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Il portatore della pioggia

Erano trascorsi molti mesi dall’ultima pioggia.
Il sole bruciava la sabbia dell’arena, che sembrava l’unica ad avere un po’ di pietà per tutto quel sangue sparso tra le sue braccia.
La gente lo avrebbe persino bevuto, se avesse potuto, al posto dell’acqua. L’oppressione si sentiva in ogni respiro e nelle gocce di sudore salato, e c’era un brusio diffuso che reclamava la ribellione.
Lo sapevano gli uomini di potere e tutti quelli che lucravano su quella massa di schiavi assetati d’acqua e di libertà.
Il grande spettacolo era pronto. Il massacro dei gladiatori era più che mai utile allo sfogo della rabbia della folla rumorosa e indistinta; tuttavia la gloria era riservata all’ultimo sopravvissuto,
nell’ultima lotta.


Spartaco non cercava la gloria, e forse sarebbe voluto morire, deluso in cuor suo per non essere stato in grado di difendere un amore; ma forse questo rendeva meno dolorose le ferite che il ferro dell’avversario infliggeva alle sue carni.
Arrivavano nuvole dense a coprire il sole, e le daghe taglienti erano pesanti tra le mani. Forse era un buon modo per morire: senza la pietà del sole. Poi un lampo squarciò l’aria e il tuono fece tremare la terra. Il colosso che aveva davanti ebbe una fatale esitazione, quanto basta per vedere la sua stessa testa rotolare ai piedi di Spartaco. E finalmente venne la pioggia. Solo la pioggia si poteva udire sulla folla ammutolita.
Poi echeggiò una voce possente: IL PORTATORE DELLA PIOGGIA!!
Quel grido, che sembrava venuto dal cielo, vibrava nell’udito e nelle membra della folla. Il senso di liberazione la eccitava, ma in realtà era successo molto più di tutto questo. In quell’arena era
germogliato il seme della libertà.


Ora, l’amico Spartaco, che tutti conosciamo in questo sito, si starà chiedendo. Ma che diamine vorrà dire Francesco con questi accostamenti, con queste metafore di libertà?
Ed io gli rispondo dicendogli che sono uno che scrive quello che gli pare, come è giusto che sia. La vera libertà è quella di seguire fedelmente l'ispirazione. Noi scrittori dobbiamo essere dei cagnolini obbedienti, e lei la nostra padrona. Ahahahah...
Caro Spartaco, io voglio dire che sono contento della tua presenza, e mi sento più libero, quando leggo i tuoi racconti (molto belli quelli che parlano del mare) e le tue poesie. Questo vale anche per gli altri autori, per tutti noi in genere, e grazie anche al titolare del sito, nel senso che abbiamo il grande privilegio di poterci esprimere liberamente, magari grazie anche al sangue versato nella
sabbia, e al portatore della pioggia.




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Racconto scritto il 17/09/2017 - 10:26
Da Francesco Gentile
Letta n.343 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Libertà, caro Francesco, di scrivere e di commentare.
Secondo il mio modesto parere, dobbiamo essere liberi di scrivere ciò che sentiamo, nelle opere e nei commenti, senza interventi dall'alto (?) che vengano a precludere questa nostra libertà di espressione.
Il punto è uno e uno soltanto: scrivere con educazione e nel rispetto degli altri, sempre.
Credo che questa sia la chiave di tutto, in questo sito, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni, che andrebbe vissuta senza invidie o ipocrisie e seguendo quei principi sani di moralità che dovrebbero contraddistinguere ogni uomo o donna.
Non dubito, conoscendoti un po', che tu sia perfettamente d'accordo.
Bello il racconto, direi necessario...

Mimmi Due 18/09/2017 - 10:30

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.. e di lottare, talvolta contro i nostri stessi pregiudizi, per vedere e godere della libertà.. Beh Non ho mai scritto così tanto, in un commento, in vita mia..
Buona notte amici cari

Francesco Gentile 18/09/2017 - 01:09

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é necessario per me chiarire lo spirito di questo scritto che gioca, e gioca soltanto, con le assonanze tra un personaggio leggendario, e magari il significato storico, di Spartaco (il portatore della pioggia) e Spartaco pseudonimo di uno scritore a tutti noi noto.. su questo sito. La cosa mi sembrava palese, avendo utilizzato l'immagine che presenta l'opera identica a quella del profilo di Spartacus (scusami per il furto.. te la restituisco subito). Ho creduto che fosse un modo elegante, anche leggero, per parlare di sensazioni che hanno la loro importanza. Questo è un bel salotto, almeno lo ritengo tale, dove ho avuto e ho il privilegio di potermi esprimere liberamente. In qualche modo ho voluto ringraziare tutti (e l'ho fatto in calce al racconto), e dico veramente tutti coloro che mi hanno letto e spesso commentato. Forse non si è capito e me ne dispiaccio. Penso che oggi, come ieri, e in futuro, rimane l'esigenza di guardare le cose in profondità e di scavare ancora...

