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IL NUOVO ORDINE- Prima Parte.

Piccola premessa: questa spy-story è il seguito di RIUNIONE D'EMERGENZA, che scrissi tempo fa nelle scritture e segue gli avvenimenti di NIENTE REGOLE.


IL NUOVO ORDINE


L'agenzia, se l'era vista brutta, nell'ultimo periodo, ma ne erano usciti. Per riuscire nell'intento, però era stato necessario, costituire una nuova sezione: la S001. Con il compito di addestrare agenti da usare nelle missioni ricognitive, che avrebbero spianato la strada agli agenti operativi, svolgendo le indagini. In questo modo, ci sarebbero state meno possibilità di essere scoperti, poiché anche qualora saltasse una copertura, restava solida quella degli agenti operativi, o viceversa. Meno possibilità di errore, più precisione negli interventi, ma qualcosa non aveva funzionato nella prima missione. Mallhoy, stava appunto andando a parlare con il capo della sezione, S001: Shadow. Per poco non venne travolto da un ragazzo.
<<Mallhoy!>> Lo salutò Shadow. Era alla scrivania, scuro in volto.
<<Shadow>> Disse entrando e andando a sedersi. <<La sezione Et627, ha fatto rapporto.>> disse ancora.
<<Abbiamo le carte. Ma quell'imbecille si crede un operativo!>> Mallhoy, abbozzò un sorriso.
<<Potrebbe esserci utile, in futuro.>> Shadow, capì subito.
<<Sei una vecchia volpe. Sì, sarebbe una spalla perfetta. Ma va addestrato a dovere.>> Shadow gli piaceva. Era risoluto, forte, arguto.
<<Un rimpiazzo è fuori discussione. Queste sono le carte. Il tuo uomo deve prendere contatti, e agire.>> Mallhoy annuì.
<<Fattore di rischio?>> Volle sapere.
<<70%. serve un uomo che sappia trarsi d'impaccio, alla svelta.>> Mallfoy sorrise.
<<Ho il tipo adatto. Ma h bisogno che uno dei tuoi gli copra le spalle.>> Shadow, annuì.
<<Bene. S2D può farlo, è un ottimo elemento.
<<Perfetto. La questione è chiusa, per ora.>> Mallhoy si alzò con eleganza. <<Fammi sapere della mia idea.>>
<<Ne riparleremo tra due settimane.>>Mallhoy uscì. Sì Shadow era il tipo giusto. Ma sotto sotto era contento, di quel primo fallimento. Gli piaceva avere il controlla della situazione. Ma teneva ai suoi uomini, e sapeva che quella nuova sezione era necessaria. Avrebbe ripristinato quella zona d'ombra che aveva decretato il successo dell'I.C.G.A e che si era persa, nelle ultime missioni.


Nick era inquieto. Era stata una settimana tranquilla, considerato il fatto che era in missione. Ma avevano dovuto spostarsi, e quella storia non gli piaceva. Aveva una nuova identità. Andrew Locner. Amministratore delegato di una grande compagnia. Aveva così potuto avvicinarsi al titolare della società, che riciclava denaro sporco, mediante speculazioni finanziarie. Entrò nella sua stanza d'albergo. Era stato invitato lì, dal titolare, per conoscere il suo socio.
Eseguì le operazioni di rito.
Ispezionò telefono, lampade, specchi e ogni altra cosa. Trovò due ricetrasmittenti, una nel telefono e una dietro un quadro. Non fece nulla per rimuoverle. Si spogliò, andò in bagno e si fece la doccia, con tutta calma. Canticchiò perfino.
Perfettamente rilassato, tornò in camere, disfò le valige, si vestì ed uscì. Quella volta, la sua copertura aveva una moglie, rimasta opportunamente a casa. Inizialmente se ne era chiesto il motivo, ora cominciava a comprenderlo. Dal cellulare, nuova invenzione di Sharley, solo lui poteva toccarlo, grazie ad uno speciale sensore, che riconosceva le sue mani, chiamò Mallhoy.
<<D420, problemi?>> Mallhoy era ricettivo, ma sembrava tranquillo.
<<Due cimici nella camera.>>
<<Era prevedibile. Le lasci lì e si attenga al piano. Tra un ora le invierò le modifiche.>>
<<Perfetto signore.>> Chiuse la chiamata e tornò verso l'albergo.


