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SEME DI LUCE

Sono nata da un seme nero. La foresta oscura è il mio rifugio. Qualsiasi cosa che mi appartiene risiede nell'oscurità. Questo buio é la mia casa mentre la luce, a cui ambisco profondamente, é un ambiente che non mi appartiene. Lotto tutti i giorni per vivere nella luce, ma alla fine non è mai come stare a casa, nel buio.
Tu per me rappresenti il crepuscolo, il momento più bello, il passaggio dalla luce alle tenebre, dall'apparenza all'essenza. Tu sei la mia casa, perché rivedo in te il mondo che mi appartiene. Credo, però, anche nel cambiamento; ogni cosa nasce e si trasforma innumerevoli volte, spero che una di quelle volte io arrivi ad essere ciò di cui mi sto tanto sforzando di essere. So che il buio farà sempre parte di me o che io farò sempre parte di lui, non importa, voglio combattere contro le forze dell'universo che mi hanno forgiata ed essere qualcosa di migliore.
Molte volte mi sono chiesta se fosse stato giusto perdermi in ciò che so di essere, dicono che il modo migliore per trovare la strada é quello di perdersi. Poi l'ho vista, era così bella, candida e splendente, mentre avvolgeva il volto di un uomo, ne era completamente immerso. Nato da un seme di luce, la portava con se ad ogni passo trasferendola agli oggetti, alle persone, come un'onda di elegante grazia e soave leggerezza. Non so con esattezza se questo incontro sia stato un caso fortunato o un tragico evento, perché da allora ho sempre più brama di luce. Lei mi si avvicina ed io mi protendo per afferrarla, poi mi scivola dalle mani, non riesco a catturarla, a farla fluire in me. "Forse sta proprio in questo il mio errore" mi dico, "non dovrebbe essere qualcosa da possedere, da afferrare. Forse dovrei solo comprenderla e il suo seme si depositerà in me".
Ho desiderato così tante volte di appartenerLe. Nei miei sogni più lieti, la accarezzo e lei mi ricambia, sorridente.


È l'alba di un un nuovo giorno, i sensi si risvegliano, lentamente, uno dopo l'altro. Per primo l'udito e sento in lontananza il dolce suono del mare, poco dopo l'olfatto con un lieve profumo di fiori che si protende giù fino ai polmoni. Le fresche lenzuola di lino velano il mio corpo, che ne percepisce la leggerezza. Alzo lievemente le palpebre come risvegliatami da un lungo sonno. Una lieve brezza sfiora le grandi tende bianche alla finestra, dalla quale entra un'immensa, folgorante e candida luce. Questa luce penetra in me e pianta il suo seme.
Sono nata, questa volta, da un seme bianco. Il mare luccicante é il mio rifugio. Qualsiasi cosa che mi appartiene risiede nella luce. Questa luce é la mia casa, non desidero altro. Vado alla finestra, prendo un grande respiro e, finalmente, la luce fluisce in me.
Sorrido.




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Racconto scritto il 02/02/2017 - 23:30
Da anima errante
Letta n.313 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


bello il tuo momento di luce e buio un bel racconto

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 03/02/2017 - 13:09

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Tutti abbiamo in noi mo.enti di buio e momenti di luce splendente.Bello il tuo anelito di luce..e, nella vita, non vi si deve msi accontentare. Bel racconto.

Teresa Peluso 03/02/2017 - 12:54

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Adoro il tema della luce: così antico, ma allo stesso tempo sempre attuale. Per non parlare del suo eterno contrasto con il buio.. Bellissimo racconto, complimenti.

Enapia . 03/02/2017 - 11:54

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