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Il santone

Non avevo ancora quindici anni, il giorno del ventiquattro Dicembre passavo per una via principale del mio paese, con un cielo bigio e umido, poco nebbioso, quando in un angolo della strada sul marciapiede vidi un anziano seduto in una seggiolina di spiaggia, vestito normale e bene equipaggiato. Al primo momento pensai che fosse un mendicante, ma la mia curiosità mi spinse a chiedere prima di ogni altro:
“Scusi Signore, Le serve aiuto?”
Lui rispose: “No, aspetto la corriera per il Gioeni, una borgata del paese.”
“Ma guardi che è già passata!” dissi e l’anziano ribatté:
“Non fa niente, aspetto la prossima corriera.”
“Ma l'altra passa domattina!” affermai.
“E va bene, vuol dire che andrò a piedi. Ho buone orecchie e il mio udito mi porta ovunque.”
“Non capisco, si spieghi meglio.” pregai.
“Caro ragazzo, la vista noi l'abbiamo nel cervello grazie all'udito e non dimenticare mai che per avere molta vista bisogna ascoltare, ascoltare tanto tanto adesso ti chiedo di chiamare un taxi dirimpetto."
“Va bene vado subito” ma al mio ritorno l'anziano non c'era più e ancora oggi penso sempre quell'insegnamento del santone, così lo definisco io.



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Racconto scritto il 17/12/2016 - 20:22
Da Salvatore Rastelli
Letta n.1642 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Bel racconto

Sildom Minunni 17/12/2016 - 21:36

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