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Caro Amico ti scrivo

Caro amico ti scrivo, così ti scoccio un po’ e siccome è il tuo compleanno più forte ti seccherò! Ci conosciamo si può dire da sempre; sai le mie origini di sottoproletario, le difficoltà sostenute per ridurre il gap (in senso lato con te e Edo) e oggi sto qui a rievocare alcuni eventi che sono stati determinanti per il nostro viaggio comune.
La mia infanzia tuttavia non fu serena in quanto l'ambiente di casa era bigotto, cerimonioso e abbastanza cordiale; i rapporti fra i miei genitori erano irti di incomprensioni (si volevano bene, a modo loro, ma escludendo ogni possibilità di confidenza, di espansione). Non mi hanno mai fatto mancare affetto e amore, nel loro piccolo hanno sempre cercato di darmi il meglio e di questo gliene sarò sempre grato.
In questo ambiente uggioso e retrivo, crebbi fanciullo con una normale intelligenza e la mia indole estremamente sensibile e fantastica.
La consapevolezza della mia infelicità si matura in un travaglio e in una tetra macerazione di pensieri solitari. L’incontro con gli amici fedeli; dei cuori e delle orecchie disposti ad ascoltarmi con comprensione fraterna, delle menti capaci di intuire ciò che era ancora in boccio e che ebbero il merito di comprendermi. Questo incontro, questa solidarietà tra giovani scapestrati, era anch'essa, almeno in principio, un atto di coraggio, un bel gesto romantico, che voi purtroppo profanaste in seguito e con l’inconsapevolezza tipica dei giovani, per comportamenti e atteggiamenti superficiali, per quanto inopportuni e per il rilievo dato ai pettegolezzi puerili e per quelle stupide graduatorie in termini di bellezza, d’intelligenza, di interesse alla persona, simpatia (l’unica che aveva valori accettabili in merito alla graduatoria) e quant’altro.
Per questo non ve ne faccio una colpa e sicuramente anch’io in un modo o nell’altro avrò causato scompensi nelle vostre granitiche teste; poi il vostro apporto è stato cruciale per la mia crescita personale. Le lunghe nottate a parlare dei grandi temi dell’esistenza, dei sensi di colpa su ipotetiche o presunte malefatte commesse, l’inalazione della trielina e le corse dietro ad un pallone (che del resto è stato tra le poche cose che mi ha dato una certa visibilità), altrimenti chi mi avrebbe dato credito (a parte voi).
Vivevo della vostra luce riflessa, cercavo di emularvi nel comportamento e nel pensiero, gioivo ai vostri elogi e al senso di appartenenza ad un gruppo apprezzato e invidiato. Ho cercato a tutti i costi di accettare il sistema, volevo farne parte, avere fama, successo e ricchezza o almeno questo credevo di volere; catene che ci tengono prigionieri senza che nemmeno ce ne accorgiamo, sono gli schemi mentali; una schiavitù, ben peggiore e molto più subdola.
Sono modelli di comportamento marchiati a fuoco; non sulla pelle, ma nell’animo. Siamo tutti programmati per comportarci in un certo modo. Per agire allo stesso modo. E per reagire in oltre modo.
E il momento in cui ce ne accorgiamo è il momento in cui iniziamo a piegare le sbarre della gabbia in cui ci siamo lasciati rinchiudere.
Certi aspetti della nostra vita esteriore e interiore sono mantenuti in zone separate e non sono mai messi a confronto fra di loro. Quanto più forte e autonoma diventa la coscienza, e con essa la volontà conscia, tanto più l’inconscio viene relegato sullo sfondo, tanto più facile diviene per la coscienza emanciparsi dall'inconscio.
Possano coscienza e volontà continuare a essere considerate le più alte conquiste culturali dell’umanità. Volere e potere (volontà), mi sembra meno importante che la saggezza (coscienza e consapevolezza). Scrivere è mettere in gioco l’intera propria esistenza, e sul piatto della bilancia non ci sono soltanto parole: c’è tutto ciò che siamo. Per questo è così atroce sentirsi non riconosciuti. Per questo ogni libro o anche ogni articolo che viaggia nel mondo è un pezzo pulsante del nostro corpo, e come tale reagisce a ogni sollecitazione, anche la più piccola.
Al netto dei propri talenti, e del fatto che comunque un pizzico d’irresponsabilità è indispensabile, questo continuo esame di coscienza mi sembra sempre più necessario, per correttezza di se stessi!
Non è facile, e le sirene del narcisismo cantano di continuo (canteranno per sempre): è un gesto che richiede molta attenzione e fatica e dolore. Ma in cambio apre le porte di un mondo meraviglioso e che non smette mai di stupirmi: un’infinita serie di possibilità che nessuno ti potrà mai togliere (ciò che ha, mi ha dato e rappresentato scrivere libri).