Francesco Gentile 18/09/2017 - 01:06

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Hops.. Giornata lunga, oggi, oppure era ieri forse. Ci sono imprevisti che talvolta bisogna affrontare, magari non proprio come l'arena, ma comunque necessari per conservare la pelle..
In ogni caso, nonostante l'ora tarda, voglio ringraziarvi tutti per aver letto e commentato questa sorta di racconto.. che sembra aver suscitato, a mio avviso, perlomeno un malinteso.
Ma forse non lo è, nel senso che - sempre secondo me - il senso di libertà d'espressione deve prevalere anche nei commenti... oltre che nei racconti e le nostre poesie.

Francesco Gentile 18/09/2017 - 00:46

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Chiedo scusa, volevo scrivere mettere le mie opere

Giulia Bellucci 17/09/2017 - 22:17

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Un racconto significativo! Solo, parlo per me stessa, credo che, nel momento in cui ho deciso di mettere su un sito visitato e frequentato da autori e lettori vari,ero ben consapevole che sarei stata oggetto di critiche e opinioni. Non possiamo pensare di avere sempre un giudizio positivo almeno che non pretendiamo tutti commenti ipocritamente positivi. A volte si ricevono commenti positivi, altre meno. Basta leggerli nella maniera giusta. Altro discorso quando ci sono offese gravi che offendono pesantemente!

Giulia Bellucci 17/09/2017 - 22:15

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Le critiche possono anche essere fatte a fin di bene e senza offendere nessuno.Per il resto a me piacciono i racconti di Spartaco...lo preferisco più come scrittore ( arguto conoscitore dell'uomo) che come poeta. Ma pure questa è una libertà.
Francesco, come sempre bravissimo, ha mandato un messaggio è, a buon intenditor....

Teresa Peluso 17/09/2017 - 20:30

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Ho letto un bellissimo racconto con una storia molto bella...l'uomo della pioggia, appare come innovazione e trasformazione di un periodo di vita incerto, un po come oggi...un seme di libertà è custodito e sta germogliando piano piano...l'ispirazione è l'unica vera ragione per poeti e scrittori...Complimenti Francesco davvero molto bello!

margherita pisano 17/09/2017 - 18:28

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Molto bravo anche nella narrativa Francesco...
per il resto non so di che cosa si parla esattamente non conosco i fatti tranne alcuni stralci, ma certo esprimere se stessi, liberando emozioni e interiorità, è il fine principale dello scrivere.

Grazia Giuliani 17/09/2017 - 16:07

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Il racconto è scritto molto bene. Non entro nelle polemiche perché a miop avviso tu non ne hai in nessun modo creato le premesse. chi le fa o legge troppo velocemente, senza ponderare, oppure non ha capito e non saprei di chi dovrebbe essere la colpa. Cosa c'entra la poesia di marcato proprio non l'ho capita. Io non ho parlato di errori, ci mancherebbe, ma solo di un gusto personale sulle maiuscole a capopverso nelle poesie. Non sono solo io, parlo come lettore...e il lettore non insegnma mai..

Spartaco Messina 17/09/2017 - 15:21

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Francesco hai ragione in tutto quello che dici.La libertà è anche sbagliare avvalorata anche dal fatto che non siamo professionisti.Se Spartaco é tanto bravo può cambiare sito.Noi continuiamo con i nostri sbagli.in fondo faremo sempre la nostra poesia.

antonio girardi 17/09/2017 - 13:40

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Caro Francesco, pur non entrando nel merito, che mi sfugge, apprezzo il tuo racconto ed il tuo messaggio in calce ad esso. Personalmente mi sento libero di esprimermi su questo blog ed anche se ricevessi critiche non me ne farei certo un cruccio perché l'ispirazione è effettivamente la mia unica padrona *****

Ken Hutchinson 17/09/2017 - 13:31

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