatto sarebbe stato arduo. Comunque bella la tua riflessione complimenti. un saluto

donato mineccia 10/03/2016 - 15:17

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Ciao Carla.. Sono più che felice del tuo lungo e profondo commento. Per la questione di Adamo ed Eva, nulla si può imputare loro se non la scarsa esperienza. Un giardino bello e complesso come quello richiedeva tempo per essere compreso. Ma non serve piangere sul latte versato. Noi abbiamo ereditato lo stesso giardino, eppure ancora non siamo capaci di apprezzarne la bellezza e l'importanza. Il pollice del giardiniere dipende proprio dall'empatia necessaria per comunicare... ed entrare in contatto con le piante e ogni altro fenomeno naturale. Amo pensare, ma è stato detto anche da altri, che sono le piante a scegliere noi.. e non viceversa. Grazie ancora. Un abbraccio affettuoso per te

Francesco Gentile 10/03/2016 - 14:04

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Ciao Loris, mannaggia... non ho potuto rispondere prima e ora mi ritrovo con dei commenti veramente corposi.. ma giustamente avevo posto un interrogativo e le risposte sono arrivate. Grazie intanto del tuo molto piaciuto perché hai risolto la questione con due parole.. ben assestate ahaha. Felice giornata

Francesco Gentile 10/03/2016 - 13:36

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Questo tuo giardino riflette il tuo amore per la natura manifestato soprattutto come rispetto per i suoi cicli,per le sue leggi che non andrebbero mai violate o ignorate. Un giardino "disordinato", apparentemente trascurato, ha il suo fascino, suggerisce l'idea del mistero, dell' ignoto da esplorare, specie alla fantasia di un bambino; è,inoltre rifugio e nascondiglio. Quanto ad Adamo, che dirti? Il tuo interrogativo mi ha spinto a rileggere dai Racconti di Cesare Pavese quello riguardante proprio Adamo ed Eva "Si parva licet..." Che dici? Tu con i racconti sei proprio bravo, ci sai fare, perché non ne scrivi uno sull'argomento? Per adesso complimenti per questa gradevole,stimolante pagina di scrittura e buona giornata.

Rosa Chiarini 10/03/2016 - 10:03

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Ti dico Francesco che la bellezza del giardino incolto non è per tutti, quando la natura cresce ha la sua originale bellezza, che spesso noi non comprendiamo, questo è il grande difetto umano, cerca sempre di raddrizzare con cesoie a suo piacimento, perché dentro ha un suo ordine che non corrisponde alla vera natura vegetale...per fortuna non per tutti è cosi! Bella riflessione! Ciao

margherita pisano 09/03/2016 - 23:30

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..ci sono state delle divagazioni sulla mela, su Eva e quant'altro. Io penso che Eva non volesse dargliela .. la mela, e quando gliel'ha data ...la mela, è avvenuto il putiferio.
A parte gli scherzi .. belle le tue riflessioni e la capacità che hai avuto di condurci da considerazioni leggere (il prato, per intenderci) ad altre sempre più impegnative.
Mi hai convinto comunque a lasciarmi crescere la barba...come hai fatto tu con il prato ... o magari a sparpagliarmi i peli sul viso, chissà se sembrerò più naturale.
Ho trovato Maria sul mio racconto e l'ho seguita fin qui nel terreno "racconti" in cui lei è meno presente perchè predilige le poesie, per quanto ho avuto occasione di notare. E' rimasta scioccata, a quanto pare. Meglio che la segua in altri commenti altrimenti finisce col perdersi.
Il tuo racconto è singolare e mi è piaciuto. Il tuo narrare è limpido, ordinato e, come ho già detto, sai condurre il lettore nel tuo ragionamento con molta abilità.