Mi rendo conto sia molto difficile da capire per chi disperatamente vuole farsi ascoltare e acquisire uno spazio di ascolto, ma è così.
Mi sono trasferito a Cassino; la terra dove sono cresciuto mi è nel cuore, il cordone ombelicale che ci unisce non si spezzerà mai, nella vita ho sempre sentito il suo forte richiamo e nel rivedere su fb, le foto e leggendo qualche aneddoto, rivedo un pò la storia del paese. Confesso che ho provato una forte emozione e mi è anche venuto un groppo alla gola, nel ripensare che i più bei ricordi della mia infanzia sono legati a quel posto. Rammento le corse intorno alla vasca della piazza, l'asilo e le elementari dalle monache, le prime partite di calcio, lo struscio per il lavinaio, i primi amori, le prime delusioni; insomma il mio vissuto. Per me è stato veramente un trauma lasciare il mio paese, la mia casa e tutte le cose familiari che mi circondavano. Nella mente ho ancora la sensazione di tristezza che provavo durante il trasloco per Cassino, mi sentivo in trappola, avrei voluto tornare indietro, temevo di non poter più ritornare a vivere in quei luoghi a me tanto cari. Furono giorni molto tristi e pieni di nostalgia che sono riuscito a superare; razionalizzando che era per il mio bene, per dare un futuro migliore ai miei figli. Sono solo 90 Km che ci separano da Arzano, ma per mia moglie è come se si trovasse in un'altra galassia e lei non riesce a superare questo distacco, nonostante sia a stretto contatto con sua sorella. Mantenere un buon equilibrio mentale nei nostri contesti di vita è un processo che può essere sostenuto attivamente, in primis accettando quello che si è; guardarci allo specchio con onestà e umiltà per riconoscere i limiti e le imperfezioni che ci caratterizzano. Accettare il malessere, laddove i limiti e le difficoltà emergono provocando inquietudine o sofferenza è importante uscire dall'idea che tali condizioni debbano essere necessariamente eliminate in breve tempo.
È importante vivere le proprie emozioni, anche quelle negative, e capire che per poterle meglio elaborare e superare bisogna anche imparare a conviverci. Mantenersi attivi e acquisire padronanza su qualcosa che non abbiamo mai fatto prima, provoca sensazioni positive e ci permette di fare esperienza pratica nel tempo, possa portare miglioramenti significativi e soprattutto crescere l'autostima.
Rimanere in contatto con il mondo intorno a noi, aiuta a sentirsi parte di esso. Impegnarci in attività finalizzate ad uno scopo comune può contribuire a dare un senso alla nostra vita quotidiana e a percepire di poterci appassionare ad un obiettivo e raccoglierne i frutti. Lasciare sfogare il nostro lato creativo può essere liberatorio e permette di esprimere noi stessi.
Non importa quale sia il livello della nostra produzione, la bellezza è insita in ciò che viene creato perché esso rappresenta la manifestazione del nostro sforzo e del nostro pensiero. Di fronte alle difficoltà che la vita spesso riserva, molti scelgono di non guardarle in faccia e di fare finta che esse non esistano, cercando di portare avanti la loro vita normalmente.
Tuttavia, esse permangono e agiscono i loro effetti in modo evidente. Non c'è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto, spesso infatti permette di risolvere difficoltà e malesseri più velocemente e adeguatamente di quanto sapremmo fare da soli. Molti pensano che se le circostanze della loro vita cambiassero, otterrebbero la pace interiore, non ci sono circostanze ideali o assenza totale di prove e difficoltà, ma stabilità interiore!
Il sistema non vuole prepararci alla vita con programmi rivolti ad accrescere la stima di se stessi. Si lavora solo su obsoleti meccanismi di insegnamento, basati sulla trasmissione di nozioni, che probabilmente non useremo mai finché campiamo. In un contesto simile possiamo solo accumulare stati emotivi deprimenti, soprattutto se per noi tutte quelle informazioni, che ci vengono "inculcate", sono noiose e facciamo fatica ad assimilarle.
Questo inizia fin da piccoli a generare una grande frustrazione in noi, che ci porteremo dietro a vita, a meno che non siamo disposti a trovare le strade per operare un radicale cambiamento.
Viviamo allora tutta la vita, utilizzando il potenziale del nostro cervello per forse il 5%, concentrando tutti i nostri sforzi nel crearci sempre più sofferenza e iniziando a pensare di non avere mai avuto dei talenti da spendere, quando in realtà abbiamo delle qualità di un valore così infinito da poter stravolgere da un giorno all'altro tutto il nostro futuro.
