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Se in Ospedale...

Se in Ospedale…


Se pensassimo che in quel letto d’ospedale ci fossi tu e chiedessi con pietà e compassione, con dignità e decoro che qualcuno ti pulisse da ciò che inevitabilmente ti sei fatto addosso…


Se suonassi il campanello e nessuno arriva perché l’infermiera di turno non ce la fa a sostenere il ritmo pesante e pressante di lavoro…


Se fossi tu a dover chiedere il cambio del lenzuolo perché sporco da giorni di sudore, di sangue, di flebo fuori uscita, e se ti rispondessero che per adesso non si può sostituire perché non c’è possibilità e neanche disponibilità…


Se dovessi aspettare ancora cinque o sei giorni prima che qualcuno ti dia lo sciroppo per andare di corpo o, ancora peggio, se dicessero al tuo familiare di fare il clistere al posto dell’incaricato perché impegnatissimo…


Se i guanti che usa l’infermiera sono quelli inservibili e la stessa, per saggiare le vene dell’ammalato, deve toglierli perché rendono nullo il tatto, col rischio della contaminazione…


Se il carrello delle medicine nei reparti è ancora quello arrugginito di quarant’anni fa, eppure sono costretti a utilizzarlo nell’attesa arrivi l’altro decente e più igienico richiesto da troppo tempo all’Amministrazione ospedaliera che fa orecchio da mercante; che quello adoperato per la biancheria sporca è lo stesso, identico, utilizzato per la biancheria pulita, privo perciò delle elementari regole sanitarie…


Se le siringhe per l’insulina da iniettare tre volte al giorno all’ammalto sono quelle che fanno male, anziché le altre indolore, perché così è previsto nel contratto alla ditta che ha vinto la gara d’appalto;


Se esistessero i medici a sufficienza da non dover fare turni estenuanti e infermieri che per ottenere le ferie non debbano aspettare che ritorni la collega per la scarsezza del personale…


Se esistessero gli anestesisti, i chirurghi in numero sufficiente per garantire l’intervento in piena serenità…
Se esistessero, la sala parto idonea, il reparto di ginecologia e ostetricia con gli specialisti in numero sufficiente….


Se il vitto in ospedale fosse più saporito del solito, anziché doverlo gettare via perché scotto, senza gusto e magari freddo, servito dentro il piatto di plastica sigillato dalla pellicola, e quasi certamente, servito ai pazienti dopo più di mezz’ora dalla consegna in reparto…


Se in quel letto d’ospedale ci fosse un morente e chiedesse il conforto di un sacerdote e questi, interpellato per telefono, ti rispondesse che è in ferie e che incaricherà forse… un suo collega…


Se i medici e gli infermieri facessero un sorriso agli ammalati o una carezza a chi soffre tremendamente le pene dell’inferno in terra…


Se tutto il personale medico arrivasse in ospedale con l’idea di doversi predisporre umanamente al servizio, pronto al conforto che non costa di certo sacrificio alcuno né fatica, né lo spreco di un misero centesimo…


Se ogni operatore sanitario dietro lo sportello si approntasse non alla contrapposizione o a contrariare il bisognoso di cure e sostegno, ma al sollievo, per offrire una semplice, banale, chiara, informazione…


Se il medico che visita nel reparto del tuo ospedale non entrasse nella stanza col viso contorto dalle preoccupazioni personali e dalle proprie contrarietà, ma mostrasse il volto della pietà, della compassione, dell’amore, della condivisione fraterna, quella universale che distingue l’essere umano dagli animali...


Se chi opera negli ospedali entrasse convinto di svolgere un lavoro non comune ma di alto significato, di semplice senso del servizio impiegato con umanità, fratellanza, solidarietà, in modo civile, cristiano…


Ecco adesso… questo invito lo inoltro proprio a te politico, tu che hai la responsabilità delle decisioni governative.


Lo consegno pure a chi amministra la Sanità, oppure al Dirigente provinciale che dalla sua sede capoluogo gestisce le sorti di tanti Asl… sparute, che adesso risultano prive di identità e di quella dignità espressiva locale


Ricordati proprio tu responsabile… che un giorno potresti trovarti in una di quelle condizioni… disteso in quel letto inservibile non anti-piaga come dovrebbe, sprofondato e reso sformato da far tremendamente dolere la schiena, dopo quei lunghi interminabili giorni di degenza, trascorsi uno dietro l’altro.