Risalito nella sua stanza, chiamò il servizio in camera, per farsi portare la colazione, che aveva saltato. Si comportava tranquillamente, come se ogni cosa fosse normale, cercando di comportarsi con naturalezza. Sapeva per esperienza che neutralizzare le microspie, sarebbe stato controproducente, primo perché nessuna persona “normale” si sarebbe preoccupata di cercarle, secondo perché sarebbe stata un'ammissione di colpevolezza. Il computer lo distrasse dalle sue riflessioni. Una mail in arrivo. Era di Mallhoy. L'aprì e lesse velocemente il testo. Diamine! Quelle non erano modifiche! Chiuse il portatile con un colpo secco. Quello che gli aveva mandato il suo capo era un vero copione! Ma che cavolo gli era venuto in mente ai suoi capi? L'avevano scambiato per un attore? Trasse un respiro, e cercò di calmarsi, se avesse continuato a camminare, così per la stanza, avrebbe finito per aprire un solco nel pavimento, ironizzò, riacquistando il controllo. Doveva attenersi al piano. Sedette sulla poltrona, e riprese il PC. Doveva memorizzare quella specie di codice nel minor tempo possibile.
Dopo un'ora si staccò dal monitor, aveva bisogno di riposare un po'. Il telefono stava squillando. Fece un respiro e andò a rispondere. Era il suo ospite. Smith.
<<La stanza è di suo gradimento?>> Chiese con la sua voce, stridula, e falsamente amichevole.
<<Perfettamente di mio gusto.>> Rispose in tono neutro.
<<Ne sono lieto. Pranza con me?>>Falsa sollecitudine, grondava dalle sue parole.
<<Certo. Con immenso piacere.>> Nick rispose, pronto. Doveva tenere la guardia alta, e il controllo della situazione. Ne andava del successo del piano, ma era in gioco anche la sua vita, e ne era consapevole.
Secondo Mallhoy era tutto tornato ala normalità, eppure c'era una nuova figura e un nuovo reparto, all'agenzia. Anche l'agente che avrebbe dovuto rinsaldare la sua copertura, apparteneva alla nuova sezione. S2D. Chissà che tipo era. Non amava lavorare coi nuovi, era sempre un rischio e poi quella missione era già cominciata male, a causa di uno di quelli.
Scacciò dalla testa quei ragionamenti. Chiuse la chiamata col suo interlocutore, e cominciò a prepararsi. Doveva restare concentrato ed evitare passi falsi. Quella missione dipendeva in gran parte, da lui.


Era esausto. Si lasciò cadere sul letto, perfettamente conscio che osservavano ogni suo gesto. Ecco il contro senso della sua professione. Conduceva una vita d'ombra, lottava per mantenere un basso profilo, eppure era sempre in vetrina, c'era sempre qualcuno a controllare le sue mosse, Sharley, il suo capo, i suoi nemici. Erano considerazioni pericolose, ma inevitabili. Chiuse gli occhi. Non poteva perdere la concentrazione. Il telefono squillò.
<<Si?>> Rispose annoiato.
<<Amore!>> Una voce, dolce e appassionata. <<Perché non mi hai chiamata?>> La voce mise il broncio.
<<Cara, su dai, sono qui per lavoro. A casa tutto bene?>> Replicò mandando a memoria le direttive di Mallhoy.
<<Ma certo! Cosa ti spettavi? Mancava l'uomo e crollava tutto?>> La voce rise. Frase perfetta, con un significato preciso.
<<Meno male che hai chiamato, mi annoiavo!>> Lei, gli aveva fatto capire che dal comando non c'erano notizie cattive, lui le aveva risposto che per il momento la situazione era tranquilla.
<<Mi spiace. Sai già quando torni?>> Ovvero, tradusse Nick, mentalmente, hai già avuto contatti di rilievo?
<<No.>> Risposta secca, che andava sempre bene.
<<Caro, ora devo andare, che vengono le amiche per il te'>> Che frase borghese, per dire che doveva chiudere e fare rapporto.
<<Certo, non ti preoccupare, cara, ci sentiamo stasera.>> Rispose, la chiamata si chiuse con un click. Nick sapeva che avevano ascoltato tutto, ma era ottimista, difficilmente poteva sembrare una conversazione tra spie. E così, quella era la voce di S2D. Una voce matura, ma non troppo. Sicura, ben calibrata. Anche le pause, e le inflessioni erano giuste. Chissà com'era. Si chiese. La sua era pura e semplice curiosità professionale, dettata sopratutto dalla novità della situazione. Era la prima volta che lavorava con un agente, senza averlo mai visto.
Chissà cosa stava facendo la sua Francesca in quel momento. Pensiero pericoloso. Si alzò, aprì la finestra e respirò una boccata d'aria. Avrebbe voluto una sigaretta, ma non poteva. Andrew Locner non fumava. Scosse la testa. “Nervi d'acciaio”. Ecco cosa serviva in missione. Chiuse la finestra, e guardò l'orologio. Erano le 17:00. la sua fantomatica moglie, gustava il suo fantomatico tè, e lui era in attesa d'istruzioni. Il suo cellulare s'illuminò, e un messaggio apparì sul suo display. Era Sharley. Il messaggio conteneva poche frasi, e l'avviso che tra un ora avrebbe ricevuto una telefonata “d'affari”. A quanto pareva, alla sezione AD312 avevano studiato ogni dettaglio di quella copertura.


Fine prima parte.




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Racconto scritto il 20/01/2017 - 13:03
Da Marirosa Tomaselli
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