Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

DUE NOVEMBRE...
Il tramonto...
Musa...
IL CUORE E L' ...
Parlami ancora!...
Storia di una vita c...
Quegli occhi...
Relax emotivo...
Terra bagnata...
Madreluna...
Nella vita non smarr...
Penzeno pe' noi...
Oro bianco...
Forse ti amo... fors...
Di là della siepe...
Grazie...
Tascapane...
Il borgo incantato...
Occhi verde Amazzoni...
L'anima si spezza so...
Per essere davvero f...
L'incudine...
S.Francesco....
E' Tempo...
Nell'ebrezza dell'az...
Nelle sere...
Pirchì scappi?...
Dentro a una parente...
Giulia...
AMOR CHE A NULLO AMA...
Il cantautore...
Spesso nelle risate ...
Terre in moto...
Oasi...
A volte il perdono r...
La mia dolce musa...
Fiammelle Autunnali...
Un mattino d'autunno...
Ch'io possa...
Il borgo...
Le vere gioie...
Non calpestate la po...
Piacere, sono IO....
RIMEDI PER CHI RU...
SOSPIRO...
Chissà se Chiara Dor...
DOLCE TRISTE AT...
baciata dalla luna...
Quel che rimane...
Ode a Trieste....
Ebbrezza marina...
Prime impressioni...
La luce negata...
Poche Luci...
Gelato a due gusti...
Alba...
RIFLESSO DI SGUARDO...
IL PRESENTE...
LE CAVERNE DEL CUORE...
Il dolore è come un ...
Campi di anime, per ...
Grigio di nebbia...
Un fiume rosso sangu...
Vola in alto Perché...
PENSIERO D'AUTUNNO...
a Charles Bukowski...
Le rapide dei sogni....
POLVERE D'AMORE...
Attimi...
Diniegato...
Al buio di una caver...
A Genti quannu tinta...
Sfumature d'indaco...
In città...
ECLISSI DI LUNA di E...
Quando va via la neb...
Problema...
adamo ed eva...
Giorni di paura...
Ho ucciso il mio Cuo...
DUBBI...
L'obeso...
ho visto Te...
la fine...
Il tuo amore per me...
Il Silenzio...
OSSERVARE ANCORA...
Ho perso il cielo st...
non camminare davant...
Il salvadanaio...
PER IL SITO...
Scivolano le ombre...
I PROBLEMI DEL ...
AUTOMA...
Dedicato da te a me...
Su questa mia terra...
Ti sento...
Er patto cor demogno...
La grotta nell’autob...
dal giorno alla nott...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it