Se agisci per paura, avrai un certo tipo di risultato, mentre se vuoi avere il piacere di raggiungere i tuoi scopi, ne avrai altri. Va bene tutto, anche la paura perché quest'ultima può comunque essere una forte leva, ma si tratta di imparare a gestirla e incanalarla nel modo più corretto. E che dire poi della salute?
Sia io con i miei problemi di bipolarità e depressione, a te che hanno pronosticato la sedia a rotelle a vita, sappiamo quando sia importante mantenerci in buona salute.
Innanzitutto, la salute è necessaria per avere l'energia per realizzare tutti gli scopi; senza di essa si è costretti a rinunciare definitivamente a vivere una vita piena di soddisfazioni.
Tante persone si sono ammalate per il troppo lavoro, per lo stress e per le difficoltà che hanno dovuto affrontare nella vita; pertanto penso che sia essenziale trovare il sistema di riprendere il controllo anche di questo aspetto e fare in modo che in futuro ci siano ancora tanti anni da vivere in salute.
Questo stato di benessere tra le altre cose è anche influenzato dallo stato emotivo, quindi vale la pena di lavorare sugli stati d'animo anche per evitare le malattie.
Ritengo che troppe malattie, compresi cancro e infarto, possano essere notevolmente aggravate o addirittura causate da una cattiva gestione dei propri pensieri e degli stati d'animo.
La malattia nella maggior parte dei casi nasce dalla mente e sinceramente credo che le altre cause possano essere facilmente contrastate con una buona dose di ottimismo.
Ognuno di noi è cresciuto con le proprie esperienze, forgiando delle credenze che possiamo cambiare solo in prima persona, godere della vita al massimo delle potenzialità. A questo punto ci resta da vedere solo come il tempo può esserci favorevole, se utilizzato correttamente.
Nella società moderna questo è uno degli elementi che spesso viene a mancare nella vita delle persone. Siamo sempre di corsa, non abbiamo più tempo per noi stessi e talvolta nemmeno per le cose davvero importanti, come la famiglia, i figli e le amicizie. Abbiamo visto, parlando dei rapporti interpersonali, quanto siano necessari per farci vivere una vita soddisfacente, eppure non riusciamo più a dedicarci veramente agli altri e di conseguenza a noi stessi. La fretta è una presenza dominante, nonostante tutti sappiamo essere una cattiva consigliera, e così corriamo e corriamo senza avere neanche il tempo di fermarci a riflettere su dove stiamo andando. L'urgenza mette solo in uno stato di forte pressione psicologica, ma non offre nulla di utile.
Correre dietro alle scadenze e alle attività urgenti, quasi certamente farà aggravare i problemi e poi, finire in un circolo vizioso infinito a correre senza una meta.
Non è facile avere la motivazione giusta per l'attesa della realizzazione di un progetto, sì potrebbe finire per arrenderci e smettere di agire proprio nel momento migliore in cui avremmo dovuto farlo, perciò armiamoci di determinazione sapendo che bisogna dare il tempo per produrre dei risultati; essere flessibili e pronti ad aggiustare il tiro, se necessario.
C'è sempre da migliorare e da crescere, le difficoltà le incontriamo tutti i giorni e comprendere che questo è proprio il senso della vita: imparare ogni giorno, senza fretta e agire di conseguenza alle lezioni ricevute dagli eventi.
Ogni ostacolo è fondamentale per fare un salto di qualità, elevare l'esistenza a un livello di maggiore consapevolezza, quindi bisogna assolutamente metabolizzare che così funziona la vita, imparare e accettare a convivere con le difficoltà almeno.
Il nostro cervello è in grado di trovare per noi tutte le risposte che ci servono, un po' come se avessimo un personale motore di ricerca incorporato. Questo è in grado, qualora ne avessimo bisogno, di scavare nei nostri ricordi, analizzare le situazioni che abbiamo vissuto e di restituirci i risultati di cui abbiamo bisogno.
L'unica cosa importante è imparare ad inserire correttamente la richiesta. Fare pace con se stessi e con il mondo, decidendo di agire invece che subire o reagire, è uno dei passaggi chiave per vivere nel presente e assaporare ogni momento.
I primi attimi della giornata possono influenzare molto la nostra capacità di cavalcare l'onda, ma bastano pochi accorgimenti per trasformare le nostre levatacce in momenti di consapevolezza.
