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C'era una volta un muro. Favola

Era un muro normale, la parete esterna di una casa. Una casa normale di una città normale.
Probabilmente un po' malandato, sbreccato e forse con qualche scritta e qualche tag.
Poi divenne un muro disegnato.
A qualcuno, qualcuno che aveva un ruolo pubblico, venne in mente di pagare un ragazzo, o forse un uomo...di quelli denominati graffitisti o graffitari o street artists perché lo decorasse. Così il muro divenne un muro dipinto.


O meglio disegnato, perché di colore mon ce n'era. Tecnicamente ben fatto, artisticamente freddo secondo me. Ma certo il muro era migliorato…tanto da far desiderare che questa novità, dipingere i muri, potesse prendere piede.
Tutto bene, altri muri furono disegnati dall'uomo col nome di colore e da altri ragazzi che sapevano e amavano farlo. Alcune volte su richiesta, altre solo perché avevano voglia di farlo.
Quando si parlava di muri con la gente tutti rispondevano che quelli si, erano "belli" mica le scritte, le tag "gli scarabocchi" che degradavano la città.
Naturalmente qualcuno, come me, non era d'accordo. Vabbè i disegni figurativi e tecnicamente ben fatti, ma vuoi mettere l'anima, il colore, la vitalità delle scritte e dei tag?
Ma un giorno, bello? brutto?, a un signore che si occupava di arte, un critico, venne un senso di dispiacere al pensiero che tutto potesse finire rovinato, sgretolato, sciupato e pensò, credendola cosa buona, di salvare la street art.
Chiese aiuto a chi poteva darglielo, e iniziò l'opera, difficoltosa, difficile, quasi chirurgica, di rimozione di alcuni di questi lavori. Salvati ed esposti in un luogo consono si sarebbero mantenuti e avrebbero raccontato ai posteri che ai nostri tempi esisteva questa forma di arte e di libertà.
Apriti cielo, l'uomo col nome di un colore, senza riflettere e forse aizzato da chi non gradiva tutta la questione, si scagliò contro gli ideatori del salvataggio. Ma non solo, iniziò a coprire, ridipingendoli con del colore grigio, i suoi lavori. Anche quelli che gli erano stati pagati.


E il muro, che all'inizio aveva una sua dignità di muro nel colore dominante in città, diventò una brutta cosa grigia.
Era triste il nostro muro, grigio non era il suo colore, lo imbruttiva……e quando passavano i ragazzi con le bombolette, che andavano ad abbellire e scrivere su altri muri lui sospirava e gemeva.
Ma un bel giorno qualcuno percepì magicamente il suo desiderio, e il suo lamento, e come per incanto apparvero sul grigio i primi graffiti colorati.
Che saranno seguiti, io spero, da tanti altri, da scritte e tag e disegni allegri, finchè il triste muro di quella città diventerà uno dei più bei muri mai visti!




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Racconto scritto il 11/09/2016 - 21:06
Da Marilla Tramonto
Letta n.462 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Ciao Marilla. Bhe mi sono appena iscritto e nn ho mai postato nulla per cui non ci siamo mai conoaciuti ma sono contento di farlo attraverso i tuoi scritti. Ciao

Ilario Lekin 13/09/2016 - 17:29

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Ilario Lekin, intendevo averti conosciuto come scrittore, magari in questo sito. Il tuo stile mi è sembrato familiare, tutto qui Buon pomeriggio!

Marilla Tramonto 13/09/2016 - 15:21

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Grazie ancora Marilla.. conoscerci? non credo, sarebbe una coincidenza micidiale

Ilario Lekin 13/09/2016 - 14:33

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Ilario Lekin….intanto un roboante GRAZIE, e poi…ma non è che ci conosciamo? Comunque rinnovo i complimenti per il tuo racconto, riuscivo a vedere la scena, leggendo

Marilla Tramonto 12/09/2016 - 21:59

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Grazie Mary L:, sei gentilissima

Marilla Tramonto 12/09/2016 - 21:56

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Sono alla terza rilettura del racconto. Passaggi di tenera poesia. Complimenti

Ilario Lekin 12/09/2016 - 21:32

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che dolcissima favola wow bravissima, 5* e un abbraccio

Mary L 12/09/2016 - 15:41

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P.S.: La "favola" del muro grigio è una storia vera che i bolognesi conoscono bene. C'è stata anche una BELLISSIMA mostra sulla street art voluta da Roversi Monaco...

Marilla Tramonto 12/09/2016 - 15:10

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Ringrazio Rocco Michele salvo bnafè…sopratutto perché mi dice bellissima (!!!!) non vado da nessuna parte salvo, ma avrò poco tempo per internet e Ilario Lekin che ancora non conoscevo: stavo leggendo con gusto un racconto di ex e scarpe n. 39…mi sono dovuta assentare e il racconto non lo trovo più!!! :o

Marilla Tramonto 12/09/2016 - 15:06

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Ilario Lekin 12/09/2016 - 14:22

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Marilla cara,
i graffiti e la street art mi piacciono e condivido la tua idea. Ci sono posti, città, anche in Italia, dove questa arte è regolamentata e permessa, ridando vita e colore a muri degradati
dal tempo e in stato di abbandono.
Apprezzo il tuo racconto. come sempre ben scritto e meritevole. Non apprezzerò la tua assenza. Dove vai?
Ciao amica bellissima.
Salvo

salvo bonafè 12/09/2016 - 12:02

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UN RACCONTO PIACEVOLE PER LA SUA SCORREVOLEZZA E... PER QUANTO TRASMESSO CON ARGUTO COSTRUTTO.
LIETA SETTIMANA MARILLA.
*****

Rocco Michele LETTINI 12/09/2016 - 11:17

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ANNA BAGLIONI 12/09/2016 - 11:13

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Grzie ANNA, non è per fere…..ma spero che si risolva tutto presto e bene!

Marilla Tramonto 12/09/2016 - 11:10

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Ciao Marilla io ho disegnato quel grigio muro con 5 stelline colorate con i colori della speranza ....spero che la tua assenza sia dovuta solo per in periodo di ferie. Un'abbraccio carissima

ANNA BAGLIONI 12/09/2016 - 10:58

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Ringrazio chi mi ha regalato tre stelline in anonimato…meglio di niente
Approfitto per scusarmi se sono e sarò poco presente per un po', sia nella pubblicazione di cose mie che nei commenti,ogni tanto pubblicherò qualcosa di vecchio…per non perdere il posto.
Buona giornata

Marilla Tramonto 12/09/2016 - 10:14

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