In sanguine salus

Gli esami del sangue rappresentano, per me, una scocciatura. Io non sono di quelli che s’impressionano; non sono un ipocondriaco, e tanto meno un fobico che si tiene lontano da ospedali e da ambulatori per paura di scoprire qualche malattia incurabile. Quando l’analisi mi viene prescritta, vivo solo una specie di molesto disagio: non mi va di attraversare, a digiuno, mezza città e tornare a casa dopo tre o quattro ore.
Ma l’ultima volta ho fatto un’esperienza davvero inquietante. E poiché nessuno mi vuole credere, ho deciso di liberarmi da quell’angoscia, mettendo sulla carta il resoconto di ciò che mi è capitato.
Non ricordo come fossi venuto a conoscenza dell’ambulatorio gestito dalla Cooperativa “La Spiga”. Sotto la dicitura appariva il motto: “In sanguine salus”. La descrizione del servizio, poi, era dettagliata, prometteva efficienza e professionalità. Si trattava, insomma, di un’iniziativa privata tendente ad alleggerire il lavoro dell’Azienda Sanitaria Locale. Ma soprattutto dichiarava di voler venire incontro ai pazienti. E poi era a due passi da casa mia.
Mi diedero appuntamento per le otto.
– Fissiamo un orario preciso per ogni singolo paziente – mi aveva detto una gradevole voce di donna, per telefono. – Non dovrà fare alcuna coda. Nel giro di quindici minuti avrà finito. Pensiamo noi a consegnare al Laboratorio dell’ASL i campioni di sangue e di urina. Naturalmente il servizio è a pagamento. Costa dieci euro.
Era un buon prezzo per evitare attese snervanti.
Quel mattino, misi in tasca l’impegnativa e mi recai presso il suddetto ambulatorio.
L’ascensore mi scaricò davanti all’ingresso, al sesto piano. Mi colpì subito, appeso alla porta, l’austero motto in latino.
L’interno era sobrio, accogliente, ma piuttosto freddo. I caloriferi appena tiepidi. Nell’atrio c’era una specie di reception con sportello. Una donna magra (dalla voce sembrava l’addetta che mi aveva parlato per telefono) mi accolse con un gentile sorriso.
– Buongiorno! È lei il signor Volcic?
– Sì.
– Mi fa vedere l’impegnativa?
Gliela misi davanti.
Scrisse qualcosa e poi mi fece accomodare nella saletta, un locale poco luminoso, arredato con otto sedie e un divanetto. Sulle pareti, la frase riproponeva il suo messaggio: “In sanguine salus”. Era riprodotta su quattro targhette d’un grigio irregolare come quello di un cielo nuvoloso. In ognuna spiccavano, in caratteri gotici, le tre parole d’uno rosso intenso.
– Venga, signor Volcic – mi invitò la donna, dopo brevi istanti.
Entrai nella stanza dei prelievi, dove mi aspettavano due giovani uomini in camice bianco. Mi colpì la loro magrezza, come quella della donna che mi aveva accolto.
Uno dei due mi si avvicinò. Aveva il volto affilato, bianco come il suo indumento di lavoro. Con estrema gentilezza mi disse:
– Si segga… e scopra, per cortesia, il braccio sinistro.
Fece la sua operazione con grande cura, direi quasi religiosa.
Poi soggiunse:
– Adesso preleviamo anche dal destro.
Mi sembrava insolito.Volli obiettare, ma le parole mi rimasero in gola.
L’altro operatore, infatti, mi stava già slacciando il polsino della camicia. Chinato su di me, introdusse l’ago. Io, prima di svenire, notai la ormai nota scritta sopra il taschino del camice.
Poi mi ritrovai in sala d’aspetto, sdraiato sul divano.
– Si sente meglio? – mi chiese la donna.
Una grande stanchezza si era impossessata di me. Volevo chiedere spiegazioni, ma mi mancavano le forze. Ero in preda a una strana apatia.
– Vuole che le chiami un taxi?
– No, grazie – feci, alzandomi con grande sforzo. Non volevo il loro aiuto. Desideravo semplicemente andarmene da quell’ambulatorio. Lottando contro un violento capogiro, mi apprestai ad uscire.
La donna mi allungò un foglio con l’intestazione della Cooperativa “La Spiga” – Dopodomani, da mezzogiorno alle quattro, potrà ritirare il referto presso l’ufficio dell’azienda sanitaria.
Presi il foglio, lo piegai e mi avviai barcollando verso l’atrio.
– Non si preoccupi – fece la donna alle mie spalle. – A qualcuno capita di svenire, durante il prelievo.
A me sembrava strano e mi chiesi quanto sangue mi avessero estratto.
Prima di uscire, voltai lo sguardo verso lo sportello, dove la donna si era nuovamente collocata. La vidi farmi un cenno di saluto, strizzarmi l’occhio e alzare (come per un brindisi beffardo) un bicchiere contenente un denso liquido rosso. E bevve.
Uscii.
Lascio a voi tirare le somme.
Vi basti sapere, oltre ai fatti, che quando andai a ritirare i miei esami, ebbi una sorpresa sconvolgente. I campioni non erano mai pervenuti. Né gli operatori dell’azienda sanitaria avevano sentito parlare della Cooperativa “La Spiga”.
Allora mi recai di nuovo in quella casa. All’ingresso non c’era nessuna targhetta che indicasse l’ambulatorio dei prelievi. Salii con l’ascensore, e quando fui sul pianerottolo del sesto piano, davanti alla stessa porta, vidi che vicino al campanello spiccava un nome: Prof. Ildebrando Sanguineti.
Suonai. Venne ad aprirmi una donna di servizio, rubiconda e tracagnotta, alle cui spalle c’era un atrio del tutto diverso da quello che mi aveva accolto due giorni prima. E seppi da lei che il professore, ordinario di latino e greco presso il Liceo Classico “Cesare Cantù”, non era in casa.
Non chiesi altro e me ne andai.
Ci sarà qualcuno, tra coloro che leggeranno questo mio resoconto, disposto ad aiutarmi a capire che cosa mi sia successo?