Creare uno spazio sacro nelle nostre giornate è un’abitudine sana ed efficace e significa essere appassionati a qualcosa che ci riporta a definire lo spazio, la modalità e il tempo per sancire il diritto all'interiorità, al silenzio, a un momento di solitudine.
Qualcosa di cui ogni essere umano si nutre, delimitare un angolo di casa dedicato solo a noi stessi, magari decorato con i nostri oggetti più amati o i colori preferiti.
Un luogo dove fare quei due tre esercizi che ci fanno sentire meglio, leggere, respirare profondamente, ascoltare qualche canzone irresistibile.
Il nostro tempio privato dove coltivare le nostre passioni.
Osservarsi nudi allo specchio può svelare particolari interessanti.
E non parliamo di notare il grasso che non vorremmo, la pelle flaccida dalla magrezza o le dimensioni che vorremmo, oppure ancora confrontarsi con l’immagine ideale di un fisico perfetto.
Proviamo a guardare il corpo allo specchio con curiosità distaccata, come se fosse quello di un’altra persona.
Dimentichiamo i canoni estetici. Quante storie, quanti segni, memorie, cicatrici e ricordi sono registrati nel nostro corpo? Nella sua forma, nella postura, nei segni sulla pelle, nel colore e tessitura della carnagione. Tutto quello che abbiamo mangiato, pensato, amato, odiato, rifiutato e integrato, come abbiamo dormito, respirato, tutto il dolore e le felicità, la sensualità.
È tutto lì davanti ai nostri occhi. Eppure in genere è coperto, oppure ci curiamo solo delle imperfezioni, di cosa vorremmo cambiare, delle nostre ossessioni.
O ancora siamo compiaciuti di un particolare, dell’abbronzatura, di un dimagrimento o dello sviluppo muscolare.
Proviamo a leggere (e soprattutto) sentire il corpo per quello che è, senza aggiungere e togliere, senza giudicare, senza desiderare qualcosa di diverso. Impariamo a fare amicizia con la storia che ci racconta, che è la nostra, con quello che siamo. Senza maschere, senza finzione. Non è un momento che dobbiamo necessariamente condividere, ma può essere un importante passo di liberazione, accettazione e crescita. Un momento dedicato alla presenza in se stessi.
In ogni caso. Mi sono chiesto per quale ragione vale la pena vivere, senza andare sul filosofico; ho concluso: tra le ragioni per cui vale la pena vivere, impossibile non citare l’amore nella più ampia varietà di sentimenti ed atteggiamenti differenti, che possono spaziare da una forma più generale di affetto sino a riferirsi ad un forte sentimento che si esprime in attrazione interpersonale ed attaccamento, una dedizione appassionata tra persone oppure, nel suo significato esteso, l'inclinazione profonda nei confronti delle passioni.
Si vive per confrontarsi, cambiare, crescere, migliorarsi e raggiungere i propri sogni; solo impegnandoci ogni giorno perseguiteremo i nostri obiettivi e raggiungeremo la pace interiore; quindi la propria realizzazione.
Viaggiare, esplorare il mondo, desiderio di conoscere nuove culture, nuove relazioni interpersonali, animati dallo spirito dell’informazione, in definitiva per la conoscenza e la consapevolezza. L’estetica è un'altra ragione; il gusto del bello: ascoltare musica, ammirare un dipinto, leggere una poesia, guardare un film e soprattutto l’inventiva e la creatività. In ultimo non per ordine di importanza, sforzarci a rendere migliore il mondo, cercando nel nostro piccolo di fare informazione e salvaguardare noi e i nostri simili dalle mille trappole a cui siamo soggetti, rispettare l’ambiente, cominciando ad inquinare meno per un mondo più pulito. Vedi caro amico, cosa ti dico e ti scrivo e per ultimo: prendi in mano la tua vita, riempila di significati, liberati dalle catene convenzionali, dai libero sfogo alla tua creatività, non lasciarti intrappolare dai falsi moralismi e schemi mentali; hai un bel cervello usalo! (Ce lo avessi io come il tuo). Ti rinnovo gli auguri di compleanno e ti auguro di realizzare tutti gli obiettivi che ti sei prefissato e di raggiungere la serenità; non importa che potrebbero essere in contrasto con la mia filosofia di vita, ciò che conta e la cosa che più ti fa star bene e siccome è la tua felicità e serenità, fai come credi. P.S. mi dispiace, che non ci si vede più come una volta; ti confesso che mi manca la tua presenza fisica e ogni qualvolta che ho cercato di realizzare questo proponimento, non sono mai riuscito ad attuarlo; ho la sensazione che tu mi sfuggissi, ma anche se fosse così? Sappi che io non ti avrei mai imposto la mia presenza!