Adriano Martini 09/03/2016 - 23:13

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Hoi caro buonasera oggi sono qui nel reparto racconti ma tra te è in signor Adriano incomincio a chiedermi chi me la fatta fare..Lui con una cena dal finale da spicopatico.. tu con questo dilemma di Adamo.. stavo così bene nel reparto poesie.. ma è proprio vero il proverbio che dice chi lascia la vecchia per la nuova sa cosa lascia..ma non sa cosa trova.. ed io questa sera per fare la splendida qui nei racconti mi sono già incartata.. per tanto ti abbraccio e vado via.. Posso dirti una cosa da bravo ometto che sei pulisci il giardino va.. ciao.

Maria Cimino 09/03/2016 - 22:30

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Francesco,ma siamo sicuri che la responsabilità del "Pomo mangiato" sia solo di Eva? Ma non doveva esser Adamo ad informarla dovutamente ed a vegliare su di lei?In fondo lui,non desiderava già di suo addentare quel bel frutto bello a vedersi? Eva nel suo impeto d'amore volle condividere per farlo partecipe del dolce frutto.. e lui lo addentò. Il libero arbitrio è un dono stupendo,ma ogni scelta ha una sua conseguenza.Riflessivo e scorrevole il tuo racconto.Ho un talento da "pollice nero" ereditato da mio padre che appena vedeva crescere bene una pianta,attribuendosi il merito,subito la travasava e di una ne faceva dieci..che sistematicamente morivano tutte e dieci... che tenero che era! Certo il tuo metodo lo avrebbe affascinato. C'è un certo che di poetico nel tuo racconto e di fascino in queste foglie lasciate,là dove cadono,in questa erba tagliata e mai gettata.Mi lascia pensare al nostro passato momenti brutti o belli mai gettati,ma che rimangono come tasselli del nostro mosaico 5*

Carla Davì 09/03/2016 - 21:03

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Anch'io Francesco, lascio l'erba tagliata sul prato e lascio che le foglie se le porti il vento. In quanto ad Adamo, se cadeva da sola la mangiava lo stesso. È per scherzarci su naturalmente. Ciao buona serata.

Loris Marcato 09/03/2016 - 20:37

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Eh Salvo, Grazie! Vedo che sei entrato con tutte le scarpe nelle mie sofisticate considerazioni ahaha
Si, pensavo anche alle rughe e al problema di certe creme che ancora utilizzano le donne (molte a base di paraffina. Gli egiziani le avrebbero utilizzate per le mummie) In buona sostanza il mio e un invito a piantare alberi di mele, e invogliare chi teme le rughe a utilizzare impacchi a base di erbe o altri vegetali di produzione propria. Vabbè.. Oggi ho divagato proprio.. Ciao Amico Salvo

Francesco Gentile 09/03/2016 - 19:17

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Ciao Rocco.. bel commento. Mi è piaciuta molto la considerazione sul mio interrogativo (che ammetto essere basato su pensieri in libertà), ma la risposta è davvero arguta e mi fa riflettere. Penso che il libero arbitrio possa generare belle cose... ma, forse, siamo in una fase evolutiva troppo prematura per poterlo apprezzare veramente..

Francesco Gentile 09/03/2016 - 19:05

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Quanta affinità ho con il tuo sentire.
La permacultura, nuova tecnica di agricoltura biodinamica. Anch'io faccio come te. Ma la pacciamatura della rughe non l'avevo mai sentita. 5*

salvo bonafè 09/03/2016 - 18:48

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UN RIFLESSIVO QUANTO ARGUTO COMPOSTO MIRABILMENTE SEQUELATO.
L'INTERROGATIVO DI CHIUSA APRE A DIVERSE CONSIDERAZIONI... PER ME, MAI ESSERE SUCCUBE DI UN ALTRO O DI UN'ALTRA...
HA ADORATO EVA O HA TRADITO LA FIDUCIA DEL PADRE? ENIGMA!
LIETA SERATA FRANCESCO.
*****

Rocco Michele LETTINI 09/03/2016 - 18:39

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