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Le Ragioni di Delizia a colloquio con Angelino

Le Ragioni di Delizia a colloquio con Angelino
Ovvero
Lo trano dialogo tra LA MATERIA E LO SPIRITO


(Dello stesso autore: Tratto dal libro “Semplicemente donne Siciliane. Novelle/tre”. Ediz. Youcanprint self publishing. Novembre 2016)


In questo ideale colloquio, ho voluto mettere in conversazione la “Carnalità” dell’essere umano, identificata con una figura femminile dal nome Delizia, con l’aspetto “Spirituale”, rappresentato da un personaggio maschile, Angelino.


Delizia, da buona donna siciliana vulcanica, impetuosa, irruente, palesa all’amico Angelino, senza preamboli, le sue ragioni e le lagnanze con cui, taluni umani, la ricusano come proibita e innominabile, addirittura spregevole.


Appellativi, dal suo punto di vista, davvero ingiustificati e spiega il suo cruccio al suo “presunto” antagonista, che rappresenta appunto l’aspetto spirituale, religioso.


Li scorgo, adesso i due personaggi, seduti al bar, mentre sorseggiano tranquilli, da buoni amici, un bel caffè ristretto, il cui intenso aroma riesce a penetrare e bucare le pagine di questo libro, arrivando persino a solleticare le mie narici, così pure le mie percezioni chiamate, per l’occasione, tutte a gran consulto.

E giacché siamo in tema, i miei sensi, interpellati in causa, si sono, pur essi, presentati tra questi fogli, curiosi e pronti ad assistere e ascoltare ciò che i due strani protagonisti di questa storia davvero insolita, hanno da dire o da ridire su quella che è la loro precipua natura.


È Delizia, appunto, da buona donna tutta sicula, intraprendente, moderna, che prende l’iniziativa del discorso.


- Suvvia Angelino, te lo chiedo per favore!
Cerchiamo d’andare d’amore e d’accordo!
Che figura facciamo davanti al genere umano che ci ravvisa spesso in perenne contrasto come se fossimo due nemici in assetto di guerra?
Chiariamola e definiamola questa nostra situazione per me angustiosa.
Tutto il mondo oramai ci conosce soprattutto per questa cattiva fama; ci osserva con sospetto e diffidenza.
Vede in noi due personaggi in eterna rissa e contraddizione, che non possono e non potranno mai andare in sintonia.
Questa la considero una vera assurdità!
Non siamo più nel Medioevo.
E scusami se te lo dico, ma tale concezione la definisco davvero come un’eresia.
So che questa parola detta da me possa fare effetto, però la penso proprio in questo modo.
Sento continuamente ripetere la solita monotona tiritera che io rappresento la carnalità, la lussuria, la concupiscenza, il sesso, l’attaccamento alle cose materiali della terra e chi più ne ha più ne metta.
Uffa… mi sono davvero stancata di questa antipatica nomea!
E magari lo fossi, che c’è di così scandaloso?
Se esito, se sono stata creata dal Padreterno con queste caratteristiche, perché dovrei vergognarmi e sentirmi già condannata, contaminata e peccatrice in partenza, magari al solo percepire il mio nome?
È ora di finirla per davvero e mettere in chiaro questa circostanza che a me non sta proprio bene.
Non è di certo questo un concetto al passo con i tempi, con la modernità, con la realtà d’oggi!
Posso capire un millennio fa, quando per ignoranza, anatemi e maledizioni di ogni tipo non bastavano per minacciare gli esseri umani di stare lontani mille miglia da me!
Ma oggi, dai… amico mio, non ragioniamo come bigotti!
Considera pure tu e renditi conto che le epoche sono radicalmente cambiate.
Mi hanno marchiata a prescindere, come perversa, la cattiva del genere umano, colei da tenere alla larga; da diffidare chi mi possiede o semplicemente mi nomina e che debba essere, un tale individuo, considerato senza alcuna remissione, depravato, immorale e degenerato.
Per carità… dico… finiamola una volta per tutte con questa storia!
Posso pure concepire bene una simile opinione da parte di taluni impenitenti bigotti che sono esistiti e che esisteranno sempre in questo mondo, ma la gente intelligente, di certo, non dovrebbe pensarla più in questo modo retrogrado e indegno.
Perciò stiamo un poco insieme, usciamo a braccetto e dimostriamo all’umanità intera che noi due possiamo convivere tranquillamente e senza scandalizzare nessuno.
Sono pur disposta, da donna d’altri tempi, a fare il primo passo, per dimostrarti la mia buona volontà alla definitiva conciliazione!


