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IO PRESENZA TU ASSENZA

Quell'odore di caffè appena fatto dalla caffettiera che si spargeva per tutta casa era cosi' buono e inebriante che era diventato ormai la sua sveglia giornaliera.
Essendo la piu piccola di due sorelle una volta cresciute diventando grandi si erano trasferite insieme in un appartamento appena fuori dal centro di città erano non solo sorelle ma migliore amiche,facevano tutto insieme anche se così diverse caratterialmente e per lei ogni giorno era felicità era rimasta la piu coccolata anche se caratterialmente non era certo un dolcissimo fiorellino delicato bensi' una splendida rosa contornata di spine così fini e allo stesso tempo così pungenti che non ci pensava due volte a utilizzarle se sentiva la necessità di difendersi.
Teresa bellezza semplice ad acqua e sapone giovane studentessa universitaria di ventuno anni al secondo anno di medicina,tutti le volevano bene ai ragazzi faceva girar la testa con poco anche non volendo perché aveva ben altro in testa:la tranquillità nello star con se stessa,lo studio e sua sorella Beky,a lei non serviva altro in quel periodo .
Beky era più grande di sei anni professione affermata ormai da quattro anni nello studio commerciale come ragioniera amava tutto della sua vita il lavoro,la sua sorellina e il fidanzato Carlos che a causa di lavoro era in trasferta all' estero e per il suo ritorno dovevano passare altri tre mesi due settimane e sette giorni insomma entrambe erano felici e appagate.
Improvissamente tutto cessò purtroppo,per Teresa tutte le cose belle che amava di più erano finite,sparite senza spiegazione e senza perché: non sentiva più odore di niente,di nessun genere ,non sentiva da giorni ormai il desiderio di nutrirsi e dissetarsi,non sentiva la necessità di dormire e riposare ormai da troppe ore se ne stava la tutto il tempo,fissa a sedere nella sedia della scrivania in camera della sorella;la vedeva piangere da giorni ormai e per quanti sforzi aveva fatto fin'ora Beky non ne voleva sapere di rispondere e parlare per dar spiegazioni una volta per tutte si limitava solo a disperarsi a soffrire a piangere ininterrottamente tenendo stretta a se una fotografia.
-perché? Ti comporti cosi da giorni,dimmi che hai ti prego! Io ci sono, sono qua per te! Perché non mi parli più io ti voglio bene sei la cosa più preziosa al mondo e non voglio vederti così,ti prego Beky!Non mi guardi,non mi consideri come se io non esistessi,come se non fossi qua con te e non è giusto!!!-
Alterava il tono della voce e alla fine un grido le scappò, non voleva mollare anche se vedeva che era inutile voleva sapere il motivo e la causa di quel che stava succedendo;le voleva bene e voleva salvarla da quella sofferenza ma più ce la metteva tutta più sua sorella la ignorava, le cose non cambiavano era come se Beky non fosse li presente,come se fosse assente,lontana dal mondo e dalla vita che la circonda,come se non volesse comunicare più per nessun motivo al mondo.
Teresa ormai stremata e affranta a veder sua sorella in quelle condizioni decise di distogliere lo sguardo e abbassandolo si voltò sulla scrivania e come posato le braccia iniziò a piangere a dirotto,non capiva più niente e si lasciò crollare lei da una parte sua sorella dall'altra a piangere insieme chi per un motivo chi per l'altro,chi per presenza chi per assenza.
Stremata anche dalle lacrime teresa cercò di tirarsi su,sentiva che le braccia le si erano appiccicate a qualcosa,sembrava carta ormai bagnata dalle infinite lacrima quand'ecco che lo vide,nonostante gli occhi offuscati dalle lacrime vide quell'annuncio,di quel giornale tutto bagnato: Incidente mortale parlava di uno scontro frontale fra due treni... Una quarantina di sopravvissuti e una sessantina di morti i quali con rispettive foto e nomi: il tredicesimo defunto era una giovane donna studentessa di medicina di Pisa Teresa molacchi.
Si impallidì, non voleva crederci,si alzò il giornale era di una settimana prima...Teresa andò nel panico rimase a fissare il vuoto,immobile incapace di comprendere e ragionare quando sentì dopo tanto tempo sua sorella Beky sussurrare flebili parole:
-mi manchi Tess,sarà dura senza di te.Non smettero' mai e poi mai di pensarti.-
Fu allora che Teresa capì tutto,ora tutto aveva un senso,ora tutto tornava: dal cibo dal sonno dal comportamento di sua sorella dal giornale dalla fatica di comunicazione...Era morta e non lo sapeva.



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Racconto scritto il 02/04/2017 - 15:05
Da Cristina Del perugia
Letta n.256 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ci mancherebbe anzi non sono espertissima quindi ogni consiglio è ben accetto credimi.grazie Francesco

Cristina Del perugia 03/04/2017 - 11:46

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Il racconto mi è piaciuto, anche quel sapore amarognolo del'epilogo triste. Se mi posso permettere, e questo non modifica la qualità del testo, è sempre consigliabile rispettare gli spazi delle punteggiature. Aiutano il lettore. Brava

Francesco Gentile 03/04/2017 - 10:18

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Grazie Francesco mi fa piacere il tuo complimento non sono scrittrice esperta e lo si nota ma...mi piacerebbe diventare brava.

Cristina Del perugia 03/04/2017 - 09:45

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Un bel racconto dal sapore surreale ben condotto nella sua stesura che riesce a tenere bene una ottima ed equilibrata suspense. Brava

Francesco Scolaro 02/04/2017 - 18:45

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