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IL PONTE

Susan aveva trentotto anni ma ne dimostrava il doppio. Aveva due solchi sulle guance tra il naso ed il mento che le davano un’espressione di grande tristezza. Le borse sotto gli occhi poi esaltavano la disperazione che tutto il suo volto emanava. Certo in quel momento era l’unica espressione che poteva avere una che sta da tre ore appesa ad un ponte del cavalcavia di quella strada a grande scorrimento di Los Angeles . Grande scorrimento sempre, tutti i giorni, un vorticoso correre di automobili, autotreni, motociclette, tutti i giorni tranne quel giorno: un giorno qualsiasi di un mese qualsiasi di una anno qualsiasi per Susan. Un giorno importante per altri, importantissimo per alcuni, un giorno comunque da vivere per tutte quelle persone rimaste lì sotto, bloccate da lei, da quel gesto minacciato da tre ore . Buttarsi giù dal ponte no, non si poteva consentire un gesto del genere ad una giovane donna; era doveroso bloccare il traffico, mettere in moto tutto il sistema dei megafoni con i soliti agenti che cercano di dissuadere l’insano proposito.
<<Hanno messo le reti sotto, stanno cercando di convincerla a risalire. Se si butta da lì si sfracella, il dislivello è notevole. Di sopra le auto non possono passare perché la strada è interrotta, a causa di uno smottamento>>
<<Ma quanto tempo è che sta lì, io devo prendere servizio, finalmente ho trovato un impiego in un’agenzia di assicurazioni, ho telefonato per spiegare l’accaduto, mica è colpa mia se sono rimasto imbottigliato in questo ingorgo, ma ho paura che non mi credano, è troppo importante l’impressione che si dà il primo giorno…>>
<<Poveraccia, mi hanno detto che soffre di depressione da parecchio tempo, è una border line, seguita dal centro di igiene mentale, ma cavolo il mio cellulare si è scaricato, lo sapevo…Mi era rimasta poca batteria, mi fa telefonare per favore? Devo avvertire mia moglie che non potrò andare a prendere nostro figlio al college, peccato, aveva ottenuto un giorno in più di vacanza, desiderava tanto arrivare in tempo per il compleanno della madre!>>
<<Sì… ma si decidesse, mi sta venendo una crisi isterica, non si può stare fermi per ore, abbiamo tutti da fare, io la capisco, sono stata depressa anch’io, ma mica c’è bisogno di questi gesti plateali! Quando stai male veramente soffri in silenzio, date retta a me, quella lo sta facendo solo per attirare l’attenzione, ma io devo andare via di qui, non ce la faccio più, impazzisco a perdere tempo così.>>
<<Dai , Susan, buttati, buttati>>Iniziò ad urlare il giovane che doveva prendere servizio.
<<Bu-tta-ti Bu-tta-ti>>, un piccolo gruppo iniziò a scandire.
Sempre più forte la folla spazientita intonò il macabro incitamento.
<<BU-TTA-TI BU-TTA-TI BU-TTA-TI>>oramai tutti urlavano.
<<Ma siete impazziti…>> un agente inorridito guardò impotente la folla che come in un’arena arringava la giovane donna. La quale smarrita, ebbe un fremito di disperazione decisiva. In quel momento quattro mani afferrarono le sue esili braccia.
Risolto, tutto risolto… il traffico riprese a scorrere come sempre.



Ispirato ad un fatto di cronaca vero che mi ha inorridito
"Spinge suicida dal ponte"
In Cina un passante decide di buttare giù un uomo che dopo aver bloccato il traffico per 5 ore ancora non si era lanciato

Un passante spazientito da un aspirante suicida che dopo 5 ore, e il traffico bloccato, ancora non si decideva a buttarsi da un ponte ha deciso di affrontare la situazione. È salito sul ponte di Haizhu dove l'altro penzolava, ha cercato di dargli la mano e alla fine lo ha buttato giù. Il fatto è successo a Guangzhou, città del sud della Cina, dove Chen Fuchao, ha riportato l'agenzia governativa Xinhua, ha fatto un volo di 8 metri atterrando su un materasso di emergenza parzialmente gonfiato e procurandosi danni alla spina dorsale e ad un gomito.


«Le persone come Chen sono molto egoiste» si è giustificato il passante, Lai Jiansheng, intervistato dal Beijing Morning Post. Il quotidiano pechinese ha spiegato che a spingere al gesto estremo Chen Fuchao era stato un debito di 2 milioni di yuan (circa 210mila euro) per il fallimento di un progetto edilizio.




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Racconto scritto il 26/08/2016 - 11:23
Da SILVIA OVIS
Letta n.245 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


mi sono ispirata a questo fatto di cronaca di sette anni fa, rielaborai
la notizia cambiando i luoghi...l'ho messo sul sito perchè mi rendo conto che la globalizzazione del cinismo e dell'egoismo ha superato di gran lunga quello che in questo racconto si evidenzia, tanto che oggi definirei questo quasi un piccolo episodio. Mi sembra infatti che il mondo sia molto peggiorato

SILVIA OVIS 27/08/2016 - 01:40

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Egoisti e senza cuore sono quelli che preferiscono uccidere una persona piuttosto che perdere ore del loro tempo "prezioso", Molto riflessivo e brava anche per averci informato di questa brutta storia avvenuta in Cina! Buon pomeriggio, 5*

Chiara B. 26/08/2016 - 15:37

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