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Arijane.

Ansia nervosa era quella che le rodeva il cuore: si infiltrava malignamente e ne scarnificava le cavità. Trovare le parole giuste era diventata una piccola vittoria personale: che fossero molte e trepidanti o ermeticamente brevi non era importante. L'importante era scriverle, rispondere, ribellarsi. Era un infinito spezzato capace di comunicare solo a versi eppure, se avesse pensato a tutti quelli che freneticamente le invadevano le meningi e lì restavano imprigionati, si sarebbe meravigliata: la scarsa autostima le calzava a pennello e non per scelta. L'amor proprio si conquista. Stava conducendo questa piccola battaglia personale in uno stato di guerra, con Hobbes nel cuore e i piedi in riva al mare. Era stata ferita, pugnalata, spinta a terra: si era ritrovata a guardare un grosso cielo nuvoloso con rabbia esplosiva. Aveva gridato maledizioni e impallidito quella distesa grigia che vorticava sopra di lei. Ma poi aveva capito, aveva pensato. Un piccolo spiraglio nella sua mente affollata si era affacciato: quello sarebbe diventato un valido motivo per cominciare a combattere, a combattere sul serio; non sarebbero più state semplici poesie, avrebbe condotto la rivoluzione a testa alta e marciato verso quelli che per altri sarebbero rimasti semplici orizzonti e per lei sarebbero diventate mete, forse fallimenti ma sicuramente qualcosa da raccontare.



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Racconto scritto il 12/08/2017 - 13:08
Da Giulia Cacopardo
Letta n.228 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ben scritto, ma ho avuto un po' di difficolta' a capirlo....
5*...ciao

Annamaria Palermo 16/08/2017 - 16:43

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hobbes è un filosofo a cui è dedicato il sillogisma particolarmente presente all'interno dei miei versi "stato di guerra", in quanto preso da una sua opera. ti ringrazio per la fiducia e il pensiero..questa è solo una bozza ma "Arijane" sta per diventare qualcosa di più di un semplice pensiero elaborato...o almeno ci sto provando! grazie mille ancora ❤

Giulia Cacopardo 12/08/2017 - 16:57

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Sì, il giudizio è positivo, tutto sommato.
A parte iol fatto che Hobbes non si capisce chi è...comunque buono l'uso dei due punti, segno di interpunzione ormai scomparso, invece forse sulle virgole... ma quel che importa è l'idea, e questa è buona. Però se hai la passione per la narrativa, non solo come succedaneo della poesia, dovresti cimentarti con un vero racconto, non un pensiero elaborato, un racconto con tanto di protagonista ed antagonista, di incipit, storia sviluppata e chiusa...allora il mio giudizio potrebbe essere più completo. 5* sulla fiducia...ciaociao.

Spartaco Messina 12/08/2017 - 16:46

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