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L'ultimo richiamo

Insofferenza,qualche goccia di caffè bollente mi attraversa la gola e d'improvviso ribolle in me quel magma che s'era detto esser divenuto lava e invece brucia
brucia ancora.
Sentirsi figli del mondo,pensai , comporta l'assenso nel trovarsi ad avere una madre un po'distratta verso i suoi figli,che mai s'azzarda a chiamar " propri".
E'Sera.
Tu,terra mia
terra di madri,terra di padri
terra di uomini senza una patria
terra di morti viventi
e di vivi,dormienti.
Dove sei
ora che ti cerco
il mio spirito ti brama
e tu
sfuggente
accresci in me la solitudine
ed io ti vedo vivere nei fiori che timidamente,sbocciano
ti vedo morire nelle foglie che cadono
nell'ultimo sole che trafigge,spavaldo,le mie carni
nell'urlo del cielo che si fa onnipotente
e poi la calma
e sboccia un fiore.
Terra mia,ti chiamo tale
e tu
Tu perdonami se davanti a te
io mi disgrego piano,lentamente
e io ti perdono da quando
di queste mie ceneri ne hai fatto il tuo nutrimento.
e m'inchino,docile
alle tue carni
piano mi lascio andare
e toccando il suolo io mi sento..
vivo.



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Racconto scritto il 16/05/2017 - 15:19
Da Ludovica Gabbiani
Letta n.207 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ma che bella Ludovica, veramente notevole.Notte

Anna Rossi 17/05/2017 - 01:05

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molto bella, anche io inneggio la mia terra di cui sono stato lontano oltre trenta anni, meravigliosa 5*

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 16/05/2017 - 17:48

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