- Chi lo ha detto che siamo litigati? Rispose Angelino, con quell’aria tranquilla, serafica e pacata, mantenendo quel contegno dignitoso e distaccato.
Dopo aver assaporato quell’ultima goccia di caffè, mise e mani in tasca e prese il suo pacchetto di raffinate sigarette. Ne estrasse una e l’accese, assaporando lentamente la prima boccata.
Io non ho davvero alcun preconcetto su di te.
Questo lo dico subito per ovviare ogni possibile equivoco.
Anzi, a essere sincero, ti stimo veramente e ti rispetto.
Non ho affatto alcuna reticenza a dire quello che penso.
Non trovo scandalo che qualcuno possa vederci insieme, magari per scambiare due parole, discutere del più e del meno, stringerci la mano e perfino potrei pure abbracciarti.
Quando si ha la coscienza a posto, noi due, possiamo andare in qualunque località di questo mondo.
Ecco quale è la mia opinione.
Lo vedi che non ho sprecato eccessive parole?
Questa è la mia chiara convinzione e la mia posizione nei tuoi confronti.
A me piace andare d’amore e d’accordo con tutti, pur sempre nel rispetto dei ruoli di ciascuno; un compito che non deve mai sconfinare, scantonare in altri ambiti, eccedere e depravare sino a far perdere all’uomo la dignità che gli è stata regalata dal Creatore dalla nascita.
Per caso vorresti, gradiresti, godresti se vedessi l’essere umano perdere la sua decenza e moralità?
Se togli ciò all’uomo, se lo svesti del suo pudore e decoro, dovresti essere tu la prima a dolertene.
Non mi dire che ne gioiresti!
Se adesso ritieni che queste mie parole possano essere condivise e messe in pratica, allora sì che ti dico che insieme possiamo pure andare a spasso.


- Bravo Angelino!
Lo sapevo che eri una persona accorta.
Sapessi, quanto odio le persone bacchettone che scagliano quelle odiose imprecazioni che sento abbattersi su di me!
Non ne hai proprio la minima idea.
Perfino dal pulpito, certi personaggi mi additano come la perenne impudica, peccatrice, come l’impenitente Maddalena che conduce e mira unicamente alla sicura perdizione umana, e perciò, merita per questo l’inferno.
Lo dico chiaramente a tutti.
Andiamoci cauti per favore, perché anch’io, pur avendo insita la mia natura terrena, ho la mia sensibilità umana, la mia sfera privata di onorabilità e sono di sicuro di tutto rispetto.
Immagina tu per un momento se nell’uomo non esistessero la carnalità e la sensualità!
Sarebbe davvero un mondo di perfetti zombi, esseri apatici, immotivati e senza stimoli.
Sono io che per davvero, condisco la minestra della vita; la rendo invitante, stimolante e briosa, con la voglia di godimento attraverso il piacere, la gioia, la felicità, la profonda soddisfazione con se stessi e con gli altri.
È scientificamente sbagliato e pure provato che quegli umani che nominano me e richiedono la mia presenza, debbano considerarsi, al di sopra di ogni ragionevole dubbio depravati, solamente perché mirano alla soddisfazione dei sensi.
Piuttosto perché non lo dici chiaramente e a caratteri cubitali che noi due insieme possiamo finanche essere benedetti quando ci presentiamo all’altare con la veste di sposi.
Condotti in quella sede dagli umani, non soltanto perché uniti dal sentimento del reciproco amore, ma soprattutto, perché attratti dai richiami o attrazioni fisiche, sedotti dalle soddisfazioni sensuali e sessuali.
Ecco, finalmente te l’ho detto in faccia in mio pensiero perché ritengo di essere sincera e di non nascondermi dietro inutili ciance.
Raccontalo tu ai bigotti che tripudio di sentimenti può far accendere negli animi di chi ama, la voluttà propria e quella dell’altro partner!
Il fatto è caro mio che tu, spesso, te ne stai in silenzio nel tuo cantuccio, non ti esponi minimamente e non fai mai parlare di te.
Ti metti in allarme e in bella mostra soltanto quando toccano la tua sensibilità, suscettibilità sforando le tue rigide regole della malora.
Come si dice dalle nostre parti “fai il fesso per non pagare il dazio”.
Su di me, invece, apriti cielo quante me ne dicono!
Quanti sproloqui e inconcludenze!
Adesso, mi sono scocciata di controbattere continuamente a chicchessia e difendere la mia naturale posizione.
Sempre maltrattata, osteggiata, imprecata, additata come l’eterna nemica delle persone morigerate.