Allora avrai sì, quel giorno, il compenso della tua inettitudine, della tua attività omissiva, dei tuoi silenzi, delle mancate denunce e degli omessi controlli, delle connivenze e magari d’avere chiuso tante volte gli occhi o volto lo sguardo dalla parte opposta… facendo finta di non vedere, non sentire o ancora peggio essere colluso.


È tempo di destarti perché arriva pure per te il momento d’avere bisogno di cure, di conforto, di sostegno, di un sorriso, della buona parola, della mano che stringe la tua, per rassicurarti e accompagnarti serenamente verso la guarigione che di sicuro l’ospedale deve offrire nella forma, ma soprattutto nella sostanza, per mirare non solo alla sanità del corpo, ma soprattutto a quella morale, umana, dell’anima, che non deve mai essere ferita tantomeno oltraggiata.


Adesso rifletti tu che sei il responsabile della struttura pubblica sanitaria, per quella parte che ti compete, perché proprio quel luogo da te bistrattato potrà essere, un giorno, il posto del tuo ricovero.


Troverai pedissequamente tutto ciò di cui ti sei adoperato.




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Racconto scritto il 27/07/2017 - 07:22
Da Vincenzo Scuderi
Letta n.104 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


da e non dà scusa é il correttore che ha accentato

Nicol Marcier 27/07/2017 - 16:13

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Parli di una situazione al limite.
Io sono del Nord e devo dire che la sanità funziona molto bene, abbiamo strutture spesso nuove, ben gestite e con personale gentile e qualificato
Alcune che non funzionano bene esistono, ma devo dire che abbiamo ospedali eccellenti, spesso conosciuti anche all' estero,in cui i malati vengono curati in modo professionale ed umano.
Da amici del sud so che dà voi non è così e mi dispiace. Spero che i politici ti ascoltino.Comunque ha ragione Alfonso quando dice che bisognerebbe manifestare, scendere in piazza pacificamente per esternare il malcontento e trovare una soluzione
I politici per definizione sono i portavoce dei bisogni ed interessi della popolazione, sono dei rappresentanti ed e' giusto informarli perché migliorino la situazione
Comunque anche la popolazione deve esternare il malcontento in modo efficace e non fare come gli struzzi.
Bel racconto socialmente impegnato
Complimenti
Nicol
5 stelle

Nicol Marcier 27/07/2017 - 16:10

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Davvero toccante. Dolorosa realtà quella descritta che non possiamo immaginare finché non ci ritroveremo un giorno, là dentro, ad occupare uno di quei letti. A volte,(voglio dire non sempre) non esiste nemmeno la pietà umana, la compassione che certamente le situazioni citate dovrebbero​ muovere. Quando si è sani e forti, non si pensa minimamente di potersi ritrovare in prima persona in determinate situazioni. La tua è quasi una supplica, scritta in modo efficace e chissà se qualcuno di coloro che dovrebbero, la leggeranno. Spero di sì, perché tocca davvero il cuore.

Giulia Bellucci 27/07/2017 - 11:57

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VINCENZO...hai toccato un tema doloroso sotto gli occhi di tutti! All'ospedale non si va per guarire... ma per morire! L'assistenza sanitaria, il ricovero degno di umana assistenza non esiste ce ne sono alcuni nel nord ma si contano sulle dita.Alfonso non ha tutti i torti in quanto noi dovremmo far cambiare il sistema, ma è pur vero che non ci sono uomini a cui dare fiducia. Non sarà facile tutto si è incancrenito non solo la sanità. L'accenno che hai fatto ai dirigenti che potrebbero trovarsi loro nelle situazioni che hai citato non accadrà mai loro hanno le cliniche private!!! E' dura, auguriamoci buona salute un abbraccio.

mirella narducci 27/07/2017 - 10:50

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Se ci fossimo ricordati di imparare a votare, di protestare in piazza per tutti i referendum disattesi, per tutte le leggi inique, ecc... ecc..
Noi protestiamo perchè il Milan cede dei giocatori o perchè balotelli va in un'altra squadra.
la televisione ci ha drogato bene, non ha più voglia nessuno di protestare, forse pensiamo di stare ancora bene.

ALFONSO BORDONARO 27/07/2017 - 09:32

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