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I Provini

È una giornata caldissima, per la capitale: il sole e l’afa però, non impedisce la presenza e ne tantomeno ferma le aspettative dei tanti che si sono iscritti. Le arti sono le più svariate, e la fila al di là del cancello richiede ore di attesa. L'ingresso è stato stabilito alle otto e mezza del mattino, ma già dalle prime luci dell’alba c’è un nutrito gruppo che freme. Cinecittà è stata letteralmente invasa dai tanti aspiranti concorrenti; il casting termina alle quattro del pomeriggio, e nel frattempo molti addetti ai lavori sono ancora dentro. All'interno del cortile ci sono ancora diverse file di artisti, che ci raccontano le loro esperienze, le loro speranze, parlano dei loro talenti e delle nuove amicizie create, della tensione per l'attesa, che varia a seconda delle discipline. I provini si svolgeranno anche domani, domenica 26 giugno, naturalmente la macchina dello show è ancora nella sua fase iniziale: i partecipanti infatti, stanno prendendo parte alle selezioni che consentiranno di accedere al turno successivo. I quattro giudici Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Nina Zilli e Frank Matano arriveranno in una seconda fase, quando la produzione avrà già effettuato una prima scrematura dei talenti. A Italia's got talent approdano cantanti, musicisti, comici, ballerini, atleti, maghi e chiunque abbia una qualsiasi capacità da esibire su di un palco. In nessun altro talent i concorrenti sono così vari: intravediamo bambini e adolescenti; ragazzi più grandi, gente con i capelli bianchi e genitori che accompagnano i propri piccoli. A casting terminato, tutti si lasciano alle spalle il cancello degli studios stanchi per l'attesa infinita. Il grosso del lavoro di selezione grava sulle spalle di Marco (responsabile casting), che dirige e coordina tutte le operazioni nell’ambito della produzione dello spettacolo. Generalmente sceglie su due livelli di cast: il primo è quello degli artisti più talentuosi e sicuri protagonisti e tra di loro uscirà il vincitore dello show. Un secondo cast ad artisti poco talentuosi, per permettere successivamente, ai quattro giudici di bocciare le loro esibizioni, fermo restando con forti caratteristiche d’interazione col pubblico. Studiare musica significa procurarsi la capacità di esprimere emozioni, attraverso un codice che non ha confini di lingua, religione o colore. Quello del musicista però è un lavoro molto difficile, per diverse ragioni, Lola Piscopo, violoncellista, figlia d’arte e da diversi anni diplomata al conservatorio ci racconta il suo percorso: < La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a suonare da piccola, insieme a mio padre; successivamente ho frequentato il conservatorio e diversi corsi di perfezionamento. La mia idea iniziale, che spesso gli stessi conservatori inculcano, era quella di lavorare come strumentista, meglio ancora solista. Poi però dopo vari concorsi e concerti in gruppi di musica da camera, sinfonici e infine lirici; una serie di vicissitudini private mi hanno impedito di viaggiare e di seguire quindi quel percorso. Così adesso mi sono rimboccate le mani e ho scelto la strada dei talent, che è da stimolo per nuove sperimentazioni nel campo musicale e di offrire uno spettacolo degno al pubblico di Italia's got talent. Gennaro si presenta sul palco vestito da infermiere, la sua attività principale, 42 anni di Arzano in provincia di Napoli, racconta che i suoi stessi assistiti l’hanno iscritto al programma e gli hanno persino pagato il biglietto, ma stupisce pubblico e giudici con le sue abilità di tenore, oltre che da calmiere delle sofferenze dei malati dell’ospedale. Francesco Mondelli ha un'abilità impressionante con le divisioni, praticamente una calcolatrice umana e soprattutto più veloce della stessa. Alla domanda di come Fa? Ha risposto che tutto gli viene facile e che ogni qualvolta gli chiedono il risultato di una divisione, gli passano le cifre davanti agli occhi, in una sorta di display virtuale. La breakdance del piccolo Rocco è un concentrato di energia e muscoletti! Sette anni un condensato di forza e simpatia, il ragazzino toscano si esibisce in un balletto zeppo di acrobazie, che lascia giudici e spettatori di sasso. Gaggi Yatarov, nella vita disoccupato di origini russe, ma vive a Milano ormai da 11 anni; pratica Calisthenics, l’arte di sollevare il proprio corpo. La sua esibizione un misto di forza e di eleganza, che sfida le leggi della gravità. La musica ipnotica di Loris, suona l'hang e altri strumenti a percussione originali, creando una melodia rilassante, che ti trasporta in una dimensione di pace e serenità e personalmente mi sento immerso nella natura, tra alberi, ruscelli, cascate, attorniato da splendidi animali. Giulia sogna di crescere, il suo mondo è un'esperienza onirica, una coinvolgente performance di ballo che stupisce per il perfetto connubio di emozioni e tecnica sopraffina. Una prima parte la piccola da grande dimostrazione