- Non adirarti adesso per favore!
Non ne vedo il motivo d’infervorarti in tale maniera.
Lo capisco bene il tuo disappunto e non posso non compatirti e condividere con te certe tue pene, anche se non tutte, perché devo pur affermare che quando tu… proprio tu, perdi la testa, sragioni completamente e non connetti più, diventi proprio abietta e te le meriti tutte le imprecazioni di questo modo.
Il fatto è che quando ti fai prendere dai sensi, dico meglio, dalla sensualità, diventi cieca e ti fai trasportare dalla passione smoderata sino a diventare qualche volta estrema.
Ecco perché poi ti trovi nel torto marcio e tocca poi a me intervenire drasticamente per sistemare il tutto, ristabilire l’ordine e ricominciare di nuovo il percorso con gli umani di convincimento e di riconduzione alla rettitudine, che tu… dico proprio a te… maltratti e calpesti con quella tua solita cieca carnalità smodata e sfrenata.
Come se ciò non bastasse, sei capace pure di fingere di scordarti tutto, come se niente fosse successo, facendo pure l‘espressione della santerellina.
Statti accorta cara mia!
Finché ti manterrai in perfetto equilibrio e in armonia con gli altri sentimenti ed esigenze dell’uomo, nessuno negherà mai, e ne sono sicuro, l’importanza della tua esistenza.
Poi… andiamoci cauti con la nostra amicizia.
Che sia ben chiaro…
Te ne dovrai stare sempre al tuo posto ed io nel mio.
Sta poi alla Coscienza di ognuno saper bene coniugare, dosare, distinguere e dare la giusta dose all’aspetto umano, materiale delle emozioni, con quello divino e spirituale.


- Allora con ciò intendi dire che se per caso andasse o eccedessi oltre, anche di poco, quello che tu chiami “limite di Coscienza” io sarei e resterei in ogni modo, comunque, l’eterno personaggio da emarginare, da tenere a bada e lontano, come fossi la peste capace di infettare e infestare col mio essere, il genere umano?
Ancora oggi, ho l’impressione che pure tu la pensi come i bacchettoni di un millennio fa.
Smettila, perché altrimenti ti considererò come ipocrita e puritano che vede nella vita umana un unico lato, quel solo aspetto spirituale dell’esistenza, condannando senza remissione quell’altra sfera sensuale.
È mai possibile che noi due insieme non possiamo coesistere serenamente, nella stessa abitazione, magari dentro le stesse mura?
A me piacerebbe veramente convivere con te e condividere lo stesso tetto, farti conoscere pienamente la mia natura e magari scoprire poco per volta la tua.
Penso che davvero che potremmo stare ottimamente nonostante tutto.


