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Mentre la cittā dorme

E' il volo d'una sera, č la mia solitudine e la mia tristezza che trovano conforto nell'unico Dio che dimora dentro questa prigione di carne: Bacco.
Sono seduto su un bus che mi porterā a casa e dal finestrino, osservando le offuscate luci della cittā che dorme, ripercorro nella mia mente il delirante percorso della mia vita ed in mezzo a questo delirio, in mezzo a questa folla inferocita di ricordi, ci sei tu, ferma, che mi fissi.
Fuggo ogni giorno, fuggo sempre, cerco di non focalizzare mai la mia attenzione su di te ma... per quanto io possa correre veloce, mi rendo conto che non posso fuggire da me stesso e tanto meno da te, che vivi ormai lontana, ma cosi vicina, da sentirti ancora dentro di me... da sentirti ancora parte di me.



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Racconto scritto il 02/04/2017 - 12:57
Da David Cravagno
Letta n.209 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Mi cattura l'atmosfera, densa, di questo racconto breve.. Bello

Francesco Gentile 03/04/2017 - 11:19

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Nell'osservazione disincantata e quasi nemica della cittā, un'immagine si eleva ad assorbire tutta l'attenzione e i rimpianti, qualcosa che solo col pensiero sa riempire un vuoto immenso.
Versi toccanti ma molto belli.

ALFONSO BORDONARO 02/04/2017 - 14:36

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