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Racconto scritto il 08/06/2017 - 11:51
Da Savino Spina
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su 1 votanti


Commenti


Volevo aggiungere che hai ragione, l'amico ti supporta soprattutto nei momenti difficili e ti sta vicino sempre, anche quando non sei allegro anzi soprattutto in quei momenti e spesso è diverso da te, anzi se lo è si può avere un arricchimento reciproco, questo emerge non solo dalla tua nota chiarificatrice ma dal finale di velata delusione per l'amico che sembra "scomparso nella nebbia", bello quando fai capire che tu l'avresti accettato con delicatezza "senza dagli peso"

Nicol Marcier 11/06/2017 - 10:47

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Ciao Savino. Eccomi con un po' di tempo a leggerti. E' una lettera molto articolata.
Hai scritto non solo di amicizia, ma di ciò che pensi della vita e ti sei aperto molto parlando della tua infanzia e della vita successiva.
La contrapposizione con il reale è evidente ed a tratti si legge un disagio interiore, che si è sublimato nella creatività, interessi culturali e nell'amore per gli amici e la persona che ti sta affianco nella vita
Complimenti un bel testo
Nicol
*****

Nicol Marcier 11/06/2017 - 10:40

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Ciao Savino, leggo volentieri il tuo racconto domani mattina, ora è molto tadi per me. Scusami.
Scrivi molto bene e ti ho letto altre volte con interesse.Oggi ho letto la tua scrittura creativa e mi è piaciuta, volevo avere un attimo di tempo anche in quel caso per farti un bel commento. A domani. Non preoccuparti.
Buona notte caro
Nicol
-1

Nicol Marcier 11/06/2017 - 00:14

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Credevo, che la mancanza dei commenti fosse dovuto alla lunghezza del racconto e non avevate tempo di leggerlo fino alla fine. Ahimé non è così e sinceramente faccio fatica a comprendere perché accade ciò? Non voglio imporvi a tutti costi di fare commenti! Ognuno di noi vive di considerazioni sul proprio operato e anche le critiche costruttive servono per la crescita personale. Sono pronto ad abbondanare il sito, se i mi scritti non corrispondono alla guida editoriale del sito stesso!

Savino Spina 10/06/2017 - 23:59

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Un amico è una persona con cui ci si confronta e che ci dice il suo parere nonostante sia diverso dal nostro, è colui che ci conforta nei momenti di tristezza e debolezza.
E' capace di sopportare pazientemente il nostro carattere che può essere lunatico, aggressivo, ansioso. L'amico è la prima persona che chiami quando accade qualcosa di incredibile ma è anche colui per cui stai in ansia e sei in grado di prendere tutte le responsabilità pur di toglierlo dai guai.

Savino Spina 08/06/2017 - 20:15

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