- Andiamoci misurati con queste affermazioni cara amica di ventura!
Lo vedi come e quando sbagli?
Proprio nel momento in cui unisci la tua natura con la mia a casaccio, grossolanamente, confusamente e convulsamente, di là da ogni freno.
Mischiando imprudentemente, ciecamente la tua Materialità con la mia Spiritualità, ti dico subito che così non potrà mai funzionare la nostra solidarietà.
Non potrà mai esserci questo connubio perché le due cose devono procedere di pari passo, con pacatezza, con “Coscienza”, rispetto e pure con quella dignità di cui dicevo prima.


- Veramente da te non me l’aspettavo che andassi a disturbare la tua affezionata cugina consanguinea “Coscienza”!
Te la raccomando davvero quella tua bigotta parente dall’aria sempre antipatica, smorfiosa e pronta in ogni occasione a pavoneggiarsi, scimmiottare e dettare leggi, regole, veti, metodi, direttive su ogni cosa che viene dal mio istinto carnale.
Che cosa credi, che non li senta chiaramente i suoi divieti e proibizioni che arrivano come fulmini e saette dalle parti dove risiedo, diretti proprio sulla mia testa, tentando di inibire quelle che sono le mie esigenze naturali e istintive e vogliosamente sfrenate?
Ma io, spesso, la lascio strillare all’infinito, fin quando si stanca.
Il bello è che non si riposa facilmente.
Sta sempre vigile e accorta, pronta ai richiami e controllare i confini della sua sorella gemella, la “Morale”.
Va continuamente ripetendo senza sosta, senza mai minimamente infiacchirsi, né quietarsi e trovare riposo, frasi simili: “Alt! Questo non si fa. È proibito. Non ti devi far tentare, non cedere alle seduzioni e lusinghe. È peccato, è traviamento, trasgressione, pervertimento…”.
È basta…!
Come la fa lunga questa emerita scocciatrice e torturatrice!
Ma chi l’ha inventata, chi l’ha invitata?
Chi la vuole e chi la desidera?
Sono sicura, amico mio, che se gli umani facessero un referendum consultivo, l’abolirebbero con un risultato per il “si” al cento per cento.
È Risaputo che la “Coscienza”, d’accordo con la “Morale” frenano proprio questi umani che così vengono maltrattati nelle loro naturali esigenze e poi li lasciano inebetiti, soprattutto nelle torture notturne, senza motivo e senza indicare neanche una via di scampo per placare le giuste esigenze materiali.
Almeno dessero una possibilità, una soluzione, un’alternativa, un qualche refrigerio che possa portare sollievo a quel martoriato fisico degli umani che non intende di certo accettare le privazioni e le astinenze “vita natural durante”!
Il corpo umano, come tale ha le sue esigenze istintive, naturali e riconosciute universalmente e non sono stata di certa io a inventarmele.
Lo potrebbero, semmai, sacrificare per un giorno, una settimana, un mese… ma per sempre, per una vita intera, è appunto “umanamente” impossibile.
La tua cuginetta “Coscienza” e quell’altra la “Morale” sono brave solo a comandare con divieti assoluti inflessibili.
Fatto questo, e impartendo i precetti perentori, se ne vanno tranquillamente per i fatti loro, come se avesse dato da bere agli uomini della terra un semplice bicchiere d’acqua fresca e hanno pure il coraggio di scomparire dalla scena, per poi ritornare per torturare e tuonare fulmini e saette!
Non s’accorgono invece, che hanno lasciato quei poveri uomini nel tormento della passione e in bilico tra il cedimento e la resistenza dalla tentazione.
Che poi “seduzione” non sarebbe proprio, diciamo piuttosto che quei poveracci avrebbero voluto solamente levarsi, di tanto in tanto, un piccolo sfizio, un piacere, un sollazzo, un godimento vero e proprio del corpo.
Insomma una cosuccia così, senza impegno e troppo chiasso!
Del resto, sin dal Medioevo era famoso il proverbio “Semel in anno licet insanire” (Una volta l’anno è lecito impazzire) che riporta il passo di un “Dialogo” di Seneca, che tradotto in poche parole serve a significare che si può “perdonare”, di tanto in tanto, insomma tollerare quelle qualificate come “follie passeggere”, diciamolo pure innocue, le proprie o quelle degli altri.


