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MOLLY E IL SORTILEGIO DEL MAGO

Questa fiaba è dedicata a chi, almeno una volta nella vita, ha pensato di non farcela…

*****************


In un tranquillo paesino, circondato da verdi colline, viveva una bambina vivace e sveglia di nome Molly, dai lunghi capelli ramati e dagli occhi azzurro cielo. Abitava con la mamma e le due sorelle più piccole in una graziosa casetta, immersa al centro di una radura circondata da querce secolari e rallegrata da petunie che grondavano giulive dalle finestre.
Tutte le mattine Molly si recava a scuola, dove era un’alunna modello: al pomeriggio, salutate le compagne e la maestra, tornava a casa a piedi fischiettando e saltellando, mentre percorreva la stradina che conduceva verso casa. Lungo il tragitto Molly osservava sempre estasiata e meravigliata la natura rigogliosa, cogliendo splendidi fiori dalle mille essenze, salutando gli uccellini dal canto melodioso che le svolazzavano intorno e fermandosi incuriosita ogni qual volta incrociava un cerbiatto, impaziente di saltellare altrove, o un coniglietto timoroso che la osservava annusandola e poi scappava via di soppiatto.
Era bello perdersi in quei momenti d’incanto, pensava, e la sua testolina volteggiava in fantasticherie che Molly puntualmente riportava sul suo prezioso quadernino dei racconti, al rientro da scuola.
Lei purtroppo non lo sapeva, ma in quelle spensierate scorribande quotidiane, appostato dietro un albero o nascosto da un cespuglio, un terribile Mago, dai grigi capelli incolti e la barba lunghissima, la osservava attentamente, invidioso dell’allegria e della voglia di vivere che Molly sprigionava, libera di correre e giocare, mentre lui, da quando aveva avuto un terribile incidente cadendo da un dirupo, era costretto a camminare con un bastone di legno zoppicando ed arrancando, incattivito contro tutto e tutti.
“Non è giusto” pensava, “Non sopporto più di vederla così felice, mentre corre e canticchia beata!”
Così un triste giorno nel corso di una delle sue passeggiata di ritorno da scuola, il Mago, vedendo Molly arrivare per la stradina spensierata come al solito, non riuscì più a sopportare tanta ilarità e, puntando il suo bastone verso la bimba, le procurò un terribile sortilegio. “Da ora in poi, mia cara Molly, non potrai più correre o saltellare e ti passerà la voglia di cantare...Come me anche tu zoppa diverrai!”. D’improvviso la piccola inciampò, cadde in una buca nascosta e “Ahia!” si ruppe una gamba.
Da quel momento le sue giornate divennero buie e silenziose, senza più l’allegro canto degli uccellini che la scortavano verso casa, il profumo inebriante dei fiori che raccoglieva e gli incontri divertenti con i suoi amici animali: il suo unico compagno divenne il lettino nella penombra della sua cameretta solitaria. Oramai Molly aveva perso la voglia di cantare, di incontrare le sue compagne di scuola, per la vergogna di essere zoppa e persino di riempire il quadernino con le tante storie partorite dalla sua fantasia, piene di viaggi avventurosi e trame fantastiche.
Neanche la sua mamma riusciva a tirarla su di morale, nonostante le cure premurose e le rassicurazioni che prima o poi sarebbe riuscita a guarire, tanto meno le sue amate sorelline, i cui schiamazzi e i giochi divertenti una volta provocavano tanto buonumore nell'animo della ragazzina.
Passarono i giorni e la Molly era sempre più demoralizzata: per quanto tentasse di rialzarsi, la gamba le faceva un gran male, così cominciava a pensare che la sua vita non sarebbe tornata più quella di una volta, tanto valeva arrendersi…
Ma un bel giorno, al primo canto del gallo, dalla finestra socchiusa della sua cameretta Molly vide entrare quelle che sembravano due farfalle colorate che iniziarono a volteggiare in cerchio e ad emettere suadenti risatine. Leggendola nel pensiero, esordirono: “No Molly, non siamo farfalle, io sono Fata Speranza e la mia compagna è Fata Melodia. Siamo venute a dirti che non devi abbatterti, ma conservare la fiducia che hai sempre avuto!”
“Piccolina!”, esclamò l’altra, “Mantieni viva la gioia di fare, la voglia di cantare e la passione di creare storie stupende... Vedrai che pian piano tutto si sistemerà!”
Molly era incredula e, stropicciandosi gli occhi, chiese: “Ma da dove siete venute? Non vi ho mai viste prima!”
“Bimba mia, noi siamo sempre state con te, ma tu non ci hai mai fatto caso”, incalzò Fata Speranza “E adesso siamo qui a ricordarti ciò che hai sempre saputo, cioè che niente e nessuno potrà mai cambiare quello che sei, neanche un evento così brutto…” Dagli occhi trasparenti di Molly cominciarono a sgorgare lacrime a lungo trattenute e dal suo cuore un barlume di speranza fece capolino.
Nel frattempo anche il perfido Mago del sortilegio era accorso alla casetta nella radura, richiamato dalle vocine suadenti delle Fate e, nascosto dietro le tende alle finestre, fu colpito dall'espressione affranta e dalle lacrime di Molly, ma soprattutto dalla sua intatta voglia di vivere che pur sempre traspariva dallo sguardo: tutto ciò, inaspettatamente, fece breccia nel suo cuore indurito.
Commosso decise così di rompere quel perfido incantesimo. “Mi dispiace Molly”, sussurrò. “Perdonami per averti provocato tutto questo dolore, sono stato un imperdonabile egoista, ma ti prometto che da oggi non soffrirai più!”. Da quel momento la bimba iniziò a riprendersi, tornando pian piano quella di una volta, anzi più forte di prima: ricominciò a correre e a cantare, grazie alla sua forza di volontà, ma anche all'aiuto di Fata Speranza e Fata Melodia che non l’avevano mai abbandonata.
Il terribile Mago scomparve per sempre e di lui non si seppe più nulla. Molly invece riprese a vivere serenamente assieme alla madre ed alle simpatiche sorelline e per tutta la sua vita non smise mai di cantare e raccontare storie meravigliose…