delle sue doti di ginnasta mista alla grazia del ballo e successivamente subentra l’altra Giulia grande, un’eccellente ballerina, raffinata ed elegante che conclude la fantasia in cui è dolce cullarsi. Nonostante l'assenza dei coriandoli luccicanti che fanno volare dritti in Finale, i quattro giudici il pulsante d'oro lo hanno soltanto sfiorato! I bocciati, gli eliminati con tutti è quattro no, quelli con tre no e un si; infine quelli con due si e due no; mestamente se ne tornano a casa, con il loro carico di speranze e aspettative. A uno di loro gli chiedo: tanto criticati quanto ricercati dai giovani e dai telespettatori, i talent show dividono l’Italia, perché? Valerio risponde:< I grandi artisti, quelli che non sono usciti dai talent, si scagliano contro perché sostengono che veniamo sfruttati, illusi, mercificati e poi abbandonati, che alcuni raggiungano il successo troppo in fretta e che tutto questo non corrisponde alla realtà. I tempi sono cambiati e questi programmi sono semplicemente il prodotto della nuova generazione, quella tecnologica, dello show, delle esposizioni, in poche parole, quella dei social network. E’ la generazione in cui basta postare un video su YouTube che si ottengono milioni di visualizzazioni. È tutto governato dai media e dai social network, oggi si diventa qualcuno se si riesce a funzionare nel web. Quella dei talent è una scuola che insegna ad affrontare il pubblico e che non è vero che abbandona e che regala il successo facile, offre la visibilità, ma al pubblico si deve arrivare, bisogna entrare nel cuore delle persone per rimanere nelle loro menti. Questo vale per tutti, non solo per i “prodotti” di questo tipo di programmi. Quanti artisti sono apparsi a San Remo e poi sono svaniti nel nulla, quanti non hanno saputo reggere il peso del successo. Forse il problema è proprio questo, non gli si insegna a gestire il peso emotivo, a tirar fuori il meglio di sé da un punto di vista psicologico, a sfruttare al massimo le risorse intrapsichiche e non solo le doti naturali. Il problema è che dai talent escono cantanti e ballerini, ma non artisti, perché si lavora troppo poco sull’integrazione di tutti questi aspetti e sulla loro persona. Se contenuti, sostenuti e instradati, i ragazzi possono imparare ad affrontare il successo e a gestire se stessi e il pubblico, per evitare di perdere l’obiettività e la propria meta>. Ad un altro chiedo: Quale insegnamento hai tratto da questa esperienza? Gianna: <risponde nonostante la mia eliminazione con due no, mi ha fatto capire che bisogna impegnarsi per crescere e che per arrivare alla realizzazione di un sogno, bisogna superare tante prove con tenacia e determinazione. Purtroppo non bisogna lasciarsi fuorviare dalla facilità con cui nei social si arriva al successo. Bisogna quindi far arrivare che l’impegno è alla base del successo, di non sentirsi mai arrivati, che si può imparare da tutti e quindi essere umili. Che l’arroganza non paga, sentirsi onnipotenti è controproducente e che prima di vincere una guerra, si possono perdere anche delle battaglie, che se si viene eliminati dal programma, la vita va avanti lo stesso, che bisogna combattere, che il percorso che ho fatto è stato solo uno spaccato di visibilità e che non si deve denigrare il piatto da cui ci si nutriva poco prima, solo per uno stupido orgoglio. Nella vita bisogna imparare anche a perdere perché non significa essere un perdente, ma non aver raggiunto un obiettivo. Non si dovrebbero vedere certi episodi di ipercriticità inutile, di aggressività eccessiva nei confronti dei compagni di viaggio, di quelli che da amici passano in un attimo ad essere nemici, magari dopo aver ottenuto un po’ più di riconoscimento e successo, non si deve scambiare la competizione con la prevaricazione e soprattutto che per arrivare al successo non c’è bisogno di affossare gli altri, che per mettersi in luce non c’è bisogno di spegnere chi ci sta intorno. Bisogna imparare a rispettare il pubblico, quello che critica e quello che applaude, è da loro che dipende l’approvazione e il successo e poi del resto non è possibile essere apprezzati da tutti>. La risposta più convincente, me l’ha data Gennaro: < ho avuto i miei 100 secondi di gloria, turno superato; non so se disputerò la finale, tutto quello che verrà è un di più, ma una cosa è certa, non baratterei la mia passione per la lirica per il successo finale>! Cosa resta quando si spengono le luci e si chiude il sipario; chilometri e chilometri su macchine e treni, mamme e papà commossi, code di ore sotto il sole, pioggia o neve per il turno. E poi: l'audizione, lo StarGate sul futuro. Per chi passa, c'è il palco. Ed infine: la Tv. La macchina dei sogni dei Talent Show non dà segni di cedimento. In queste ondate di giovani vincitori, spiccano e scompaiono nell'arco di breve tempo, vengono definiti meteore, ma non mancano però le solide eccezioni. Il talento puro se coltivato resta inalterato, anzi si potenzia e permette di rimanere sempre in auge.