Share |


Racconto scritto il 27/04/2016 - 18:53
Da Giuseppe Novellino
Letta n.359 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Comunicaci l'indirizzo per la spedizione del libro premio.
Cari saluti

LA REDAZIONE


Adriano Martini 16/05/2016 - 09:42

--------------------------------------

Quando la fantasia trova la scorrevolezza del racconto in una successione di immagini il cui clima riesce ad avvolgere il lettore , allora siamo sicuramente di fronte ad un'opera il cui valore non è solo il giusto primo posto sul podio, quanto la capacità di riuscire a distogliere il "poeta" o pseudo tale dal suo verbo e sedersi comodamente in poltrona a gustare. Davvero complimenti Giuseppe.

luciano rosario capaldo 11/05/2016 - 09:01

--------------------------------------

Complimenti per il podio giustamente conquistato e congratulazioni anche agli altri autori di R per il riconoscimento loro assegnato.Buona giornata

Rosa Chiarini 10/05/2016 - 05:42

--------------------------------------

Originale e scorrevole. Un racconto inquietante da far fermare il sangue nelle vene! Complimenti Giuseppe, per il riconoscimento ricevuto, davvero meritato

Carla Davì 09/05/2016 - 19:36

--------------------------------------

Piacevole racconto horror...che ha aumentato in me la paura di fare le analisi del sangue!! Complimenti per il riconoscimento, buona serata!

Chiara B. 09/05/2016 - 17:59

--------------------------------------

Grazie a voi che mi avete letto... e grazie per il riconoscimento!

Giuseppe Novellino 09/05/2016 - 12:39

--------------------------------------

Ciao Giuseppe, complimenti, meritato riconoscimento. L'avevo letto e gradito a suo tempo. Ciao buona giornata.

Loris Marcato 09/05/2016 - 10:08

--------------------------------------

Vampiri, non c'è dubbio, cruenti ma non troppo, forse per prudenza, a loro salvaguardia, anche al giorno d'oggi non manca certo chi da loro la caccia. Ottimo, un saluto

Luciano Bellesso 29/04/2016 - 01:38

--------------------------------------

Refuso: giustificare

Rosa Chiarini 28/04/2016 - 23:02

--------------------------------------

Refuso: giustificare

Rosa Chiarini 28/04/2016 - 23:02

--------------------------------------

Il racconto, surreale per la situazione che narra, viene abilmente offerto con un tono e un linguaggio talmente normali da
apparire assolutamente credibile e giuqstificare l'interrogativo finale,che coinvolge l'ingenuo lettore che potrebbe cadere nella tentazione di trovare una spiegazione plausibile.Letto con molto piacere.

Rosa Chiarini 28/04/2016 - 22:59

--------------------------------------

Un bel racconto geniale e originale, che avvolge il lettore in un clima surreale... (medici magrissimi che succhiano sangue da tutte le braccia) per questo incalzante e piacevole. Poi stimola con la bella domanda... ma è imutile tirare a indovinare. Mi viene da pensare al problema delle cooperative (tutte sotto inchiesta)... ma mi sembra troppo fuori tema.. ah ah ha. Complimenti professore

Francesco Gentile 28/04/2016 - 11:26

--------------------------------------

Credo che all'autore interessi sapere cosa sia successo. E' semplice, un eccesso di fantasia che non nuoce alla salute sia fisica che mentale. Il nostro autore ci ha ormai abituato, con la sua dotta scrittura, a situazioni che vanno dall'inverosimile al grottesco.5*

salvo bonafè 28/04/2016 - 09:38

--------------------------------------

Bello, in tutti i sensi. Che sia scritto molto bene, direi quasi in modo avvolgente, non ci piove, ormai lo sappiamo...ma l'idea, geniale, cosa darei per avere una tale fantasia. Ho tentato di capire perché Volcic, ma non ho trovato spiegazioni. Ah, dimenticavo, la scrittura con l'io narrante in prima prsona la adoro, e la uso pure io. Superfluo dire quante stelle... un saluto.

Marcello Belan 28/04/2016 - 07:20

--------------------------------------

Lieto che vi siano piaciuti questi miei vampiri che succhiano il sangue con regolare appuntamento e impegnativa.

Giuseppe Novellino 27/04/2016 - 23:10

--------------------------------------

Quello che ti è successo è spiegabile: hai scritto un racconto bellissimo,trama originale, gradevole lettura.
A proposito sono una patologa clinica e il sangue è il mio pane quotidiano!!!!!!!! . 5*

Gabriella De Gennaro 27/04/2016 - 22:04

--------------------------------------

Racconto dettagliatissimo, se non è uno scherzo, viene da pensare a un brutto sogno, ma è troppo semplicistico e ci avrai già pensato. Lascio ad altri... comunque bel racconto. Ciao Giuseppe.

Loris Marcato 27/04/2016 - 22:03

--------------------------------------


Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?