- Sentimi amica stimata!
Se vuoi parlare seriamente, facciamolo… altrimenti li lascio in tronco e me ne vado perché non permetto tu possa pensare minimamente di prendermi in giro perché quel proverbio citato, sai bene, che per molti è una vera strategia esistenziale tipica dei dissoluti e licenziosi.
E a questo non aggiungo altro!


- E tu Angelino, vuoi per caso tagliare in quattro parti il pelo nell’uovo?
Cosa ne pensi dell’altro proverbio che “In medio stat virtus” il cui significato letterale in italiano è che: «la virtù sta nel mezzo»?
E allora mettiamoci d’accordo.
Vuol dire che gli umani li accontenteremo metà per uno.
Io darò il godimento del corpo e poi magari tu li consolerai con la celestialità dei tuoi buoni propositi.
Così facendo saremo ambedue felici e contenti per la buona pace di tutti.


- Dirti che sei spudoratamente sfacciata è poco!
E no figliola mia!
Le cose non stanno come affermi tu!
L’asserzione da te citata invita a ricercare l'equilibrio che si pone sempre tra due estremi e mai al di fuori da ogni esagerazione.


- Ci risiamo di nuovo con gli impedimenti e i paletti!
Lo vedi che non fai altro che riproporre continuamente “No, non si può, non si deve, non si fa”!
Il vostro è un vizio tutto di famiglia.
Come una tara ereditaria… come una pulce nel cervello.
Per te tutto è vietato, negato, proibito, interdetto.
Sei davvero diventato troppo monotono.
Per favore, lasciati andare qualche volta, che ne godresti pure tu di salute che hai l’aspetto pallido e smunto.
Cerca d’essere umanamente più elastico, più comprensivo e generoso.
Questi umani non sono fatti di ferro e neanche di marmo?
Di carne e ossa sono creati e lasciamoli trastullare, considerando che devono sopportare tante pene e immensi dolori della vita che spesso è davvero impietosa.
E poi lo sai bene, e bada che non lo affermo io, che la carne e debole.
E allora come la metti?
Giacché sei pure tu a conoscenza di questa evidenza leggerezza, vedi di usare clemenza, tolleranza e cerca di chiudere un occhio qualche volta, oppure, se non resisti proprio, volta lo sguardo da un’alta parte e fai finta di non vedere e di non sentire.
In questo modo lascerai in pace quei poveretti della terra.
Risolviti da solo questo problema che, ascolta me, e solo tuo, e non certo degli umani.
Se qualche volta dovessi sentirti offeso… che ne so… dalla mia presenza esuberante… invadente, eccitante, convulsiva seducente e sensuale come la chiami tu, chiudi gli occhi e turati le orecchie e non guardare ciò che faccio.
Occhio che non vede cuore che non duole!
Lo sai pure tu o no?


- Ti sbagli amica mia di viaggio!
Non puoi avere l’ultima parola, perché tu utilizzi la tua loquacità per ingannare la gente.
La rendi facile la vita e comoda, quasi a uso e consumo dei materialisti.
Tutto questo potrebbe pure andare se non esistessi io con la mia insostituibile e perenne presenza e se non esistesse Dio.
Il Creatore c’è!
E poi ricordati poi l’ultimo concetto con cui desidero chiudere questa conversazione: “Non si vive di solo pane ma…”.




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Racconto scritto il 29/07/2017 - 07:35
Da Vincenzo Scuderi
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