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Racconto scritto il 20/07/2017 - 10:18
Da PAOLA SALZANO
Letta n.228 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Grazie Marirosa, sono contenta che ti sia piaciuta...
Un saluto

PAOLA SALZANO 08/08/2017 - 08:50

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Favola molto belle e ben descritta! Mi è piaciuta molto!!! 5*

Marirosa Tomaselli 07/08/2017 - 20:02

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Grazie a tutti per i vs. sentiti messaggi...
Scrivere questa fiaba per me ha rappresentato un modo per esorcizzare un momento che sembrava senza via d'uscita, e mi ha aiutato molto.
Potere della scrittura...

PAOLA SALZANO 21/07/2017 - 10:17

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Molto bello il tuo racconto, colmo di quella realta' che sotto forma di favola, ci conduce alla vita che ci circonda: l'eterna lotta fra il bene e il male....Complimenti...

Annamaria Palermo 21/07/2017 - 04:40

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Mi piacciono le fiabe, dentro hanno il senso del vero e raccontano sempre un profondo insegnamento... la tua particolare si lascia incantare dalla magia della speranza, dalla luce che splende anche quando si fa buio e precipiti nel dolore...la gioia che è nascosta dentro il cuore riemerge per accendere la vita di sorrisi! Bellissimo! Un bacio Paola

margherita pisano 20/07/2017 - 23:39

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Una favola universale, per grandi e piccini, piena di insegnamenti. Il buono vince, o dovrebbe vincere, sempre su ogni sortilegio e maleficio. E quelle due fate-farfalla, Speranza e melodia, rappresentano una metafora di tutte le forze reali o immaginarie che l'uomo possiede e che lo possono aiutare a superare gli ostacoli. bella favola, ben scritta...ma cosa vogliamo di più, un Lucano? ahahahahha....ciaociao. 5*

Spartaco Messina 20/07/2017 - 12:48

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Ciao Paola un racconto di speranza e gioia di vivere il tuo. I malvagi non hanno mai la meglio sui buoni, se questi non si arrendono
Complimenti, molto piaciuto
Alla prossima
Ciao
Nicol

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Nicol Marcier 20/07/2017 - 11:22

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una favola da raccontare brava

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 20/07/2017 - 11:11

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