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DIALOGO A SENSO UNICO (una parte)

...


- A cosa stai pensando?
- Come?
- A che pensi?
- Ah, a niente. Perché?
- Mi sembri assorta.
- No. Sono solo stanca.
- Ho l'impressione che tu debba dirmi qualcosa.
- No, davvero.
- Sai? Vorrei portarti a fare un giro. Non so, mi piacerebbe andare a fare una passeggiata con te. Ti va?
- Sarebbe carino, ma credimi sono proprio stanca. Oggi ho avuto a che fare con troppa gente, non ho avuto un solo momento di tranquillità.
- Capisco. Ma proprio per questo credo che ti farebbe bene distrarti e prendere un po'd'aria.
- Perdonami, non mi va. Preferisco stare a casa e magari addormentarmi leggendo il mio libro. Perché non esci tu?
Vai a fare una passeggiata, se è quello che vorresti.
- Marianna, io vorrei fare una passeggiata, ma con te, non da solo.
- Perché non telefoni a Luis e gli chiedi di venire con te? Potreste anche andare a bervi qualcosa da qualche parte!
- Se esco con Luis torno tardi. Lo conosci. Lo sai che con lui non si torna mai a casa prima dell'una di notte!
- Già, ma domani sei riposo dal lavoro, puoi dormire quanto vuoi. Vai a divertirti. Non pensare a me, io tra poco andrò a letto. Sul serio.
- No dai. Io preferisco restare qui con te. Non importa se andrai a letto presto. Verrò a dormire anch'io. Domani mattina anche se non lavoro ho degli impegni con mia madre. Mi alzerò presto comunque.
- Come vuoi. Non sapevo vedessi tua madre. Salutamela tanto. Si ferma qui da noi domani sera?
- No, non credo. E poi domani sera dobbiamo a cena a casa di Gianni e sua moglie, ricordi?
- Oh, che scocciatura. Non mi ricordavo affatto.
- Se preferisci gli dico che abbiamo un impegno! Ci teneva molto però, da quando è tornato dalla Germania non ci siamo ancora visti. Sua moglie, che carina, vuole farci assaggiare le specialità della sua terra.
- Cioè?
- Lei è pugliese, di Ostuni, la città bianca. Bellissima. Dovremmo andarci questa estate! Che ne dici?
- Enrico, non so nemmeno cosa avrò voglia di fare domani!
come posso pensare a quest'estate? Andiamoci, domani sera. I meridionali sono permalosi. Non vorrei che ti prendessero in antipatia, visto che ci devi lavorare assieme ed è considerato importante nella vostra azienda.
- A me fa piacere andarci. Lo considero un amico, non un collega. Se non vuoi venire, posso sempre dire che non ti senti bene, e andarci da solo.
- Non so. Domani vedremo. Scusa. Vado a leggere il mio libro.
- Certo, figurati. Ora vengo anche io.
- Basta che non ti metti a guardare la televisione. Mi distrae da ciò che leggo.
- Non voglio guardare la tv. Guarderò te.. amore.
- Me?
- Si. Sei bellissima quando leggi.
- Non dire sciocchezze. Non puoi fissarmi mentre leggo. Mi metteresti a disagio.
- Allora leggerò un libro anch'io. Sceglilo tu per me. Ti va?
- Mah.. non saprei. A te i filosofi non interessano. Forse ti consiglierei un libro di botanica. Ci sono tantissime fotografie interessanti.
- Pensi davvero che non possa leggere un libro e debba guardarne solo le figure?
- No. Penso che, dato che non ti ho mai visto leggere prima di addormentarti, e dato che quei pochi libri che ti ho regalato sono rimasti intonsi sulla mensola, forse preferisci leggere sulle piante e cercare il nome di quelle che abbiamo.
- Voglio leggere un libro. Quale mi consigli?
- Quello che ti ho regalato l'anno scorso a Natale!
- Qual'è? Perdonami, non me lo ricordo.
- Ah no? Non importa. Senti, leggi quello che vuoi. Io sono stanca, leggerò dieci minuti e mi addormenterò.
- Non sei molto di compagnia vedo. E non apprezzi il fatto che sia rimasto a casa per stare con te.
- Sono stanca. Ho mal di testa. Ti avevo suggerito di uscire con un amico.
- Tu sei sempre stanca.
- Io sono sempre stanca? Si, può darsi. Faccio un lavoro stressante. A casa ho bisogno di pace e silenzio.
- Tu non mi ami più.
- Ahhh, no eh. Non iniziare con questi discorsi paranoici!! Non mi va di discutere anche adesso.
- Ammettilo.
- Enrico, basta, ti scongiuro. Cambia pensiero.
- Come se fosse semplice!!
- Sei assillante. Lasciami tranquilla, per favore.
- Vorrei che facessimo l'amore adesso.
- Ma come ti viene in mente? Ti ho appena detto che sono stanca e ho mal di testa!
- E' la cosa più bella che ti potessi dire, e tu mi hai risposto nel modo peggiore.
- Tu esageri sempre! Rilassati ora, per favore.
- Marianna.. io ti amo.
- Amarsi non significa essere sempre in perfetta armonia. A volte si resta soli, a ristabilire il proprio equilibrio, e poi ci si ritrova. E' lunga la vita insieme. Non possiamo stare sempre appiccicati.
- Tu non mi ami.
- Basta. Spengo la luce. Adesso dormiamo. Domani parliamo. Non ce la faccio più. Mi scoppia la testa.
- Si si. Va bene. Sempre come vuoi tu.


Marianna spense la luce. Nel buio caddero alcune lacrime silenziose sul suo cuscino. Enrico si alzò dal letto, scese le scale e andò sul divano a guardare la televisione.


M.M.




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Racconto scritto il 01/02/2017 - 14:22
Da MARIA MADDALENA MERISI
Letta n.327 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Un rapporto di coppia in discesa libera. Ognuno per se... è l'indifferenza a chiederlo.
Lieto meriggio, Maria Maddalena.
*****

Rocco Michele LETTINI 01/02/2017 - 14:55

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Incomunicabilità ? forse i due ancora non si conoscono perfettamente o forse hanno aspettative diverse. Unico denominatore comune è l'insoddisfazione e la scarsa comprensione della vita di coppia. Ridondanti i luoghi comuni, lettura scorrevole e molto partecipata.
Attendo ansioso il seguito !!!

ALFONSO BORDONARO 01/02/2017 - 14:44

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Bel dialogo, non so se a senso unico, ma certo si capiva che non portava a nulla...
Aspetto le altre parti o la seconda parte.
Buina giornata Maria Maddalena.

Loris Marcato 01/02/2017 - 14:37

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