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Racconto scritto il 19/03/2017 - 17:17
Da Savino Spina
Letta n.1047 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Mirella non per le mancate letture, ma per i commenti! Chi ama leggere, non importa la lunghezza del racconto; a dire il vero io mi sto limitando da questo punto di vista. Prima scrivevo racconti da 10 pagine in sù, adesso cerco di essere più sintetico, in sole due pagine. Felice settimana anche a te e a tutti i fruitori del sito!

Savino Spina 20/03/2017 - 13:53

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Savino
ti ho commentato poc'anzi ma è saltata la connessione, quindi, il commento...
sono d'accordo con Mirella
si accede, si osserva la lunghezza, si rinuncia
purtroppo il tempo è sempre poco ed occorre fare delle scelte...
in ogni caso è un peccato
scrivi divinamente anche se le tue (più che racconti) sono considerazioni....
il mondo dello spettacolo, così come quasi tutti gli altri luoghi, è, per lo più, un trovarsi nel posto giusto, al momento giusto e sostenuti, magari, anche dalle persone giuste....
nn sempre, ma spesso

laisa azzurra 20/03/2017 - 13:47

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Racconto e descrizione di un mondo sconosciuto, quello dello spettacolo. Ma al di là della descrizioni ci sono verità che si possono avvertire con una lettura attenta.
Il merito o l'effetto della comunicazione, le immagini o le clip affidate ad internet, decretano successi insperati, ma audizioni prima impensabili.
Tema complesso, ma ben descritto, che non avvertiamo, direttamente, ma critichiamo quando ci viene proposto sul piccolo schermo.
Complimenti.

ALFONSO BORDONARO 20/03/2017 - 13:30

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SAVINO....Ho letto il tuo rammarico per non aver ricevuto commenti mi dispiace perche tu scrivi molto bene.Credo se posso permettermi che le mancate letture dipendano dai racconti troppo lunghi e il tempo è tiranno in questo mondo dove tutto va di fretta. Sicuramente gli amanti della lettura si soffermeranno perche la stesura di un racconto lungo o corto che sia è una bella prova di capacità non indifferente. Bravo ciao felice settimana.

mirella narducci 20/03/2017 - 13:21

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Sono più di un racconto, che non ricevo commenti; potrei crogiolarmi con il numero di letture, che decreta la bontà di quello che si pubblica, ma non è sempre così! Ci si può illudere che non c'è niente d'aggiungere; il racconto è piaciuto e l'argomento trattato è stato recepito e condiviso. Di certo l'assenza di commenti non depone il successo o l'insuccesso, ma può privare le critiche costruttive, che servono alla crescita personale dell'autore e in più sono delle iniezioni di fiducia per continuare a scrivere!

Savino Spina 20/03/2017 - 12:53

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